1.03 - BUG FATALE
25-11-2014
1.03 - BUG FATALE
25-11-2014
CAPITOLO 1
Terminate le fatiche del bootcamp e metabolizzata la felicità per le promozioni, è già tempo di rimettere in un cassetto le uniformi di gala e tornare al lavoro... La USS Genesis è infatti nuovamente partita da K/7 per una missione di pattugliamento del confine Klingon-Federale. Routine si dirà... In plancia si respira un'aria rilassata: alcuni neo-ufficiali prendono confidenza con la propria consolle, in mano loro, e con le responsabilità crescenti rispetto al loro nuovo grado. Ma una comunicazione, inaspettata, spezza il sottile velo di tranquillità che avvolgeva la plancia. "Aiuto. Ha preso il controllo. Guerra". Poche parole... Criptate in codice federale standard fanno preoccupare gli addetti presenti al momento in plancia. Il segnale, un SOS proveniente da vicino al confine Klingon, origina da un cargo privato federale, la S.S. Claridon. La Genesis traccia una rotta di intercettazione, tentando, invano, di mettersi in contatto con il vascello... Cosa troverà al suo arrivo...?
TO BE CONTINUED...
26-11-2014
CAPITOLO 2
Ed ecco che la situazione precipità sempre di più. In plancia l'aria è tesa e si fa di tutto per capire cosa succeda, si sa solo che all'arrivo della
USS Genesis un segno vitale a bordo della
S.S. Claridon scompare. Un cargo pieno di cadaveri probabilmente mutilati, pochi sopravvisuti dell'originario equipaggio che è suddiviso in diverse zone della nave, ed un avvertimento suona nella plancia con parole tetre e spettrali quando il
GUARDIAMARINA FOWL tenta di agganciare il cargo con il raggio traente:
"Andatevene....o i vostri moriranno".
Cosa è successo a bordo del cargo? Perchè non permettono il teletrasporto a bordo di esso? Ma sopratutto chi mai ha avuto l'orrenda forza di uccidere tredici persone?
Un alone di mistero sempre più fitto ed il
confine Klingon sempre più vicino. Il tempo scorre, secondo dopo secondo, minuto dopo minuto....rimangono meno di tre giorni al confine.
27-11-2014
CAPITOLO 3
Al buio, immersi nell'odore putrido dei cadaveri e feriti... I membri della squadra di sbarco sul cargo privato, USS CLARIDON cercano di capire come sia meglio agire per la loro sicurezza, per quella del cargo e dei suoi occupanti... Le riflessioni vengono bruscamente interrotte da urla agghiaccianti che provengono da punti imprecisati all'esterno della stiva di carico principale.
Urla di dolore... Urla di morte, come laconicamente indicheranno i tricorder della squadra. Che riesce infine a trovare un terminale di servizio e attivarlo. L'energia residua è poca ma abbastanza per venire a conoscenza della presenza di una tecnologia olografica "solida" di matrice xyrilliana con ripetitori sparsi per tutta la nave e un nucleo centrale autonomo installato nel computer centrale di bordo... Fuori dalla stiva i superstiti soffrono e muoiono, il cargo prosegue intanto la sua corsa verso il confine klingon... Cosa accadrà ancora?
29-11-2014
CAPITOLO 4
E ancora buio, odore putrido di cadaveri, sempre di più se fosse possibile, feriti e... la speranza di poter venir via da quel buco con tutti gli arti attaccati al corpo e chissà, magari, scoprire anche cosa diavolo sta succedendo.
Fin ora i tricorder salvano vite, le frequenze emesse disturbano le ombre che non si son fatte più vedere. Poi un rumore desta l'attenzone di tutti, qualcuno o
qualcosa "batte" dalla parte opposta della porta di ingresso della stiva. Cautela. Però poi le urla strazianti di terrore e allora, la porta viene fatta saltare, dall'altra parte
una donna in preda al panico cerca inutilmente di difendersi da due ombre che con le loro lame la minacciano. Ancora un volta i tricorder salvano vite ma non sembrano così veloci nell'agire, come qualche ora prima e con l'e ultime particelle solide taglienti la malcapitata
fa in tempo a perdere la sua mano tagliata via dal polso, quasi per sfregio... per la frustrazione di una preda mancata.
Messa in salvo la donna, si riparte.
Qualcuno va verso la Sala Macchine altri cercano la via del computer centrale. Il modo più rapido, i corridoi che però sono pieni di emettitori olografici in grado di proiettare le ombre assassine. Via uno, poi due, tre... non finiscono mai e
le ombre si fanno sempre più furbe, attaccano a sopresa e sembrano adattarsi sempre di più alla contromisura adottata dalle loro prede. Sempre di più le loro lame riescono ad avvicinarsi alla pelle dei malcapitati.
Salvare tutti coloro che si incontrano lungo la strada? O
mettere fine il prima possibile a questo delirio ipertecnologico? Qualcuno sceglie la prima soluzione e qualcuno... la seconda. Seconda come: Seconda Direttiva. Da tutto questo sbucano fuori
due bambini,
Soratek li trae sono in salvo, rannicchiati, terrorizzati e immobili in quella posizione chissà da quanto tempo. Avranno ancora una famiglia? Se era su quella nave, la risposta è... no, non più!
E ancora guai...
la Genesis spara sul cargo, più volte. I deboli sistemi di difesa non reggono, si aprono varie falle nello scafo, salta l'energia ma il computer impazzito non bada alla sua autoconservazione e non fa nulla per contenere i danni, così, quando
Stammo e
Tpoovik entrano in Sala Macchine, finalmete, una cosa è chiara:
le ombre assassine non sono più un problema, stà per saltare tutto in aria e di loro non rimarrà nulla corporei o eterei che siano gli occupanti a bordo. Dall'altro capo della nave, una falla nello scafo che li separa,
l'altra squadra incappa in una aguato delle ombre e questa volta sembra troppo ben congegnato. In un corridoio si aprono due porte, una innanzi all'altra ne sbucano fuori quattro di quegli affari e il proiettore olografico che li genera non è in vista... è dentro le stanze, sembra impossibile farlo saltare. Loro invece, sanno bene quello che fanno,
la frequenza di disturbo comincia a non funzionare più e si avvicinano, inesorabili.
Fowl,
Kalhaf e
Morrison sono in trappola!
Teletrasporto...
La squadra di sbarco è nella sala teletrasporto della Genesis, con loro ci sono i due bambini.
Con loro non ci sono due addetti alla sicurezza, membri della squadra e con pilota e copilota della Marconi
ora le vittime tra l'equipaggio di questa sciagurata vicenda diventano quattro. Sì perchè qualche istante dopo si avverte chiaramente, anche da lì dentro, che un'esplosione investe la Genesis e
non ci vuole molta fantasia per capire che la USS CLARIDON ha appena fatto un brutta fine. Con lei anche tutti gli altri e le speranze di salvarli. Tutto vano, solo morte!
29-11-2014
CAPITOLO 5
Quando il
Tenente Aalia lascia al giovane
Guardiamarina Harper il comando in plancia, tutto doveva sembrarle una
semplice questione di routine e probabilmente la stessa cosa doveva apparire a lui e a coloro che in plancia erano presenti. Ne erano tutti maledettamente convinti quando venne chiamato il cambio di turno, una volta che il
Guardiamarina Tpoovik aveva messo la nave sulla
rotta per K7 a curvatura 7. Daltronde ne
Reason,
Fisher o
Fowl che erano presenti potevano immaginare a niente di più che un semplice lavoretto di routine; sì,
le diagnostiche avevano rilevato alcune lievi anomalie in sub-routine secondarie dei controllo dei sistemi di navigazione e sensoriale ma con i colpi presi dalla Genesis ultimamente, era anche normale... niente di preoccupante.
E poi, come notare che mentre dalla
consolle di navigazione stava risultando un'ampia virata della nave per mettersi in rotta, nello schermo si poteva vedere come la correzione di rotta fosse praticamente insignificante ma... nello spazio si sa, i punti di riferimento visivi sono difficili da identificare. Gli strumenti parlano chiaro, la rotta è quella giusta...
a fattore curvatura 1 solo 30 ore di viaggio per la base, poi
accelerando fino a curvatura 7, ne mancano solo... 34, quattro in più, d'altronde stiamo andando più veloce!
Sembrava tutto a posto anche quando
Kalhaf, nel lasciare la consolle operazioni, nota che
il comando di bilanciamento energetico era stato preso dal computer e disabilitato quello manuale. Probabilmente un sistema di sicurezza per evitare che qualche maldestro cadetto staccase la corrente in piena curvatura. Eppure il
Tenente Aalia parlando dalla Sala Macchine non sembrava molto contenta di questa "impostazione" in automatico. La Genesis non aveva nessun problema, gli strumenti sono infallibili, sì stava andando dritti verso K7, c'è poco da fare... e anche quando
sui sensori compare il segnale energetico di una Stazione di Ascolto Fissa Klingon, in avvicinamento alla nave (no... volevo dire, la nave era in avvicinamento a lei, quella stà fema... è fissa!) sembrava tutto regolare. Ci si passerà vicino, è l'ipotesi più palese anche perchè l'altra ipotesi, quella che i Klingon l'abbiano "data in prestito" alla Federazione, sembra piuttosto bislacca.
FINE CAPITOLO 5
Hey... no... aspettate un attimo! Ma che "Fine Capitolo 5"!? No, no... quì c'è qualcosa che non va! Non è per fare i pessimisti ma
dalla stazione di ascolto arriva un messaggio registrato dagli amici klingon che ci intimano di tornare indietro perchè secondo loro... è un messaggio registrato, secondo la loro stazione di ascolto allora,
si stà entrando nella zona neutrale! Saranno ubriache anche le loro istallazioni perchè sì, lo ammettiamo,
ci stiamo avvicinando sempre di più alla loro postazione però la nave va nella direzione opposta! Eppure
sulla carta quella istallazione klingon è segnata proprio oltre la zona neutrale, dentro il loro territorio... ok, ora è chiaro... il "Capitolo 5" non poteva finire così. Quando il
Tenente Aalia avverte la plancia che
un virus ha deciso di stare "vicino vicino" al computer centrale della Genesis e ai suoi sistemi informatici, il verdetto è chiaro:
stiamo andando "a tutta manetta" verso la zona neutrale e non sappiamo come fermarci! Inutile dire che i Klingon già affilano le Bat'leth e gli uffici diplomatici lasciano il posto ai consigli di guerra.
Ora l'annosa decisione da prendere:
fermiamo la nostra folle corsa oppure tentiamo la via diplomatica? Gli diaciamo che abbiamo un guasto e magari se portano un carro attrezzi, i klinogn capiranno no? Sembrano gente ragionevole! E' che staccare manulamente la corrente alla curvatura significa lo
spegnimento del nucleo e poi ai voglia te a lavorarci su per rimetterlo in funzione. Si potrebbe
disinnescare il computer principale ma anche quello è fuori controllo, gli andrebbe staccata la spina. E se poi anche quello secondario è andato? Mica si può rimanere senza computer al giorno d'oggi! Non riusciremmo nemmeno a farci un caffè in questi tempi moderni! Ah... si stava meglio quando si stava peggio!
Che poi ci abbiamo
provato a comunicare con il
Comando di Flotta per capire cosa fosse meglio fare ma niente, secondo me non c'è da fidarsi del computer, quello controlla tutto, di sicuro i messaggi neanche l'ha mandati, lui dice di sì ma è infingardo! Si voleva
mandare fuori una sonda ma ci tiene chiusi i portelli il monello! Ma che poi, che ci troverà di così bello nella zona neutrala da volerci andare a tutti i costi. Qualcuno suggeriva che
il comportamento della Genesis ora sembra simile a quello della povera Claridon. Per fortuna allora che non abbiamo installati dei sistemi olografici in giro per la nave... no dico... metti che sono collegate le due cose... sai che casino!?
Morrison ci ha provato con il tricorder ha usare la frequenza di disturbo per le ombre ma non è servita a molto... pare fosse solo per le emissioni olografiche, e neanche tanto. Per ora quindi
non resta che rimanere alla deriva e non sappiamo neanche se siamo dentro o fuori dalla zona neutrale. Una cosa è certa però, se i sensori gravimetrici ancora funzionano,
due navi Klingon sono in arrivo sulla posizione della Genensis e speriamo che si limitino solamente a chiederci "patente e libretto" perchè l'assicurazione (contro le "brutte fini") non ce l'abbiamo.
02-12-2014
CAPITOLO 6
Lunghi, lunghissi istanti... una manciata di secondi di silenzio, tutto muto, nessun rumore... nessun bip, o cicalino di conferma o di negazione, nessuno dei suoi che fa da sottofondo alla vita quotidiana a bordo di una nave stellare. A fermarsi anche il colore, le chiazze cromatiche sugli infiniti schermi lungo le paratie, nei pannelli, alle consolle... quella cacofonia di suoni e colori continua e immutabile, sintomo della "vita" che scorre a bordo, la linfa vitale della Genesis era ferma. Ferma come i cuori di coloro che già sulle scialuppe di salvataggio vedevano la Genesis allontanarsi dagli oblò, ferma come gli sguardi fissi di ingegneri e specialisti sulla consolle principale della Sala Computer a pregare che tutto funzionasse, ferma come le mani sui comandi di plancia degli operatori in attesa forse di una imminente autodistruzione e ferma come la Genesis, incapace di difendersi come un animale tramortito e ferito, trascinata verso la sua inevitabile fine.
Qualche ora prima una
rapida riunione fra alcuni concitati e tesi ufficiali aveva sancito che l'unico modo per provare a salavare la situazione era quello di
rischiare due vie: uscire fuori con una piccola e indifesa
navetta nella speranza di ridare occhi, orecchie e voce alla Genesis e contemporaneamente tentare la
disattivazione del computer principale per passare a quello secondario senza che il virus mettesse ko anche quel sistema. Non c'è il tempo nemmeno di alzarsi dalla poltroncina che
i due vascelli klingon si avvicinano.
Dalla navetta è ora chiaro che la Genesis è nella zona neutrale ma
la sonda ha funzionato, il messaggio di soccorso è stato inviato e un cargo civile federale è già in rotta di intercettazione ma potrà essere utile solo se ci sarà ancora un vascello da rimettere in curvatura. Nel frattempo chi è in plancia fa iniziare le
procedure di evaquazione, senza computer e con un equipaggio tutto nuovo della nave, l'operazione viene svolta in un tempo maledettamente lungo; se si fosse stati in battaglia la maggior parte sarebbe morta nel tentativo di salvarsi. Per qualche ragione però
i Klingon non hanno intenzione di colpire e dopo aver studiato la Genesis a lungo la agganciano con i raggi traenti e cominciano a trascinarla verso il loro territorio.
In Sala Computer intanto si lavora alacremente, un fitta folla di giacchette rosse opera brulicante intorno al
core del computer principale disattivandone i collegamenti ed solandolo dal resto della nave mentre gli altri
preprano la trappola per il virus; un percorso di comandi simulati alternativo alla via preferenziale per la plancia. Il virus prova a reagire, prova a impedire la sua esclusione dai giochi come un bambino geloso che non molla il giochino al quale ormai si è affezionato.
Quando la Genesis prova a svincolarsi dalla presa i Klingon non esitano a fare chiarezza su chi gestisce la situazione:
due colpi di avvertimento. O si riprende pacificamente la starda senza opporre resistenza o si finisce male. Proprio in quel momento,
il virus tenta l'ultima mossa prima di finire fagocitato dalla trappola informatica tesagli:
via l'allarme e giù gli scudi.
La Genesis viene ghermita senza difficoltà e ora viaggia a mezzo impulso verso il territorio dell'Impero Klingon dove varrà la loro legge per cui, l'unica soluzione sarebbe, non arrivarci mai, ad ogni costo!
Lunghi, lunghissi istanti... una manciata di secondi di silenzio, tutto muto, nessun rumore... nessun bip, o cicalino di conferma o di negazione, nessuno dei suoi che fa da sottofondo alla vita quotidiana a bordo di una nave stellare. A fermarsi anche il colore, le chiazze cromatiche sugli infiniti schermi lungo le paratie, nei pannelli, alle consolle... quella cacofonia di suoni e colori continua e immutabile, sintomo della "vita" che scorre a bordo, la linfa vitale della Genesis era ferma. Ferma come i cuori di coloro che già sulle scialuppe di salvataggio vedevano la Genesis allontanarsi dagli oblò, ferma come gli sguardi fissi di ingegneri e specialisti sulla consolle principale della Sala Computer a pregare che tutto funzionasse, ferma come le mani sui comandi di plancia degli operatori in attesa forse di una imminente autodistruzione e ferma come la Genesis, incapace di difendersi come un animale tramortito e ferito, trascinata verso la sua inevitabile fine.
La pausa però non era la fine ma l'apnea prima del nuovo inizio!
Appalusi in Sala Computer, un sospiro profondo di sollievo in Plancia e il sorriso di speranza dalla navetta e dai pod...
la Genesis improvvisamente strattona via i suoi carcerieri, rompe le catene e si volta su se stessa... torna inidietro di nuovo oltre il confine, al sicuro. I Klingon restano a quardare la preda fuggire e il virus confinato nei sistemi principali è ridotto al silenzio. Ora non resta altro che riaccendere i motori e tornare alla base.