In questa sezione puoi leggere le nostre ultime 4 avventure (quest) in forma di racconto. Il Libro dei racconti è scritto dai master che hanno organizzato la quest.
L'intento è quello di permettere a chiunque si connetta di avere un riassunto della situazione di bordo, senza dover leggere tutti i rapporti che molto spesso contengono i dati ma non i punti salienti della quest.
Ovviamente all'interno del gioco, nella sezione on, si potranno leggere anche i rapporti per avere maggiori dettagli.
Nuovi ordini, rendez-vous con una nave da trasporto passeggeri. A bordo sei ospiti civili: il Prefetto della F.U.P. Gnel, tipico e impaziente tellarita e il suo staff di 5 funzionari federali. Il magistrato sembra avere una gran fretta.
Galen IV, colonia federale delle più remote, si è trovata negli ultimi anni in mezzo alla nuova rotta commerciale verso il pianeta natale caitiano. Colonizzato da un primo nucleo di indomiti pionieri umani, ora stà attirando l'attenzione su di se accogliendo un gran numero di nuovi coloni e catalizzando l'interesse di compagnie e imprese private.
Gli organi federali, disattenti e lontani, da mesi avevano ricevuto segnalazioni e denunce su presunti soprusi, violenze e in generale attriti fra la popolazione coloniale. La risposta tardiva aveva portato sul pianeta il Vice Prefetto Ram Blomm e il suo staff di 5 funzionari; il boliano aveva entusiasmo e buone intenzioni ma qualcosa deve essere andato storto.
Perviene alle autorità federali l'ultimo comunicato ufficiale del Governo Coloniale di Galen IV: il Vice Prefetto è agli arresti e posto in custodia alle Forze di Sicurezza locali, il suo staff bloccato in ogni attività, con varie accuse che lo vedono connivente con sedizioni e atti di violenza contro i cittadini della colonia e il legittimo governo locale.
Il pianeta isolato, impossibile da contattare nei 10 giorni successivi, da di se soltanto la notizia di navi respinte e impossibilitate a contattare il suolo, vietate le attività di scambio merci e passeggeri. Silenzio dai funzionari federali, si teme il peggio. Difficile capire cosa sia accaduto veramente.
Obiettivo primario: individuare e condurre al sicuro il Vice Prefetto e se possibile anche i suoi collaboratori. Ricavate le informazioni mancanti, riportare l'ordine sulla colonia. Tutto questo lontano da orecchie indiscrete che non vedono l'ora di raccontare l'ennesima storia legata ad una Federazione in difficoltà, pane per i denti per l'ondata di scetticismo che investe da troppo tempo l'istituzione planetaria.
Una squadra di tre membri della sicurezza, a bordo di un cargo civile si avvicina alla colonia. Lo scopo è quello di giungere sulla superfice di Galen IV senza destare sospetti, massima copertura. Nel frattempo la Genesis, grazie a qualche stratagemma tecnico e ad un po' di fortuna, viene condotta all'interno del sitema non rilevata da chiunque possa essere potenzialmente in ascolto sulla colonia. La nave, nascosta nell'orbita del quinto pianeta del sistema, monitora in modo silenzioso la situazione, per ora la priorità è la discrezione e ci si affida alla squadra di infiltrazione a terra.
Per circa tre giorni la situazione rimane incerta, nessun collegamento con la squadra. Poi la svolta, la Genesis si muove e decide di contattare la squadra intenta nel recupero dello staff del Vice Prefetto. L'operazione ha successo e gli infiltrati riescono a portare al sicuro i burocrati federali. La resistenza armata sul pianeta è tuttavia pericolosa e insidiosa, armati di disgregatori uno dei membri della squadra è ferito ed è costretto ad attendere i compagni. Fortunatamente un civile locale sostiene i loro sforzi, li tiene al sicuro nella sua casa isolata nel bosco e gli permette di nascondersi e riorganizzarsi.
Ora la situazione è più chiara e la squadra riesce ad ottenere numerose e vitali informazioni sul contesto operativo e ora che i contatti con la nave madre sono ripristinati, anche a bordo è possibile cominciare a pensare a come risolvere l'intricata situazione. La Genesis in orbita ha imposto il blocco navale, il controllo sulle orbite e sui sitemi satellitari. Non resta che studiare una strategia di uscita da questa crisi sperando che violenza e odio siano presto solamente un brutto ricordo.
Gli attriti sulla colonia sono iniziati più di un anno fa quando la spinta riformista e modernizzatrice dei nuovi coloni si è fatta sentire in modo molto pressante. Molti nuovi coloni, corporazioni e enti privati sono giunti sul pianeta dopo l'apertura della rotta comemrciale con Cait. I nuovi coloni vogliono sfruttare al massimo le risorse e le potenzialità di Galen IV e per far questo non hanno intenzione di scendere a patti con le tradizioni e le leggi locali o con il modo di vivere dei vecchi coloni. I nuovi coloni rappresentano comunque una minoranza rispetto ai cittadini di lungo corso.
I vecchi coloni hanno da anni hanno impostato un modello di vita sociale ed economico che si adatta particolarmente alle caratteristiche del pianeta. Galen IV, remoto e completamente dominato da specie arboree nella sua superficie, rappresenta un pianeta accogliente e piacevole per la vita umanoide ma allo stesso tempo è aspro, impervio e soprattutto in una posizione remota rispetto ai territori federali. I vecchi coloni fin dal principio, e inizialmente per necessità, hanno impostato una vita semplice improntata alla completa integrazione con l'ecosistema del pianeta e volta allo sfruttamento delle risorse naturali al massimo senza forzature o tentativi di terraformazione dispendiosi. Questa politica si è dimostrata vincente perchè ha fatto crescere la colonia velocemente e senza aspettative non realizzabili, in pochi anni sarebbero arrivati numerosi coloni e sebbene remota e aspra è stata considerata meta piacevole e valida.
Quella che inizialmente era una necessità si è però trasformata in una tradizione profondamente radicata nella società del pianeta, un cardine stesso del vivere comune e un credo sentito fra la gente. Nel tempo questo ha attirato molti coloni che volevano costrutire la propria vita proprio su questi principi di essenzialità. La società di Galen IV non rifiuta la tecnologia o la modernità, anzi ne fa ampio uso in tutti gli ambiti, solo che preferisce dare priorità alle risorse del pianeta che sono abbontanti e più facilemnte reperibili preferendo adattare le abitudini piuttosto che tentare con grande sforso di adattare il pianeta. Col tempo questo stile di vita si è trasformato anche in leggi e regolamenti locali volti a conservarlo e a potenziarlo.
Le istituzioni federali son sempre state disattente e lontane e questo ha acuito l'impossibilità per i coloni di uscire fuori da questa situazione di forte contrasto con la mediazione di un ente esterno. Gli attriti si sono trasformati in proteste, poi in atti di disubbidienza e insubordinazione e poi palese violazione delle norme locali. Di contro il governo ha risposto con crescente repressione, prima vietando alcuni comportamenti e rimanendo sordo alle richieste e poi imponendo la sua autorità con la forza. La crescente ostilità ha portato a inevitabili violenze e aggressioni fino a scaturire in una vera e propria faida tra vecchie nuovi coloni, tra famiglie della porta accanto e tra uomini e donne che lavoravano insieme. La situazione e totalmente sfuggita dal controllo portando a mesi di caos e disordini, arresti e retate fino a veri e propri atti terroristici, numerosi feriti e qualche morto!
La situazione ha preso la svolta attuale quando improvvisamente il governo coloniale ha arrestato il magistarto federale. Qualche ora dopo dalla diffusione della notizia, la fazione opposta dei nuovi coloni si è in qualche modo concretizzata e esplicitata con un attacco armato al centro abitato principale del pianeta Harborea. L'assalto è stato rapido e devastante, forse progettato da tempo, e ha completamente colto di sorpresa il governo coloniale e gli agenti delle forze di sicurezza che snon stati sopraffati. Gli esponenti del governo e gli agenti sono fuggiti in seguito allo scontro portando con se quanto hanno potuto e si dice siano ora asserragliati ad Ignis, seconda città della colonia a circa 300 chilometri di distanza da Harborea e si dice abbiano fatto saltare i sistemi di controllo della colonia in modo da non farli cadere in mano ai Ribelli (è così che vengono chiamati). Come e dove i ribelli siano riusciti ad armarsi e organizzarsi in modo così efficente questo non è noto e ha stutpito tutti. Ora controllano la "capitale" Harborea asserragliati negli edifici del governo coloniale e l'altro centro cittadino, il più recente, Kobold.
La stragrande maggioranza della popolazione si limita a subire la situazione attuale ma comunque appoggia l'una o l'altra fazione sia ideologicamente che con atti concreti di sotegno. Ad Harborea, i membri del consiglio coloniale leali al governo sono stati tutti arrestati e si dice portati a Kobold e da lì i membri del consiglio (pochi rispetto alla maggioranza lealista) fedeli ai Ribelli hanno dichiarato di proseguire con le attività di governo dichiarando i loro atti legittimi; così ora la colonia vive uno stato di guerra con due governi.
Quando la situazione sembrava avesse preso il verso giusto, ulteriori complicazioni si sono aggiunte allo scenario già così complesso. Il governo coloniale si dimostra fin da subito tutt'altro che docile e anzi ostenta la sicurezza di chi ha dalla sua l'appoggio della gran parte dei coloni. Di contro, il Prefetto, con un atto unilaterale d'imperio, proprio innanzi alla governatrice coloniale, si proclama a buon diritto suo, Commissario Straordinario, assumendo con atto immediato in se, tutto il potere politico e amministrativo della colonia. In risposta, le forze di sicurezza coloniali arrestano i membri della squadra di infiltrazione e la donna che li stava aiutando, con vari capi d'accusa tra i quali... omicidio.
L'improvvisa presa di posizione dell'alto funzionario federale coglie tutti di sorpresa e inizialmente l'atto risulta fuori dalla comprensione dell'equipaggio della Genesis, solo nei colloqui successivi sarà più chiaro il suo intento. Egli non intende infatti forzare la mano verso una soluzione militare del conflitto, predilige la forma diplomatica ma non esclude ci siano gli estremi per un intervento di forza. Egli ha chiaramente espresso la necessità di guidare in modo saldo il dopo-crisi, vuole avere sotto controllo i processi ai ribelli e le nuove elezioni governative che comunque concederebbe solo dopo il tempo necessario a riportare l'ordine a modificare la gestione della colonia. Questo ultimo punto in particolare, sebbene ancora piuttosto fumoso, sembrerebbe orientare la federazione verso un controllo maggiore del settore, costringendo Galen IV ad una nuova stagione di innovazioni e abbandono di alcuni vincoli tradizionali locali che sarebbero di ostacolo agli interessi generali federali.
Preso tra due fuochi, l'equipaggio della Genesis vuole cercare di risolvere la crisi mediando tra tre interessi ben distinti: il governo e la maggiornaza dei coloni, conservatori e tradizionalisti, i ribelli e i nuovi coloni che li appoggiano, spinti dall'interesse a riforme e modernizzazione senza vincoli e la burocrazia federale che, pur volendo salvare capre e cavoli, ma soprattutto la faccia, vuole imporre un modello diverso dalla volontà democratica dei suoi cittadini. Sospesi tra la necessità di intervenire presto per non dare adito ad ulteriori violenze o tentativi di imporre l'autorità con la forza e la volontà di condurre pacificamente le tre parti alla conciliazione, gli ufficiali della Genesis sanno che non possono più fare un passo falso.
A bordo della Genesis prevalgono i miti consigli. L'atteggiamento e le pretese del Prefetto non cambiano: vuole il controllo della colonia, lo vuole subito, a costo di imporre questa volontà con la forza. Gli ufficiali della Genesis no, l'opzione della diplomazia, della conciliazione delle parti e del prendere tempo per avere più informazioni sembra prevalere. Queste due visioni così opposte si radicalizzano tanto che a bordo, qualcuno comincia a pensare che l'alto funzionario federale abbia qualcosa da nascondere: forse degli interessi personali? Quello stesso qualcuno decide,più o meno autonmamente, che è opportuno spiarne il lavoro e le comunicazioni. Inutile dire, operazione rischiosissima, spiare un funzionario di quel rango senza uno straccio di prova, origliare comunicazioni riservate tra alti vertici federali... roba da corte marziale. Difficile dire se le delicate indagini stiano valendo il rischio, di certo il Prefetto nel suo lavoro non parla di pace, giustizia, libertà, democrazia, diritti e benessere dei cittadini... ma di politica.
Nel frattempo si persegue la via diplomatica e si prende tempo. Inutile dire che dei ribelli nemmeno la traccia. Se ne stanno a fortificare le loro posizioni sul pianeta e si guardano bene dal contattare la Genesis ma l'unità della flotta si gurda bene si provare a contattare loro, forse ritenuti un peso minimo sul piatto della bilancia. Ci si concentra sul governo coloniale, asserragliato anch'esso, non vede l'ora di poter tornare allo scoperto per dare una risposta ai suoi cittadini che di certo si staranno chiedendo cosa combinino i loro rappresentanti ma anche... cosa stiano combinando quelli della Flotta Stellare. Ecco che allora, dopo giorni di studi a distanza, una delegazione scende a parlamentare con la lady di ferro, l'inflessibile governatrice coloniale; il tutto naturalmente all'insaputa del Prefetto. Le buone intenzioni e pacifiche convinzioni degli ufficiali della Genesis vengono di fatto rimandate al mittente, il colloquio prende da subito una piega sbagliata e sfugge letteralmente dall'equipaggio. In segno di buona volontà, nonostante il ben servito offerto alla Genesis in modo quantomai brusco, la delegazione riesce a riavere con se la squadra d'infiltrazione; ma niente di più.
Ancora un tentativo di dare una svolta alla situazione, la Genesis si mobilita in orbita e inizia un controllo sistematico sulle navi rimaste in orbita, un controllo ancora non ideato prima. Nel pieno di questa attività, con un copione già logoro, la comunicazione a distanza tra la governatrice e la plancia della nave. Chiaramente intenzionata a cercare battaglia, la donna attacca l'equipaggio con recriminazioni e provocazioni e continu a far notare come da lassù, l'unica cosa che erano stati in grado di fare è sostenere l'azione infingarda del Prefetto, non volta a risolvere la crisi ma a perseguire gli interessi della federazione. Un' articolo sul Federation Herald, uscito chissà come in perfetto tempismo, osanna gli sforzi della politica federale nel progetto della nuova rotta commerciale con Cait, ossannandone soprattutto i risvolti benefici, la correttezza e limpidità con la quale il progetto era gestito dalle autorità civili. Questa volta, dopo una lunga conversazione, l'ennesima infruttuosa, è la Genesis a tagliare il contatto bruscamente con buona soddisfazione del Prefetto che assiste alla conferma della sua strategia d'azione ancora intentata.
Una nave ha gli scudi alzati, un cargo appartenente al governo coloniale, la Galenus. Non risponde alle intimazioni e fa subito pensare che abbia qualcosa da nascondere, tutti le attenzioni si concentrano su quel vascello. Quando i primi colpi di avvertimento arrivano, gli scudi si abbassano e la squadra di sbarco troverà soltanto un po' di immondizia e rifiuti tossici... la nave era semplicemente questo. Chi invece non restava con le mani in mano sul pianeta sono i governativi che, con il sostegno della popolazione di Harborea, disarmata ma numerosa e motivata, in una breve ma furibonda e confusa battaglia, riprendono il controllo della città. Tutto questo con buona pace della Genesis che si accorge della manovra solo troppo tardi, quando a qualcuno in plancia viene in mente di dare un'occhiata coi sensori a cosa stesse accadendo sulla superfice mentre tutti gli sforzi tattici dell'unità federale si accanivano contro un camioncino della spazzatura. Quando ancora una volta, la governatrice contatterà la Genesis, in plancia apparirà il suo viso severo, con una malcelata espressione gongolante mentre parla da dentro una levicar diretta su Harborea. Ha avuto la premura di comunicare che appena arrivata in città, informerà i suoi amati cittadini che l'abitato è libero dai ribelli, solo grazie al sacrificio del suo governo e la federazione, nelle persone del Prefetto e della Flotta Stellare, nel voler perseguire i loro biechi interessi, si sono ben guardati dal sostenere questa nobile impresa.
L'occasione preziosa è perduta, ora tutto sarà più complicato. Arrivati a questo punto, i ribelli sembrano veramente la minaccia minore, il governo locale reinsediato ed eroico appare un ostacolo quasi insormontabile. Inutile dire che il Prefetto, in seguito alla deludente, dal suo punto di vista, prestazione da parte della Genesis, lancia l'ultimo monito al comando della nave: ora si fa come dice lui, il controllo della colonia ad ogni costo e il recupero del vice Prefetto. Se queste azioni dovessero costringere gli ufficiali della flotta ad un uso spiacevole della forza, non sarà sua responsabilità, l'acuirsi del conflitto si sarebbe evitato se si fosse fatto, fin da subito, come lui aveva suggerito. Forse... Che poi a lui, dei diritti ideali di libertà e auto governo della colonia, del perseguimento della via pacifica e degli ottusi diritti di una manciata di cittadini non interessi un bel niente, questo ormai è proprio chiaro. Il sacro interesse comune, rappresentato dalle istituzioni federali è l'ideale che schiaccia qualsiasi altra cosa. Infine, anche la Genesis lo perseguirà?
E la risposta alla domanda è quindi... sì! In effetti non era possibile pensare che non fosse così. La Genesis avrebbe fatto fino in fondo il suo ruolo e supportato il Prefetto, soprattutto ora che la linea morbida non aveva funzionato. Il Capitano, evidentemente subendo le pressioni dell'alto funzionario federale, non ha potuto far altro che dare seguito alle sue richieste. Dopo un'attenta pianificazione da parte di tutte le sezioni, si è dato il via ad una vasta operazione di controllo della colonia, tutte le cittadine sono state pacificate e il Prefetto si è finalmente insediato; il suo vice recuperato.
Ne i ribelli ne il governo hanno rappresentato un problema ma di fatto il clima sul pianeta non è buono. Le facce torve dei cittadini, gli sguardi ambigui e giudicanti e i sussurri fatti alle spalle, non sono di certo i cori di giubilo per l'arrivo dei liberatori. Quasi che la situazione precedente di caos fosse meglio gradita. Giunti a questo punto, l'ultimo obiettivo della Genesis rimane quello di mettere intorno ad un tavolo tutti i protagonisti di questa vicenda nella speranza che dopo la sua partenza tutto torni alla pace e alla normalità.
Allo stesso tempo però, lo sforzo conciliante dell'equipaggio è continuato e sotto traccia le decisioni prese lasciano presagire che i contrasti, anche interni all'equipaggio, non sono terminati. Quando le squadre della sicurezza giungono a Kobold per prendere il controllo dell'abitato, un rappresentante dei ribelli si palesa con una offerta importante, irresistibile. La resa del grosso dei suoi compagni in cambio del controllo della cittadina, senza sparare un colpo e la consegna di tutto il materiale e di tutte le armi. La trattativa accettata porterà ad avere una lista di tutti i ribelli con la promessa però che non sarà mai utilizzata che tutti quanti, pentiti dei propri atti, abbiano la possibilità di riprendere la propria vita. E ancora... la posizione degli irriducibili: asserragliati all'interno delle miniere di cobalto. L'accordo non può che rimanere un segreto, anche per il comando della Genesis.
Quando le squadre del vascello federale tentano l'assalto, le cose però vanno subito male. Le miniere sono un dedalo complesso su due livelli di cunicoli e passaggi. I sensori servono a poco e il teletrasporto è inefficace in gran parte del complesso minerario. Di certo in tutti questi giorni di attesa i ribelli non sono stati con le mani in mano, ad attendere gli ufficiali della flotta aguati e trappole sotto forma di mine esplosive; due feriti e la prima vittima dell'equipaggio di questa paludosa avventura. La ritirata strategica è l'unica opzione e come conseguenza la certezza che scovare i ribelli da quella tana non sarà indolore, sembra che ancora una volta sarà la violenza a parlare.
La soluzione però giunge di nuovo dai ribelli stessi, cittadini federali anche loro, lungi dall'essere criminali incalliti e violenti, confermano che le loro intenzioni sediziose erano animate da un puro spirito di difesa dei propri diritti e principi e non dal desiderio di sopruso o di potere. Da dentro le miniere un flebile canale di comunicazione avverte la Genesis che, in cambio dello stesso trattamento riservato agli altri, di fatto protezione e anonimato, avrebbero consegnato i veri criminali: i capi della ribellione. A detta dei pentiti, costretti quasi a forza da questo gruppetto di violenti e intransigenti, non avrebbero voluto ancora morti e feriti e non avrebbero voluto morire come topi in quei buchi. Ad affare fatto avrebbero messo in condizione la Genesis di teletrasportare sù "i capi" e loro se ne sarebbero andati liberi lasciando tutto là dentro. Il loro piano funziona, a metà. Presi in consegna direttamente i cinque promessi, appena usciti dalle miniere venivano arrestati e portati alle prigioni della colonia. Inutile raccontare il dissidio consumato qualche decina di chilometri più in alto in plancia, tra chi avrebbe voluto mantenere la parola data e tra chi persegue la purezza delle regole e il primato del bene comune.