Il diario personale di Shala Plom, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
: INIZIO REGISTRAZIONE :
non penso di trovare le parole giuste per descrivere questi miei ultimi 10 giorni: avevo perso le speranze di un imbarco, oramai vagavo per l´accademia a un tratto il d-note bippa leggo non solo era una chiamata per imbarco ma non potevo credere a quello che leggevo il mio primo imbarco e dove mi spediscono sull´ammiraglia della flotta stellare con meno di 24 ore di preavviso passa in secondo piano, non mangio mi preparo tutto di corsa, prima che staccassero il ponte mi lanciano dentro, e la nave parte per una missione, che al momento non sapevo neanche di cosa si trattasse . passo un paio di giorni per imparare a muovermi sulla nave e espletare le varie procedure post imbarco, ma a me sembra ancora una festa quello che sto vivendo per ora. Arrivano i primi incarichi alcuni estemporanei bello, appagante non sentirsi una totale zavorra ma al contempo comincio a realizzare che siamo ... cioe´ ci sono anche io <si ripete> in missione e che questa missione appare complessa e delicata. Passo i seguenti giorni lavorando molto pesantemente per cercare di essere utile sopratutto passando molto tempo a documentarmi sul database a riguardo della missione in corso, con tanto entusiasmo, mi sentivo forte dormivo anche meno del solito, il mio peso corporeo ne ha risentito ma non ci pensavo minimamente, prendiamo degli ospiti a bordo ospiti particolari, e quel giorno vedendo la tensione del resto dell´equipaggio comincio a capire che la missione non era una missione diplomatica e che ci sarebbero diversi rischi davanti a noi, la probabilita´ di uno scontro a fuoco era alta, ma nella mia inconsapevolezza ancora pensavo che ero sulla genesis niente puo´ fermarla. Poi arriva il giorno fatidico sono di turno in plancia la tensione si sente, si vede nei visi degli ufficiali in comando. sono stati momenti forti uno scontro duro, ero alle comunicazioni e sentivo tutte le comunicazioni tra le varie navi della flotta, la determinazione dei presenti in plancia mi aiutava a mantenere la concentrazione ma ho rischiato di volare via dalla postazione un paio di volte . Alla fine si e´ riusciti a colpire il nostro obbiettivo con non pochi sacrifici. Qui e´ successo quello che non avrei mai pensato, l´esplosione del nostro obbiettivo che in pratica era una macchina in grado raccogliere una materia energetica proveniente dal subspazio ha generato una esplosione molto potente molto oltre quelli che erano state le previsioni e o le aspettative, io penso che il fluido energetico che veniva raccolgo alla fine ha contribuito all´esplosione, insomma ha generato una lacerazione del subspazio enorme smisurata per quello che avevamo previsto. danneggiati pesantemente ci troviamo a contrastare una forza immensa per le nostre possibilita´ e la natura non la comandi la assecondi, e cosi e´ stato alla fine abbiamo dovuto sacrificare la nave stessa per dare una possibilita´ di salvarsi a tutti gli altri. la nostra ospite anche nel suo cinismo smisurato lo aveva capito subito come gli ufficiali e devo dire che ci ha aiutato a prendere la decisione, lo scrivo a oggi a mente diciamo fredda ma quando ho sentito il comandante pronunciare quelle parole sono rimasta pietrificata qualche secondo. Ora sono seduta su un contenitore in un hangar navette affollato di una nave appoggio, tremolante immagino che stiano viaggiando a massima velocita´ non so per dove, e ancora ho le immagini del pod che esce dalla nave, la genesis che esplode, tutto successo in pochi attimi , mi ripeto da sola che sono una scienziata, e che e´ stata la giusta decisione logica il nucleo di curvatura della nave era l´unica cosa in grado di ripristinare lo squarcio creato, ma non sono vulcaniana e quello che ho vissuto si riavvolge e riparte spesso nella mia mente. cerco di farmi forza penso mille cose, poi mi guardo intorno e penso... sono ancora qui: non e´ finita! <sospira e rimane in silenzio qualche istante prima di disattivare la registrazione>