1.02 - THE LAST MINUTE
28-10-2014
CAPITOLO 1 - 30/10/2262
Base Stellare K7, confine Klingon.
La nave USS Genesis è salpata agli ordini del Capitano Siar per una missione di pattugliamento dello stesso confine.
La missione, seppure di routine, non è priva di rischi ed imprevisti propri della zona che ci si appresta a pattugliare.
La Genesis è quindi chiamata ad un altro compito di vitale importanza per la stabilità e la sicurezza del confine.
L'arrivo previsto per la zona nevralgica è stimato in 78 ore, salvo imprevisti.
Cosa attende la Genesis ed il suo equipaggio in questa nuova avventura?
TO BE CONTINUED
04-11-2014
CAPITOLO 2 - 03/11/2262
La
Genesis ormai in viaggio da diversi giorni verso il tratto di confine Klingon a lei assegnato, si ritrova improvvisamente in balia di eventi non previsti.
Forti scossoni e cali energetici improvvisi, generano dapprima una
diminuzione dell'efficienza delle varie consolle e strumentazioni di bordo quindi, il decadimento improvviso e non segnalato del
decadimento della bolla di curvatura che causa l'uscita del vascello dalla stessa.
L'inefficienza delle strumentazioni rendeva le analisi degli eventi pressocché impossibile. Solo due dati risultano attirare l'attezione dell'equipaggio:
- La nave è avvolta da un campo elettromagnetico ad altissima frequenza che genera il decadimento delle prestazioni delle strumentazioni di bordo. Tale decadimento è di circa il 50% delle normali prestazioni.
- Un fruscio di sottofondo nel subspazio viene registrato dalle strumentazioni adibite alle comunicazioni.
I tentativi di comprendere cosa accade risultano per lungo tempo vani, e solo l'operato del
Cadetto Kalhaf che dalla postazione
OPS è riuscita a ridirigere un po' di energia dai ponti e dalle strumentazioni non utilizzate, ha tolto dall'impasse il
Capitano Siar ed il suo equipaggio.
La consolle Scientifica e quella delle Comunicazioni venivano rienergizzate riacquistando un'efficienza del 75%.
Nuove importanti ed inquietanti scoperte venivano quindi fatte.
In primo luogo viene scoperto che la
Genesis si trova all'interno di una tempesta elettromagnetica di proporzioni immense. Tale tempesta ha avuto il suo epicentro nel
Sistema Horus, un piccolo sistema quaternario all'interno del quale, sul secondo pianeta, unico abitabile, la
Federazione ha installato una colonia mineraria.
In seconda battuta invece, grazie al lavoro mirabilie del
Cadetto Willseed, si riesce a capire che il fruscio intercettato in precedenza altro non è che un messaggio ciclico inviato sui canali federali con provenienza Horus II. La parte di messaggio decifrata recita così: "
S.O.S.........Gigante Rossa è entrata.....collisione con una Com......bisogno di aiuto!".
Senza indugi la
Genesis, dopo l'ordine del
Capitano Siar, ha fatto rotta a velocita impulso verso il pianeta
Horus II. Il tempo stimato di arrivo è di circa 22 ore.
Cosa troverà la Genesis ad attenderla? E perché è stato inviato il messaggio di S.O.S. da parte della colonia?
TO BE CONTINUED
04-11-2014
CAPITOLO 3 - 04/11/2262
Il viaggio della
Genesis verso il sistema Horus non è dei più tranquilli. Le instabilità dovute alla forte tempesta elettromagnetica fanno subire al vascello forti vibrazioni e numerosi scossoni, tanto da costringere le squadre mediche a lavori straordinari per mettere in sicurezza almeno una decina di feriti lievi nei loro alloggi.
In
plancia la situazione non è delle migliori: il personale, tra ufficiali e cadetti, è impegnato a cercare di stabilizzare la nave senza essere in grado, visti i problemi ai sensori, ciechi a causa dei fenomeni elettromagnetici, di ottenere informazioni chiare sulla situazione. I sistemi ambientali minori vengono disabilitati, così come il supporto negli alloggi chiusi così da poter dare maggiore energia agli smorzatori inerziali e riuscire così a stabilizzare il vascello. Una intuizione eccellente del
cadetto Kelly permette, grazie a un
flusso di gravitoni dallo
scudo deflettore di ottenere una finestra di pochi secondi in cui i sensori della
SCI riescono ad avere una lettura chiara e allo stesso tempo inquietante: la
Genesis sta facendo rotta verso il sistema Horus la cui stella,
una gigante rossa, è in piena attività instabile, probabile causa della stessa
tempesta elettromagnetica.
La nave fa ora rotta, scudi alzati, verso una luna del secondo pianeta, dove un cono d'ombra rispetto alla stella potrebbe dare un po' di protezione dai campi elettromagnetici e garantire delle letture dei sensori più pulite...
TO BE CONTINUED
06-11-2014
Capitolo 4 - 05/11/2262
A vederli entrare nella navetta
Tesla, quelli della squadra di sbarco, si sarebbe potuto immaginare una scena da "gita delle medie" per entusiasmo, allegria, futili commenti e improbabili equipaggiamenti. E dire che il Tenente Aalia aveva avvertito i due ufficiali più alti in grado, i Tenenti Wilton e Soratek che
la navetta non era pronta per affrontare il "maltempo là fuori" ma non c'era altro da fare che sfidare la tempesta elettromagnetica, sebbene con la consapevolezza che non sarebbe stato facile. Intanto, gli altri si affollavano sulla cabina e iniziava la lotta per i posti migliori... "quelli dietro" e vicino al prioprio amichetto e/o amichetta del cuore.
Tutto tranquillo fino a che la navetta ha viaggiato nello spazio poi però
una volta in atmosfera, superato l'impatto iniziale con l'attrito dell'aria, le vibrazioni e gli scossoni sarebbero dovuti terminare ma così non è andata. Anzi, la turbolenza è andata sempre più aumentando, così come la velocità di discesa della navetta fino a che
lo scafo è stato scosso da un forte boato e saltato via un condotto EPS all'esterno. In cabina di pilotaggio nel frattempo c'erano poche sicurezze e quella più importante era che
i sensori non stavano funzionando o meglio "urlavano" che oltre ad una gigantesca tempesta elettromagnetica abbinata ad una gemella di tipo atmosferico con tanto di vento a raffiche fortissimo, pioggia e visibilità ridicola, non potevano rilevare niente altro. Ad un certo punto è stato chiaro che la "gita" era finita, ora cominciava la dura realtà... dura tanto quanto il suolo planetario.
Il coraggio non manca e i passeggeri si rassegnano all'idea che l'unica cosa da fare fosse allacciarsi bene le cinture, fare un sorriso tirato e un commento laconico e confidare nella Flotta Stellare: per come addestra i suoi piloti e per come costruisce le sue navette. Chiglia parallela al suolo, tutta l'energia ai propulsori ventrali, sistema di navigazione fuori uso, tutto in manuale e non può che scattare da solo un retorico "
Allarme di Prossimo Impatto". A vederla,
la Tesla schiantarsi sul terreno roccioso, si sarebbe potuto immaginare una specie di "gigantesco coniglio autoctono" saltellante e rimbalzante fra le rocce, tanto era leggiadra sballottando tra le pietre. Silenzio!
Poi la consapevolezza che porta con se sempre
una parte buona, tutti sani e salvi e poco ammaccati, e una parte cattiva:
navetta sfracellata al suolo in pianeta sconosciuto, tempesta elettromagnetica e diluvio universale, niente comunicazioni e giusto l'energia per fare un po' di luce e tepore all'interno. Ad aggiungere un pizzico in più di ambient, come se non bastasse, ci ha pensato la rotazione del pianeta che ha "deciso" che fosse l'ora di far scendere la notte. In tutto questo, ad averlo trovato l'insediamento minerario! Ci si può
accontentare al massimo di raggiungere le più vicine grotte che, "fuori stagione" come siamo, magari gli fanno un bello sconto a quelli della squadra di sbarco. Che poi, a pensarci bene, con tutto quell'inferno che stava accadendo sulla superfice, chissà non fosse una sciocchezza pensare che qualcuno possa aver ben deciso di rimanere a casa tranquillo ad aspettare e magari nel farlo...
pure rimanere vivo.
07-11-2014
CAPITOLO 5 - 06/11/2262
La notte, questa volta veramente buia e tempestosa, era trascorsa sul pianeta Horus II, e la squadra da sbarco sembrava essersela cavata. Certo quella navetta era davvero stretta e scomoda, ma l'idea di passare una notte all'addiaccio mentre fuori Zeus, Eolo e tutti gli dei degli elementi si davano battaglia era davvero poco allettante.
Ora era il momento di darsi da fare per garantire la sopravvivenza così, mentre qualcuno vigilava all'esterno, qualcun altro provava a ricavare un segnalatore improvvisato e sperare che Mercurio, si facesse latore del proprio messaggio di soccorso.
Così Il
Cadetto Kelly ed il Tenente Sankov, ebbero la brillante idea di preparare una rudimantale
Gabbia di Farady alimentandola proprio con le emanazioni elettromagnetiche che tanto erano costate fin li alla squadra da sbarco.
Konrad intanto coraggiosamente, o scioccamente potrà commentare qualcuno, si avvia verso le pendici delle alture di fronte a se alla ricerca di un posto per meglio ripararsi o qualcosa da mangiare di più consistente delle sciape razioni a loro date in dotazione.
Mentre scoraggiato, faceva ritorno alla navetta, qualcuno alle sue spalle cercava di avvicinarsi allo sparuto gruppo.
"
Giallo.....si è acceso" esultava nel frattempo Kelly. "
Il led giallo si è accesso.", ripeteva entusiasta il cadetto. Non rimaneva altro da fare che aspettare e sperare che questa volta il messaggio di S.O.S. venisse portato in orbita e che orecchie attente sapessero decifrarlo.
Konrad intanto si riunisce al gruppo che,
grazie ad un'intuizione di Fowl ora usa il tricord come un sonar, riesce ad accorgersi di
tre persone che si stanno loro avvicinando.
Il gruppo guidato dal Tenente Soratek così, si predispone alla difesa dell'inerte navetta Tesla.
Un grido disperato di aiuto portato dai venti però, attira la loro attenzione. Qualcuno ha bisogno di loro, e quel qualcuno sono proprio i tre uomini che si stanno avvicinando a gran fatica.
Uno dei tre, appena giunto al cospetto degli uomini della Genesis perde i sensi e viene subito soccorso da Fowl e dagli altri uomini della squadra da sbarco.
Gli altri due intanto raccontano gli eventi.
"
Quando la cometa si è schiantata su Horus, è successo il finimondo. Non abbiamo più energia per alimentare la colonia, non abbiamo più modo di tornare in controllo delle miniere. Qualcuno, come noi, si è rifugiato nelle grotte per stare un po' all'asciutto e meno in balia degli eventi atmosferici. Altri hanno preferito le miniere. Ma non sappiamo chi e quanti delle 10.000 unità che popolavano la colonia, sia sopravvissuto"
Questo il terrebile bollettino che i superstiti portano alla squadra.
Ci sarà speranza per loro? Qualcuno riuscirà a salvarli da questa situazione che si fa via via sempre più nera?
Mancano solo 6 settimane al collasso di Horus, avanti coraggiosi eroi. Finché c'è vita c'è speranza......forse.
TO BE CONTINUED
10-11-2014
CAPITOLO 6 - 10/11/2262
In serata la sicurezza decide di tentare un operazione di recupero dell'equipaggio della navetta Tesla dispersa sul pianeta.
Viene formata una squadra di soccorso capeggiata dal Ten. Stammo e dal Ten. Krath. Assieme ai due ufficiali partecipano alla missione anche i cadetti Fisher e Tpoovik e i sottufficiali Mason e Tims (Pilota png).
Il volo appare subito difficoltoso e la navetta viene colpita da forti turbolenze una volta in atmosfera scendendo velocemente verso la superficie. Grazie al radiofaro posizionato dalle squadre a terra la squadra di soccorso, a bordo della navetta Marconi localizza il punto di schianto della Tesla e atterra in maniera violenta ma in sicurezza a circa 500 metri dalla navetta gemella. Il pilota rimane leggermente ferito durante l'atterraggio e viene subito medicato.
I superstiti della Tesla, vedendo la scia di elettricità statica della Marconi si portano sul luogo dell'atterraggio e le squadre finalmente effettuano il ricongiungimento. L'equipaggio della Tesla e 3 superstiti della colonia vengono presi a bordo e rifocillati con bevande calde e coperte termiche mentre la Marconi prende di nuovo il volo verso la Genesis pilotata dal Ten. Wilton. Fortunatamente questa disavventura è finita per il manipolo di federali precipitati sul pianeta. Ora resta il lavoro più difficile... garantire la salvezza delle 10000 persone ancora sul pianeta. Il tempo corre e la stella si avvicina sempre più al punto di collasso.
TO BE CONTINUED
11-11-2014
CAPITOLO 7 - 10/11/2262
Serata convulsa per l'equipaggio della Genesis. Il Ten.Com. Edgeworth chiama il turno serale in plancia per fare il punto della situazione. Dalle analisi effettuate dalla scientifica la stella risulta essere in rapido decadimento, la temperatura inizia a scendere e dai calcoli effettuati diventerà una nebulosa planetaria in poche settimane. Purtroppo gli effetti del decadimento si sono già fatti sentire sul già flagellato Horus II. La temperatura superficiale ora tocca i -25°c con grandinate e tormente di neve. Il pianeta diventerà inabitabile nel giro di pochi giorni. Il cadetto Fowl decide di lanciare alcune sonde per localizzare i superstiti e vincere le interferenze e così viene fatto. Le sonde in poco tempo rilevano fonti di calore provenire dalla zona delle grotte, dalle miniere e da alcuni edifici delle colonie. Dall'analisi spettrografica si calcola che ci siano circa 10000 forme di vita rintanate per lo più sottoterra.
Le tempeste solari influiscono negativamente anche sulle comunicazioni. Per inviare la richiesta di supporto alla flotta, la Genesis fa rotta verso l'esterno del sistema raggiungendo un area lontana dalle interferenze e riuscendo dopo svariati tentativi ad aprire un canale a bassa frequenza con l'avamposto federale più vicino. Vengono inviati i dati riguardanti il numero di coloni e tutti i rapporti relativi le scansioni fatte sulla colonia assieme i dati relativi la durata della stella. Viene poi richiesto l'immediato invio di vascelli di supporto per l´evacuazione completa di Horus II.
Viene inviata anche una sonda per analizzare la stella. sia la comunicazione che la sonda giungeranno alle rispettive destinazioni alle ore 0800 di domani.
11-11-2014
CAPITOLO 8 - 11/11/2262
Il tempo stringe e il ventaglio di opzioni si sta restringendo sempre di più. Questa la situazione sotto agli occhi dell'equipaggio della Genesis che sta cercando una soluzione per salvare i 10mila coloni di Horus 2. In plancia, il tenente Wilton riceve la tanto attesa comunicazione di ritorno da parte della Flotta stellare. Il capitano Robertson comunica che due navi, classe Oberth, sono in viaggio a massima curvatura verso il sistema Horus per prestare aiuto e supporto. Arriveranno entro le 21 dell'11 novembre, non prima. Mentre altri vascelli sono stati allertati ma si trovano troppo distanti per arrivare prima di 48 ore.
Ma forse tutto questo tempo i coloni non lo hanno a disposizione: la sonda ha registrato che la stella si spegnerà al massimo in cinque settimane e che il suo nucleo sta inesorabilmente collassando. Come se non bastasse una simulazione della SCI ha previsto che le condizioni meteo sul pianeta cambieranno in modo repentino e in peggio con temperature inferiori ai meno 40 gradi celsius. Brutte notizie anche dalla sezione medica: le chance di sopravvivenza dei coloni diminuiscono del 7% ogni 16 ore. E la Genesis da sola può sopportare solo 500 coloni a bordo. Gli ordini sono chiari: trovare un modo per creare un corridoio sicuro per e da il pianeta e approntare tutte le aree comuni della nave per dare supporto ai coloni in arrivo. Nelle vicinanze del sistema Horus non esiste alcun altro sistema in grado di ospitare i coloni in tempi congrui con quelli dettati dalla contingenza.
Riuscirà la Genesis a salvare la colonia o i suoi sforzi saranno vani?
12-11-2014
CAPITOLO 9 - 12/11/2262
Viene organizzata una squadra per il primo viaggio sul pianeta per il recupero dei coloni. La discesa della navetta Einstein è facilitata dalla creazione di un corridoio sicuro prodotto dalla genesis e atterra nei pressi della colonia.
Il gruppo di federali prende contatto con un gruppo di circa 700 coloni che hanno trovato rifugio in un grande hangar. Il tenente Stammo prende contatto con il sig. Proktor capo trivellatore della miniera 12 e a quanto sembra leader dei sopravvissuti dell'hangar che rivela di aver perso i contatti con la miniera da due giorni e che nelle miniere vi erano rifugiati circa 5000 coloni. Vengono caricati 10 feriti e 30 tra bambini e genitori. Scaricate le scorte di viveri e materiale di sopravvivenza presenti sulla navetta il gruppo di federali e coloni torna a bordo della Genesis dove i sopravvissuti vengono alloggiati.
13-11-2014
Capitolo 10 - 05/11/2262
La polvere di terra e pietrisco mista ai coaguli di sangue e al piccolo guantino di lana della taglia da bambino, trovati sulla pavimentazione della Einstein di ritorno dalla sua missione, sono la prova inequivocabile di ciò che è successo Per la squadra che ha pulito l'interno non c'è stato bisogno di altre spiegazioni, anche se non c'erano, lì con i soccorsi, non serve un fervida immaginazione.
Non è stato difficile nemmeno per l'equipaggio della navetta, giunta sul posto per prestare i soccorsi, capire subito quanto la situaizone fosse critica.
La zona di sbarco davanti alle grotte naturali, che stavano accogliendo i coloni, era in parte ingombra da pietra e fango, cosparsa di corpi a terra, feriti e morti e un gran ronzare di soccorsi e gente che cercava di darsi da fare come poteva. Eppure proprio lì di fronte avrebbero dovuto trovarsi gli accessi alle grotte e ora invece c'era solo un muro di terra e pietre, come se fenditure non fossero mai esistite. Qualsiasi tentativo di soccorrere chi ancora era rimasto all'interno, fiducioso in attesa dei soccorsi, da subito è sembrato vano. La squadra di soccorso è riuscita giusto ad aprire un piccolo varco per comunicare all'interno ma questo, alla montagna, non è piaciuto: solo il tempo di ascoltare le urla provenienti dall'interno e poi l'ennesimo crollo.
Soccorsi i feriti rimasti e caricati tutti i sopravvissuti all'esterno, la Einstein e le sue compagne, fanno giusto in tempo a librarsi in volo per godere dall'alto della potenza della natura.
Una massa di fango e roccia si stacca dal costone della montagna e precipita a valle coprendo tutto e tutti.
Le operazioni di soccorso terminano... non c'è più nessuno da soccorrere!
13-11-2014
CAPITOLO 11 - 13/11/2262
Disperazione, paura, ansia e nervosismo. Questa l'aria che si respira nelle aree comuni della Genesis, adibite a zona di soccorso e ristoro per i coloni di Horus 2. I cadetti e l'equipaggio tutto della nave della Flotta si trovano di fronte a storie di vita spezzate, persone impaurite, sguardi attoniti e pieni di lacrime, occhi gonfi. Un gruppo di cadetti e di ufficiali oggi ha prestato soccorso in sala mensa ai coloni. Alcuni di loro hanno chiesto di vedere le loro famiglie o hanno chiesto di loro, terrorizzati... O ignari che probabilmente non rivedranno mai più i loro cari, forse schiacciati dal peso delle rocce franate nelle miniere. Un cadetto si prende carico di rasserenare i bambini, facendoli giocare e promettendo loro un giro in plancia.
Sguardi felici, qualche risata rubata, mentre da un altro lato della sala mensa scatta la tensione e un gruppo di coloni inizia una baruffa che poi finisce alle mani. Ne fa le spese il cadetto Konrad, colpito al volto e atterrato. La sicurezza riporta la calma, mentre il cadetto viene portato in infermerie prima, per le cure, e poi condotto in sezione sicurezza per comportamenti scorretti verso un ufficiale. Una calma apparente, mentre i bambini felici vengono portati nel simulatore di plancia per regalare loro qualche altro sorriso, rubato alla paura e alla tensione della situazione a bordo...
14-11-2014
CAPITOLO 12 - 13/11/2262
Quella che era una missione umanitaria, si è presto trasformata in lotta per la vita. L'equipaggio era già profondamente provato dall'esperienza di essere così in stretto contatto con la sofferenza di chi ha perso tutto. Ma il destino aveva deciso che l'equipaggio della Genesis dovesse sperimentare nuovi sentimenti. Lo sconforto di dover abbandonare l'orbita in fretta e furia, per non mettere in pericolo l'intero vascello, è diventato disperazione quando si è avuta la certezza che qualcuno dei coloni era ancora vivo sotto quei milioni di metri cubi di roccia; subito dopo, mentre ancora si asciugavano le lacrime di una decisione così dolorosa, la comparsa di un vascello, sconosciuto ai database federali, che prontamente veniva avvisato dell'imminente pericolo; la risposta non si faceva attendere: una scarica energetica di potenza inaudita, inaspettata e inconcepibile, che consumava in un sol colpo il 20% degli scudi. E poi la natura della stella, che prima è matrigna e costringe la Genesis ad una precipitevole fuga, e poi è benevola come una madre premurosa, allorché investe il vascello sconosciuto con una scarica elettromagnetica che lo costringe alla ritirata. Piccoli gli uomini di fronte alla grandezza dell'universo. Ma ancora le sorprese non erano finite, perché il viaggio verso casa viene interrotto dall'uscita imprevista di tutto il convoglio dalla curvatura. Eppure non ci sono guasti e le analisi e le ipotesi fatte vengono scartate ad una ad una, fino alla amara verità: la Genesis è in una zona in cui il subspazio è lacerato, dove ci sono strappi che vanno da pochi micron fino a veri e propri squarci di centinaia di metri e dove il sospetto che sia la stessa nave che ha attaccato a provocare queste anomalie, diventa una certezza.
Chi sono? Cosa vogliono da noi? E' probabile che impiegheremo molto tempo a dare una risposta a queste domande, e siamo certi che la risposta non ci piacerà. Ne frattempo siamo vigili, coscienti che ora la nostra priorità è ridare quel minimo di serenità a questa povera gente. Che non sarà tanto, ma fa la differenza tra avere una vita e avere una vita degna d'essere vissuta.