Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
7.5.2270
Volevamo fuggire, invece non riesco neppure ad alzarmi per andare al bagno senza che qualcuno mi scriva o mi chiami o abbia bisogno di me.
Sarà, spero, un momento casualmente concitato, ma tra i provvedimenti disciplinari, la Corte Marziale, la scarsità di divise, i granchi che scappano dalle teche e finiscono nella cena, le lettere misteriose, i DNote che trasmettono turpiloqui via interfono, gli allagamenti e le mancanze d´acqua per i ponti, credo di averne avuto già abbastanza per il prossimo decennio.
Mi sa che le Antille francesi dovremo vederle in olofoto, stavolta... vorrà dire che mi dedicherò alla mia tela, nei minuscoli ritagli di tempo. Ho iniziato a dipingere un paesaggio a memoria, quello che si vede dalla nostra finestra a Saint Rèmy. Non conto di finirlo presto, anzi, vorrei proprio assaporarlo lentamente, come qualcosa che cresce lentamente e lentamente matura, come il grano e come il nostro vino. Albero e foglia.
30.4.2270
Questa volta, semplicemente, bastava aspettare.
La situazione si è risolta quasi da sè, allontanandosi dalla fonte delle interferenze e schermando la degenza.
Palla oltre la rete della zona neutrale, ora non è più affar nostro.
Mi interessano di più le coltivazioni messe su da Lincoln nelle serre: devo riuscire a ritagliarmi il solito spazietto per qualche diletto personale e... familiare! Ha riempito di zucchine, pomodori e radicchio quasi tutti i terreni, ce ne sarà in abbondanza per tutta l´estate.
23.4.2270
Non ho più scritto nulla dopo l´esame, troppe cose sono successe tirandomi via dal tempo, letteralmente.
Rileggendo le righe che ho scritto qualche giorno fa, mi sono rivista tesa e preoccupata per l´esame: in realtà è andato meglio del previsto.
Senza tante cerimonie, senza tanti discorsi, mi sono trovata abilitata al comando e nominata, ormai a tutti gli effetti, Primo Ufficiale.
Tiro un sospiro e guardo avanti. Guardare indietro sembrerebbe quasi guardare talmente lontano, ad una spaurita e incerta Cadetta che si nascondeva dietro una ostentata e fastidiosa saccenza, da non riuscire a riconoscermi.
Ora sento la responsabilità della vita di oltre 700 persone ed è un peso che rende le notti più inquiete.
Otto di loro, già, sono in pericolo. Una radiazione sconosciuta li ha investiti, lasciandoli in un coma profondo, di cui non riusciamo a comprendere la causa. Fisicamente stanno bene, ma cosa sta succedendo ai loro cervelli, alle loro anime, è difficile dirlo. Sto lavorando senza sosta per cercare di scoprirlo e per fare in modo di rianimarli senza perdite.
Sono la mia famiglia. Sono tutti la mia famiglia. E si aspettano da me che li protegga.
Visto come è facile trovare il significato dei decori dorati sulla manica?
13.4.2270
Ci siamo, l´esame è fissato per domani. Stasera studio matto e disperatissimo. Con tutte le pratiche da seguire, per la Divisione, non ho dedicato abbastanza tempo a rivedere tutti i documenti oggetto di esame. Posso farcela, so dove trovare la forza!
3.4.2270
Oggi è il mio compleanno, ma è anche il giorno in cui torno in servizio e così, il compleanno passa in secondo piano: del resto siamo già colmi di regali! Siamo da poco arrivati sulla Starbase 81, dopo un lungo viaggio, passato a riordinare le fotografie fatte durante il viaggio di nozze e a pensare dove sistemare i bellissimi regali che abbiamo ricevuto: alcuni li abbiamo lasciati a casa, a Saint Rèmy, alcuni invece potremo sistemarli in alloggio e tenerli con noi, come bellissima testimonianza dell´affetto dei nostri colleghi.
Eccone alcuni:
Viti di glera, piantate nella tenuta, regalo di Solomon e Kiss
Taccuino di vera carta, regalo di Costa
Un alberello dei chakra, fatto di pietre dure, regalo di Winchester e Langley
Un calendario perenne di ceramica, regalo di Winchester e Langley
Un set di elementi di arredo, regalo di Winchester e Langley
Un robot da cucina superversatile, regalo di O´Brien
Un completo letto, regalo di O´Brien
Nella cornice che abbiamo in salotto, sistemeremo una delle foto più belle del viaggio di nozze, scattata tra le rovine di Machu Picchu, un posto splendido e mozzafiato, talmente lontano dai centri abitati e arroccato tra le cime da sembrare un mondo totalmente diverso e alieno.

I giorni sono volati, siamo stati felici, siamo felici. Tutto sommato, torno volentieri tra i colleghi, la mia famiglia viaggiante. Ho voglia di ricominciare, di buttarmi di nuovo nel lavoro. Come prima cosa, dovrò mettermi alacremente a studiare per l´abilitazione al Comando: l´esame immagino sia imminente, ora che la licenza è terminata. Sono un po´ in ansia, ma ho già affrontato colloqui pungenti in passato: sono determinata a farcela. Incrociamo le dita!
22.3.2270
I bagagli sono pronti e la licenza concessa: la partenza per la luna di miele è imminente. Sarà bellissima, romantica, poetica, emozionante, passionale. E per questo la custodirò nel cuore, dove non è necessario leggere né guardare fotografie per ricordare e rivivere tutto.
Al ritorno, mi aspetta il Capitano O´Brien e un possibile incarico di Primo Ufficiale. Non voglio pensarci adesso. Rotta tracciata per la felicità, massima curvatura!
20.3.2270
18.3.2270
E´ curioso sapere che da qualche parte nelle infinite varietà dell´esistenza, c´è una mia copia malvagia, ambiziosa e cinica. Forse io e lei siamo soltanto due, delle tante. Quante altre me esisteranno contemporaneamente? E quale vita staranno vivendo?
Non credo che la scienza sia in grado di offrire una risposta a queste domande. Ma sono felice di essere, tra le tante, proprio questa.
25.2.2270
E così anche Emily ha deciso che fuori dalla Flotta Stellare c´è un mondo intero che l´aspetta, un mondo di sogni e possibilità a portata di mano e che non ha senso lasciarsi sfuggire.
La capisco perfettamente e approvo la sua scelta, pienamente, anche se so che mi mancheranno i suoi modi ruvidi di dire le cose e il suo buon senso, tenuto nascosto appositamente sotto strati di strafottenza.
Le voglio bene, le auguro davvero di riuscire nel suo sogno più bello: quello di inseguire la sua arte.
Spero che ora si riesca a tenere salda la catena di comando e a non farci piazzare qualcuno dall´esterno, come la scorsa volta. Ricominciare di nuovo con un Capitano mai visto nè conosciuto è una fatica che troverei francamente superflua, ma non si sa mai... nel frattempo, mi sono candidata per l´esame di abilitazione. Per ora, va bene così. Ma anche i miei sogni sono lì che aspettano: verrà il loro tempo e la scelta sarà altrettanto libera e altrettanto felice.
20.2.2270
Questa missione mi ha ferita in profondità. O forse semplicemente ha riportato alla luce ferite mai rimarginate. E che ormai non si rimargineranno più.
Siamo ancora vivi, dovrei saperlo che è quel che più conta.
Ma il caos ha preso possesso delle nostre vite per qualche lunghissimo infinito giorno. Ordini disattesi, esitazioni. Io stessa non ero lucida a sufficienza da capire con chiarezza le decisioni da prendere.
Abbiamo fallito. Perchè? Sono troppo forti per noi? Eppure abbiamo affrontato nemici ben più spietati e violenti.
E allora perchè contro di loro non si ottiene mai una vittoria?
Se chiudo gli occhi, sento ancora la mia voce chiedergli "Come si chiamano?". Forse è per questo che non possiamo vincere. Non noi.
11.2.2270
Non so dire cosa provo. Ho paura. Prego di non doverli vedere. Spero di poterli vedere.
Ma se anche li vedessi? Cosa potrei dire loro? Sono tua madre?
Pessima copia di discutibili trame da film di fantascienza.
Sarebbero come me? Cosa proverebbero vedendomi? Odio? Risentimento? Disprezzo? Compassione?
Tra tutte le prove che la vita mi ha riservato, questa è in assoluto la peggiore, perchè ho il più sciocco e insensato dei desideri. Parlargli. Raccontargli. Spiegare. Sentire la loro voce.
Nessuna Accademia della Flotta può prepararti a questo, nessun dannato brevetto, nessun esame di abilitazione.
Non devo dimenticare nemmeno stavolta, però, che siamo in due. La affronteremo insieme. Per i figli che abbiamo avuto e per quelli che avremo.
Valerie ho già capito cosa sceglierà. E ho paura anche di questo. Ho paura di non poterla più guardare in faccia. Come potrei, se ucciderai mio figlio, Valerie? Dimmelo tu. Io non so cosa rispondere.
4.2.2270
Che anno memorabile, questo! Credo che lo conserverò a lungo nella memoria come l´anno delle grandi occasioni e delle svolte di vita.
Dopo i progetti matrimoniali, ora è il turno della carriera che prende il volo verso apici difficili da immaginare. Ci sarà davvero molto da lavorare: ho accettato di dare una mano anche dalle parti del Ponte 7 e so già che non sarà facile.
Non che finora sia stata una semplice passeggiata, ma d´ora in poi avrò bisogno di tutta la mia pazienza e di tutta la mia caparbietà, per raggiungere l´obiettivo di una Divisione sfolgorante, armonica e coesa.
Per ora, imbarchiamoci, letteralmente, nella prossima avventura: ancora non sappiamo se a bordo di una nave, di un sottomarino o cos´altro ci stiano preparando. Abbiamo solo un appuntamento, per stasera, al porto di Los Angeles.
Se mi portassi una ciambella di salvataggio, sarebbe proprio così brutto?
28.1.2270
Finalmente anche questa missione si è risolta, in qualche modo, e stiamo tornando sulla Terra. Ho smesso di sognare Tal e i suoi tenebrosi alleati e sono tornata a pensare a bomboniere e acconciature. Devo parlare con Shan per il menù della cena e cercare di indirizzare la scelta dei miei su un paio di fedi che ci rappresentino, discrete e raffinate. Quasi quasi le disegno e gliele mando... sì, farò proprio così! Primavera è più vicina di quanto non immagini e più lontana di quanto il cuore vorrebbe.
24.1.2270
Ho fatto uno strano sogno stanotte: eravamo in campagna, sembrava tutto pronto per il matrimonio, c´erano invitati, amici, parenti, addobbi floreali e le fedi nella loro scatolina.
Avevo indosso un vestito azzurro, mi avvicinavo al tavolinetto del celebrante ed aveva il volto di Tal. Stupita, mi voltavo verso Armànd ma anche lui in realtà aveva il volto di Tal. Spaventata, indietreggiavo, cercando qualche volto conosciuto, ma tutti erano Tal.
Spero che questa missione finisca presto...