Diario di Zhu

Il diario personale di Zhu, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!

Zhu

Zhu

Data Stellare 24.08.2266

Siamo all´imbecillità più assoluta, se non fosse tutto tremendamente vero. Si direbbe che la situazione sia più comica che tragica. Un Ammiraglio della Flotta da´ vita ad un piccolo capolavoro di inadeguatezza comunicativa e scarsa professionalità. Dapprima cerca di incutere un non necessario allarmismo, suggerendo la presenza di una squadra di sicurezza per monitorare il materiale da trasportare; poi scioglie ogni allarmismo annunciando che si tratta di una missione di routine. Dunque perché avere una squadra di sicurezza? 

E qui l´Ammiraglio Scalandra riesce a superarsi: la sicurezza serve ad impedire all´equipaggio della Genesis di contravvenire agli ordini diretti e sbirciare nei contenuti delle casse.

Dunque: la Genesis è stata scelta specificamente perché ha già affrontato circostanze non dissimili su Denobula ed è, a rigor di logica, ritenuta meritevole di tale assegnazione; allo stesso tempo però, la sezione medica e scientifica della Uss Genesis sono ritenute incapaci di ubbidire agli ordini diretti e di rispettare ordinari vincoli di riservatezza.

Basterebbe questo a far saltare dalla sedia chiunque fosse dotato di buon senso, ma c´è dell´altro.

Scalandra suggerisce la presenza di una squadra di sicurezza (della USS Genesis) per impedire eventuali violazioni da parte delle altre sezioni (della USS Genesis): la squadra di sicurezza appare dunque immune alla conclamata incapacità di ubbidire agli ordini, per ragioni ignote (e che a questo punto vorrei conoscere: è qualcosa nel colore della divisa o sono geneticamente diversi dagli scienziati e dai medici?).

L´Ammiraglio Scalandra in un solo colpo è riuscita a dare ordini confusi e senza criterio, manifestando un comportamento bipolare che andrebbe analizzato con cautela clinica: ma come fanno dei simili cialtroni a diventare Ammiragli della Flotta?

Come se tutta questa goffa pantomima non bastasse, la cosa ha avuto conseguenze. Si continua a confondere la riservatezza con le affermazioni lesive che le sezioni hanno ricevuto: personalmente non ho alcun interesse a scoprire cosa ci sia in quelle casse. Mi è stato ordinato di non aprirle e tanto basta. Ma perché dovrei operare sapendo che una squadra di sicurezza è lì per impedirmi di sbirciare? e cosa succederà quando anche la rispettabilità della squadra di sicurezza sarà messa in discussione? si chiamerà un´altra squadra di sicurezza per monitorare la squadra di sicurezza? Non si sfiora, ma si supera il ridicolo. Il Tenente Kurosawa, pur percependo come lesive dell´onorabilità delle sezioni le parole di Scalandra, invece di difendere tale onorabilità preferisce agire per dimostrare all´Ammiraglio che ha torto. Come a dire: "riuscirò a sbucciarti le nocche con i miei zigomi, se continui a prendermi a pugni". Il delirio più totale: dovremmo lavorare di più per dimostrare che non è vero che siamo dei cialtroni, come se la regola fosse che si è cialtroni fino a prova contraria. Ma chi l´ha detto? possibile nessuno abbia orgoglio e amor proprio?

Ma a dissipare ogni motivo d´orgoglio interviene prontamente il Capitano McDuff, che con un suo proclama quasi riesce a far impallidire persino le parole dell´Ammiraglio Scalandra. Con non poca rabbia repressa, il Capitano dimostra di non aver minimamente afferrato i termini del problema: scrive a caratteri cubitali una frase involontariamente comica quale "pertanto ORDINO che l´equipaggio esegua gli ORDINI" (toh! menomale che l´ha ordinato: in effetti c´erano non pochi dubbi sull´eseguire un ordine senza che qualcuno ordinasse di eseguirlo!), ma a cosa serve gridare che bisogna eseguire gli ordini se nessuno li ha disattesi? la risposta non solo è imbarazzante, ma anche goffa e inutilmente allarmistica: il comando si esercita col prestigio, non urlando tautologie; poi il Capitano chiarisce che la riservatezza è necessaria (peccato che qui la riservatezza non c´entri assolutamente nulla: il problema è che un Ammiraglio ritiene intere sezioni della nave composte da incapaci ansiosi di disubbidire agli ordini diretti, cui si ritiene necessario fornire lo spauracchio di una squadra di sicurezza! è così difficile capirlo?); dopo aver sbraitato in "militarese", dulcis in fundo, invita a fornire VALIDI, FONDATI e COMPROVATI motivi per esprimere il proprio disaccordo. Ma come, l´affermazione dell´Ammiraglio Scalandra non è abbastanza?? oltre a mettere in discussione l´onorabilità dell´intera nave (e, cito fedelmente: "in particolare della sezione MED e SCI"), ritenendola composta da potenziali insubordinati; oltre a suggerire la presenza di una squadra di sicurezza per assicurarsi che noi scienziati e medici non si faccia incetta di antidoti; oltre a favorire la sezione sicurezza, manifestando un pregiudizio dunque verso le altre sezioni, ma quali altri VALIDI, FONDATI e COMPROVATI motivi vorrebbe il Capitano per chiedere spiegazioni all´Ammiraglio?? 

A bordo di questa nave e prima nella Stazione di Yorktown, nella mia sezione, ho visto sottufficiali e ufficiali lavorare con professionalità, dedizione, costanza e spirito di sacrificio, cercando ogni giorno di incarnare il meglio dei valori della Flotta Stellare cui hanno prestato giuramento: cosa abbiamo fatto per meritarci dei superiori così incapaci e pavidi?

Data Stellare 29.07.2266

Mi appresto a presentare la prima riunione tematica al personale della USS Genesis, sebbene sia convinta che la permanenza a Yorktown remi contro il buon esito dell´incontro. C´è molta confusione. Presumo si avverta l´assenza della routine di bordo. Non importa: mi preparo al meglio delle mie possibilità. Dopo aver scartabellato i vecchi rapporti, sono persuasa che esista anche un discreto pregiudizio nei confronti degli incontri del settore benessere dell´equipaggio, percepiti quasi alla stregua di noiose procedure o test di valutazione. Non ho in mente niente di tutto ciò. Una scarsa affluenza potrebbe non aver nulla a che fare con le mie capacità di coinvolgere eventuali partecipanti. Vedremo.

In fin dei conti dovrebbe essere persino divertente come esercitazione. Un po´ come risolvere un caso, un´indagine à la Sherlock Holmes: i partecipanti riceveranno prima informazioni sul caso, per potersi ambientare. Poi darò loro alcuni dossier e su di essi dovranno agire come profiler, cercando di ricavare informazioni preziose; chi riuscirà a sfruttarle al meglio potrà "estorcere", pacificamente ben inteso, informazioni ai teste.

Il criterio mi sembra semplice quanto ambizioso. Dovranno tener conto di ogni minuscolo dettaglio, anche insignificante: ogni piccolo tassello compone il mosaico. Ogni scelta ha il suo perché, anche inconscio. Il primo testimone, mettiamo per ipotesi, è scaramantico: ha rifiutato l´alloggio 17. Un banale dettaglio, si dirà. Eppure ponendosi le domande giuste ecco che si vedrà tale dettaglio guadagnare sempre più rilievo; ed ecco che mettendolo in relazione ad altri momenti della vita del teste, risulterà sempre più denso di significato. Perché, mettiamo per ipotesi, un uomo di scienza, ancora può credere all´antica superstizione dell´influsso numerologico? 
Si comincerà col registrare il conflitto in corso tra ciò che definiamo da un lato antico e superato (la scaramanzia e la superstizione), dall´altro moderno e avanguardistico (la sua formazione scientifica).
Si potranno dunque avanzare alcune ipotesi.

Questo conflitto serve forse ad equilibrare uno scompenso? possiamo supporre debitamente che lo scienziato in questione viva immerso nelle sue Leggi fondamentali, nel suo gigantesco universo spiegabile scientificamente: una realtà soffocante. Supponiamo allora che VOGLIA credere in qualcosa di "stupidamente fasullo" e inspiegabile, al solo scopo di inceppare i meccanismi della sua efficacissima logica. Lo farà come per prendere una boccata d´aria. Per riaffermare un dubbio, in quell´oceano di certezze che può far sentir naufraghi.

O forse è un´altra la spiegazione? potremmo mettere questa sciocca notizia in relazione a un dato importante: lo scienziato ha un brevetto da pilota. E allora proviamo a immaginarlo questo corso di pilotaggio: circondato da fieri eredi dei nocchieri d´un tempo - gli uomini più scaramantici di Sol III - c´è quest´uomo di scienza che crede solo in tutto ciò che possa essere osservato e misurato. E´oggetto di scherno, di prevenzione. E´ un pesce fuor d´acqua. Ed ecco allora scattare, come d´istinto, un meccanismo difensivo. Ecco che l´ingegno umano induce sempre all´impiego di strategie adattative: si farà anche lui scaramantico, per accomunarsi al gruppo. Sarà ben disposto a barattare un po´ della sua fede nella scienza per un po´ di calore umano. E da allora, quella superstizione futile è come un´allergia che non vuole sapere di scomparire: rifiutando l´alloggio 17, lo scienziato afferma e reclama l´adesione ai riti sociali. Non vuole più saperne d´essere solo: quel rifiuto lo rende forte, sicuro, protetto.

Naturalmente non è facile riuscire a far intuire la corretta applicazione di tali speculazioni psicologiche: deve esserci rigore scientifico, elementi validi su cui appoggiare deduzioni di questo genere. Spesso si offrirà il fianco a chi banalmente non vuol credere al rigore scientifico che la psicologia merita. Ma lo psicologo sorride, intuendo che dietro ogni prevenzione si annida sempre un meccanismo difensivo: chi può aver paura della psicologia, se non colui che teme di veder svelata la propria psiche?