Il diario personale di Julia Jones, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
MACTE ANIMO
Coraggio.
Ricordo ancora perfettamente quelle parole ricamate sulla patch del mio corso.
Era un pomeriggio piovoso ed eravamo accalcati in aula magna, per le assegnazioni del tirocinio.
Lo ricordo come se fosse ieri.
Cadetto Jones Julia, Quarto anno, Sicurezza. Si alzi in piedi. Lei è assegnata alla USS Genesis NCC-1912 ed ha l´ordine di presentarsi a bordo entro le 24.00.
Avevo chiesto la USS Independence. Come Luke.
Fottuta ironia. Ora è qui, nella flottiglia di questa missione.
Era un modo per sentirmi più vicino a lui, in qualche modo, ovunque sia, visto che Mamma e Papà erano spariti da quattro anni circa, come se non fossi mai esistita.
Come un peluche usato, messo in un angolo e dimenticato.
Quante cose cambiano in un anno, caro amico elettronico.
Innanzitutto ti scrivo, è già un cambiamento.
Ho amato di nuovo, con tutta me stessa e lo faccio ogni giorno, scegliendo Emily ogni giorno.
Ho viaggiato nel tempo, due volte.
Ho visto persone morire come zanzare fritte da una lampada nelle notti d´estate del Wapusk National Park.
Ho delle amiche vere. Meredith, Valerie. Ho brave persone che mi vogliono bene anche se non riesco ancora ad aprirmi del tutto con loro, come Letizia o Laura, o Stacie. E forse anche quel pasticcione di Peter. E sotto sotto credo anche Shinya, peccato che si sia congedata proprio ora che mi ero decisa a smettere di scappare dalla sua esuberanza.
Sono stata in galera.
Sono stata su Risa senza picchiare nessuna.
Sono stata una naufraga.
Ho combattuto i pirati.
Sono stata molto vicina all´Adlivun.
Ho avuto paura.
Ho mostrato le mie ferite.
Ho pianto.
Ho lasciato il permafrost.
Ho imparato il valore delle persone come persone.
Ho una casa tutta mia sull´Oceano Pacifico, con Emily. Ci crederesti?
Ho subito il furto della nave, insieme a tutto l´equipaggio.
Ho scoperto nuovi mondi, nuovi esseri viventi, nuovi animali.
Ho litigato.
Ho un´onoreficenza appuntata sulla giubba dell´uniforme da Tenente. L´ultima delle mie velleità è stata proprio far carriera. Eppure, senza che lo volessi, eccola qua.
Se potessi premere un pulsante per fermare tutto, francamente lo farei. Continuo a non sentirmi parte del mondo delle giacchette da inculatura degli ammiragli o degli ufficiali d´alto rango, vedendo Emily ed i suoi impegni.
Del resto lo sai, computer.
Non sono entrata in Flotta per far carriera.
E ho fatto l´errore di rendere la USS Genesis la mia casa. L´idea di dover andar via non mi piace, se i bracciali ai polsini dell´uniforme dovessero aumentare.
Potrei anche prendermi una nota di demerito e congelare in modo coatto tutto, chissà.
Quante cose cambiano in un anno, da quel 13 ottobre 2267.
Ricordo ancora quando mi spostavo correndo per i vialetti dell´Accademia, pugni al petto, tra un´attività e l´altra.
Il poco tempo per consumare i pasti. Il gioco della frutta.
Le esercitazioni di tiro e sopravvivenza.
I primi colloqui in Sezione qui sulla Genesis, con Liam e Valerie e quel vulcano di Sua Malvagità, Uta Von Desslok, chissà che fine ha fatto...
L´accoglienza del Capitano T´Poovik che mi ha fatto "scoprire" il bright side dei vulcan, in questi mesi.
Quell´infinita e latente voglia di ricongelare tutto alla prima difficoltà, che il mio coraggio ricaccia indietro ogni singola volta.
Infine mi sono mostrata e ho capito che quel che cercavo da una vita, senza saperlo, ce lo avevo già.
Tutto in un anno.
Continuo a sentirmi ancora una Ranger, in fin dei conti. Non credo che abbandonerò mai quella parte di me che mi ha resa ciò che sono e che mi ha permesso di vivere quest´anno in questo modo.
Parks sarà sempre la mia seconda casa.
Ovunque andrò.
Sono un pochino arrabbiata con me stessa per aver negato alla me bambina di vivere certe cose, vedendo quel che lo spazio mi ha riservato.
Avrei dovuto apprezzare quelle piccole cose, visto lo smarrimento, la morte e la distruzione cui ho dovuto assistere in questi mesi.
Ma è andata così.
Un anno.
Un anno non è molto, ma è tanto.
C´è ancora troppa feccia tra le stelle. Ma sarò all´altezza?
E soprattutto, è qui che devo essere?
Perchè io ci voglio stare, qui.
Un altro anno magari.
Ed un altro ancora.
E ancora.
E ancora.
I´ve got a question for the child in you before it leaves
Are you tough enough to be kind?
Do you know your heart has its own mind?
Darkness gathers around the lights
Hold on
Hold on
Quanta strada hai fatto, piccola foglia d´acero.
Spero che Emily torni a suonare il piano.
Vivere lontano da casa non è per tutti. Devi avere un cuore grande, grande a sufficienza per far da valigia a tutto ciò che lasci: gioie e dolori, amici (amici?) e amori. Questo bagaglio cardiaco, già protetto dal ghiaccio, che batte anche quando tocchi un suolo che non ti appartiene o quando sei steso su un materasso che non ha la tua forma e un cuscino scomodo, e guardi il soffitto chiedendoti dove stai andando. Amici che non sono i tuoi, una città che non è tua, un pianeta che non è il tuo.
Devi avere un cuore grande, così grande da far spazio a cose nuove. Un cuore che a volte temi che altri si siano scordati, perché il presente ha preso il sopravvento nelle loro vite.
Un cuore grande, ma non troppo forte.
Allora è lì che si ferma un attimo. Va in arresto, ti confonde e non sa più chi sei. Così ti stendi sul materasso che ora ha subito un po il tuo peso, e il cuscino è più molle da una parte. E ti chiedi chi stai diventando più che dove stai andando. Perché quando parti, più che muoverti verso una destinazione,vai verso un destino. Il tuo.
Homeward bound.
<composto su dispositivo portatile>
Amazing grace
How sweet the sound
That saved a wretch like me
I once was lost
But now I´m found
Was blind, but now I see
´Twas grace that taught
My heart to fear
And grace my Fears relieved
How precious did
That grace appear
The hour I first believed
Through many dangers
Toils and snares
We have already come
´Twas grace hath brought
Us safe thus far
And grace will lead us HOME
When we´ve been there
Ten thousand years
Bright shining as the sun
We´ll have no less days to sing God´s praise
Than when we first begun
Amazing grace
How sweet the sound
That saved a wretch like me
I once was lost
But now I´m found
Was blind, but now I see
E´ assai strano, ma non spiacevole. Credo.
E´ assai invadente.
Mi si allargano delle crepe nell´umore quando non ce l´ho.
E´ assai, cuore e pancia.
Pancia vuota.
Separo i ceci dai tubetti per vedere se dai buchi appare.
È assai.
...le foglie cadono ma sanno sempre da quale albero vengono..conservano la loro memoria...
<composto su dispositivo portatile>
Resti sui gomiti.
Lasci perdere la maniera, ti sottrai, ti acciambelli e striminzisci il futuro.
Poi le notti diventano tanto strette da non poterci dormire. E così non sale più il giorno.
Cosa resta dei salti mai fatti?
Dentro un nero inverno pesante e con l´alba smontata, infine provi a cercarmi. Ma io ero ieri.
Che ti resta di ieri?
<composto su dispositivo portatile>
C´è bisogno di restar soli per raccontarsi certi pensieri per due. Cose scabrose, tenerezze vietate, idee da non farsi.
Scappar via per incontrarsi, per sapersi nei segreti.
Ad un fiato dal precipizio del tuo collo pare ovvio cadere, essere ciò che non si deve.
Stupido pianeta.
Stupida astronave.
Ci mancava pure il piscio blu.
Devo vedere, qui ho fatto.
Restare al caldo.
Conceal. Don’t feel.
...
Sono stata promossa a Tenente. Ho superato Luke quando... beh, quando scoppiò il merdone.
Vorrei dirlo alla mamma. Ma non posso. Non adesso.
Valerie, che ha scalato un altro grado, mi ha dato un bell´incarico che mi ricorda il Nunavut. Anche i ragazzi ormai mi conoscono.
E´ un bel gruppo. Una sorta di Kanata.
Forse... forse ho scelto il branco sbagliato. Ed è grave.
Anche Letizia! Quella ragazza farà strada. Specie ora che si è liberata, suo malgrado, di quel paraculo zavorra.
Il capitano è un rompiballe insicuro. Non ho alcuna voglia di parlarci giocando a fare la cadetta del primo anno, ma devo. Tanto i cadetti li avrei sbrandati comunque dopo le vacanze a spese della Federazione sul Risame vario... non pensi che sia merito suo.
Accadono cose strane, intorno a me.
Emily riesce a star bene solo in alloggio e neanche sempre. Bisogna parlare. Chiarire. Definire. Dire di spartiacque. Ma come fa una persona ad essere uno spartiacque? Io non lo so... io non... non riesco a capire... ma l´ascolterò, finchè vorrà. La amo.
Eppure vorrei solo giocare.
Mer mi dice di rimanere al caldo. Ce la faccio. (?)
In giro accadono tensioni.
A volte ho la sensazione di essere in qualche modo causa di parte di questo casino.
Rischia di gelare tutto...
E se la chiave fosse proprio quella?
Mh. Non voglio crederci, non ancora.
Hello winter, my old friend. I´ve come to talk with you again.
Conceal.
Don´t feel.
Conceal.
Don´t feel.
Don´t let them know.
Ho trovato la forza di incrociare lo sguardo con il mio ritratto, nel nostro alloggio, finalmente.
Continuo a sentirmi, a volte, in colpa nei suoi riguardi.
Continuo a pensare di aver deluso quell´appena sorridente versione di me.
Ho avvertito, a volte, nelle torride giornate risiane, un istinto di sopravvivenza e... ricongelare tutto.
Per lei, non per me. Neanche me ne accorgerei.
A tratti mi manca persino la mamma.
Ci crederesti? Tu, nella tua fiammante uniforme storica in panno di lana?
Il concetto di branco pare sia andato a farsi benedire. Non vedo Mer da settimane.
Stupidi adulti south of the border.
Ero Indistruttibile. Emotivamente adamantina. Ed ora?
Ma è giusto così. Non mi importa nulla va...
Emily sembra felice, conta solo questo.
Non l´ho dato a vedere, almeno credo.
Don´t let them in, don´t let them see.
...
Conceal, don´t feel.
Don´t let them know.
Conosciuto il nuovo capitano. Sembra uscito da un blister di una action figure preconfezionata, come il suo discorso. Prevedibile. Ma avremo tempo per conoscerlo. Mi è parso a tratti insicuro.
E´ ora di riprendere la routine di bordo e ristabilire lo status quo ante.
Valerie resta con noi. Sono felice per lei.
Ma spero che anche lei, sia felice per lei, visto che spesso esita, quando le si chiede come sta.
Ah. Finalmente andiamo via. Un mese sprecato su questa schifezza di pianeta.
Sulla Terra avrei potuto sistemare delle cose. Le cose. C´è già la prima neve in Nunavut. Torno torno il passaggio a Nord-Ovest.
Addio, Risa.
Non è stato un piacere.