2.05 - IL PIRATA CON LA 24 ORE
14-03-2016
Riferimenti
Master: Soratek
Minimaster supporto: McDuff
CAPITOLO I: RAPPORTI DIPLOMATICI
PARTE 1
Dopo i fattacci avvenuti su SOL III
(vedi 2.04 LA CONGIURA DEL SILENZIO) l'equipaggio della Genesis riparte per una nuova missione, ma questa volta non a bordo della consueta nave classe Excelsior, bensì a bordo della
U.S.S. Reliant, classe Miranda e con un nuovo capitano: la vulcaniana
Silaris, in quanto la Genesis si trova ancora in riparazione e in aggiornamento presso i cantieri navali di Utopia Planitia e il Capitano Randleman ancora su SOL III per chiarire meglio le posizioni legali del suo equipaggio e di se stesso.
Il Comando di Flotta ordina alla Reliant di raggiungere la stazione
K-7 e di prendere contatto in loco con l'
Ambasciatore Eriksson, delegato del Governo Federale, per ricevere da lui stesso ulteriori istruzioni.
PARTE 2
La Reliant raggiunge K-7 e si mette in contatto con l'Ambasciatore Federale, a bordo della nave passeggeri del Governo Federale
S.S. Independence Prime. L'ambasciatore comunica all'equipaggio di aver fatto personalmente richiesta alla Flotta Stellare di una nave da utilizzare come scorta per la sua missione, assegnatagli direttamente dal Parlamento Federale: effettuare uno
scambio di documenti diplomatici con una
delegazione klingoniana in zona neutrale.
Dunque, messa in chiaro la situazione, Reliant e Independence Prime partono immediatamente alla volta della zona demilitarizzata.
PARTE 3
La Reliant, giunta la sera successiva alle coordinate prestabilite, incontra un
incrociatore classe D-6, pronto ad aspettare i federali. Si prende contatto con i klingoniani e risponde un klingon piuttosto infastidito. I federali, con portavoce il Capitano Silaris, propongono di effettuare l'incontro per lo scambio dei documenti a bordo della Independence Prime, in quanto nave civile e dunque "territorio neutrale", tuttavia l'
HoD Klot'Tavak (questo il nome dell'"ambasciatore" klingon) rifiuta categoricamente, non fidandosi delle buone intenzioni dei flottici, controproponendo di far salire a bordo della sua nave la delegazione federale, ma anche Silaris pare restia ad accettare... Dopo un breve colloquio con l'Ambasciatore Eriksson e poi nuovamente con l'Hod Klot'Tavak, la serata si conclude con un nulla di fatto, anzi, con un'
ultimatum del klingon: se entro la sera successiva non si accetteranno le sue condizioni l'incontro diplomatico non avverrà.
Supplemento: Durante il turno di plancia sono emerse un paio di cose, che stanno facendo tentennare l'equipaggio della Reliant...
- A Ilianson la voce dell'Ambasciatore klingoniano pare stranamente familiare... anzi le pare proprio quella di nientemeno che Jonlu'meH DuHbe', meglio detto "Lo Sfuggente", il pirata che l'equipaggio incontrò nel corso di una missione sottocopertura a bordo della stazione F.C.O. Klendatu (vedi 1.10 BORDERLANDS) e che quasi li uccise.
- I sensori della Reliant hanno individuato flebili tracce di radiazioni tachioniche, le quali sono possibili indicatori della presenza di una nave in occultamento.
"I sospetti dei Genesiani, o meglio, dei Reliantiani, saranno fondati?
Cos'hanno in mente i klingoniani? Hanno qualcosa da nascondere?
L'astio tra i colleghi germogliato nel corso degli ultimi eventi influenzerà la missione?"
Il Vostro Narratore...
21-03-2016
CAPITOLO II: RAPIMENTO!
PARTE 1
E' il
17/03/2264, il giorno definitivo per l'incontro con l'Ambasciatore Klingon, tutto sembra pronto, i Federali sono quasi pronti ad accettare l'ultimatum dell'
HoD Klot'Tavak, ma questo cambia piani: ora
pretende di salire lui a bordo della Reliant, probabilmente semplicemente per far saltare i piani dei flottici e creare disagio in seno alla loro organizzazione, mossa che riesce, tra l'altro... Il Capitano Silaris comunica la notizia all'Ambasciatore Eriksson, questo acconsente e si accinge a raggiungere la Genesis, il Capitano dunque ordina che la
delegazione Klingoniana e quella
Federale vengano
teletrasportate a bordo della Reliant assieme,
contemporaneamente.
Ma qualcosa va storto...
Ci si accorge quasi subito che
qualcosa non va col teletrasporto, Silaris e i suoi ufficiali, in sala TT, osservano che la materializzazione non sta riuscendo, mentre i buffer della Reliant
perdono il segnale con l'Ambasciatore Eriksson, dalla plancia confermano, riferendo che il raggio di teletrasporto che stava portando le informazioni del diplomatico Federale è stato
intercettato e deviato... Al posto delle due delegazioni, in sala teletrasporto, si materializzano
3 ordigni, più un quarto, ma evidentemente finito, per errore, letteralmente all'interno della pedana del teletrasporto. L'esplosione stordisce i presenti, accecandoli, assordandoli e mettendoli fuori combattimento per pochi minuti, solo Fisher e il responsabile del teletrasporto vengono graziati, in quanto fuori dal raggio di piena efficacia delle
flashbang, mentre T'Soh, che aveva cercato di allontanare le bombe a calci, viene ferita da delle schegge di vetro scaturite dall'implosione della pedana; pochi secondi dopo si materializzano
3 Klingoniani e comincia uno
scontro a fuoco: i primi colpi
uccidono l'ingegnere al controllo del teletrasporto, mentre Fisher si salva per un pelo, nascondendosi al di sotto della consolle, ma li rimane bloccato... Nel frattempo uno dei Klingon attacca un dispositivo, probabilmente un
marcatore, al
Capitano Silaris, che viene
teletrasportata via, assieme agli abbordanti fuggiaschi. L'intervento della sicurezza è tempestivo, ma non abbastanza, 2 dei 3 assalitori riescono a fuggire,
il terzo viene stordito con un colpo di phaser e contestualmente
catturato.
Negli stessi momenti, in plancia...
Al comando rimane T'Poovik, che negli attimi convulsi dell'abbordaggio fa quello che può per contenere l'emergenza, cavandosela abbastanza bene.
L'incrociatore
D-6 si prepara ad
attaccare, ma
la Reliant lo batte in tempismo, di fatto T'Poovik era riuscita a far caricare preventivamente un siluro in modo tale che i Klingon non rilevassero tale azione, facendolo già in condizione verde e per di più manualmente, ha quindi puntato gli scanner alla base del "collo" del vascello klingon, individuato quale il punto strutturalmente più debole a portata delle armi, dunque
facendo fuoco ancor prima di entrare in allarme rosso la Reliant riesce ad assestare un
colpo devastante al nemico, che aveva ancora gli scudi abbassati, evitando così di dover sostenere un logorante combattimento in svantaggio tattico.
Nel momento dell'abbordaggio
si disocculta un secondo oggetto, in prossimità del D-6: si tratta di una
nave dalla configurazione insolita, ma registrata dalla Reliant, appare con un
desing modulare, un'accozzaglia di tecnologie diverse, cilindrica e "bombata" e che subito si copre dietro all'astronave da guerra Klingoniana... per poi tornare in occultamento... Lo scontro finisce quando l'unità Federale, assieme alla Independence Prime,
fuggono dal campo, grazie a una rotta a curvatura preimpostata, nel contempo di registra anche l'entrata in curvatura del D-6.
Poco dopo la Reliant si fermerà al limite dello spazio Federale, mentre la Independence rientra a K-7.
Supplemento: La seconda nave avversaria, quella occultata, a un'esame successivo dei fotogrammi registrati, è risultata
molto simile a quella che attaccò la S.S. Copernicus alla fine della sua missione sulla F.C.O. Klendatu
(1.10 BORDERLANDS).
Invece, in sala macchine...
Ravenstein lavora alacremente per cercare una metodica che gli permetta di
individuare la possibile nave occultata in agguato (che poi si è rilevata effettivamente esserci). Il Guardiamarina, usando un po' di fisica quantistica, matematica e pura tecnologia, decifra l'arcano, basandosi su
due diversi quanti rilevati dai sensori della Reliant: i
tachioni e i
gravitoni, trova prima la velocità degli uni e poi la posizione degli altri e viceversa, usando contemporaneamente il compensatore di
Heisemberg e il computer di bordo per i calcoli, riesce a determinare con precisione (e aggirando il
principio di indeterminazione), con un intervallo di qualche decina di centesimo di secondo, la posizione della nave avversaria in occultamento, con un curioso effetto sonar.
Tuttavia la velocità dell'azione nello spazio non ha permesso all'equipaggio di impiegare questa scoperta.
PARTE 2
L'equipaggio della Reliant si mette al lavoro per scoprire tutti i vari retroscena dietro al
rapimento del Capitano Silaris e dell'Ambasciatore Eriksson.
Dopo una riunione generale,
Ilianson fa una serie di
richieste al Comando di Flotta, chiedendo sostanzialmente una nave di supporto e sottoponendo una serie di alternative operative per recuperare diplomatico e alto ufficiale, alle quali viene data così risposta:
"La U.S.S. Saladin è al momento a 4 giorni di distanza da voi, su SOL III. Qualsiasi missione sulla F.C.O. Klendatu è sconsigliata, ma se strettamente necessaria è approvata. Le regole di ingaggio con la Flotta Klingon rimangono sempre le stesse. Non dovete violare lo spazio dell´Impero Klingon. Potrete requisire un vascello civile all´occorrenza, alternativamente potrete usare la Copernicus cambiandone il trasponder."
Il
20/03/2264 viene interrogato il Klingon catturato la sera dell'assalto, questo non sembra essere di grande aiuto, non gli è stato riferito nulla dei piani dei suoi capi, a detta sua, si sa che
non è affiliato all'Impero e che probabilmente si tratta di un
criminale recidivo, al servizio di una compagnia di ventura o di un'associazione
piratesca, il Cadetto Caffrey e il Tenente J.G. Kalhaf hanno condotto l'interrogatorio in lingua Klingon, in quanto il prigioniero non conosceva il Federale Standard.
Supplemento:
T'Soh, McDuff e Morrison riconoscono un simbolo sullo spallaccio del Klingon: un cerchio rosso tagliato diametralmente da altri cerchiolini neri più piccoli, simbolo riconducibile ai
"Diavoli di Klendatu" (1.10 BORDERLANDS)
Nel frattempo
Ravenstein e Harris approntano un piano per
individuare la nave sconosciuta mentre si trova in occultamento, l'ingegnere progetta un elaboratore che riesca a raccogliere i dati delle rilevazione dei sensori quantici della nave e a rielaborarli secondo l'algoritmo che aveva scoperto e messo su sere prima, appronta così una sorta di
pod sensorio che può rilevare gli spostamenti del nemico con precisione via via crescente. Calcola che ci vorranno due giorni per l'effettiva costruzione e installazione.
In fine, in Plancia, Fisher, Harper e vari cadetti, tra cui Railey, Riley e Reynolds, eseguono le operazioni di routine e intanto cominciano a discutere sul da farsi, alcuni propongono una
missione sottocopertura sulla F.C.O. Klendatu, presupponendo, in quanto si trova in territorio internazionale, che sia la base di appoggio dei rapitori, altri propongono di usare i Cadetti come spie, altri ancora di palesarsi tranquillamente con la Reliant a Klendatu... Ma sta di fatto che comunque tutti concordano sul
non lasciare indietro Capitano e Ambasciatore.
"Un morto e due dispersi: l'Ambasciatore e il Capitano... Cosa mai potrebbe andare peggio?
Dobbiamo aspettarci qualche nuova, ardita e precipitosa missione autorganizzata?
Chi ha rapito le eminenti personalità Federali e soprattutto: perché?
C'entra qualcosa l'Impero Klingon? Perché dei presunti pirati dovrebbero trovarsi assieme a una nave da guerra Imperiale?"
Il Vostro Narratore...