1.01 - CHI MAL COMINCIA...
15-10-2014
CAPITOLO 1 - 16/10/2262
Sembrava a tutti gli effetti una serata normale, se di normalità si può parlare per una nave varata da soli 4 giorni.
Tutto iniziò con qualche vibrazione che mise in allarme qualche cadetto, ma per gli esperti ufficiali era soltanto una fluttuazione del subspazio come di quelle che capitano, di tanto in tanto, nello spazio profondo. Loro, di certo, ne avevano affrontate di peggiori nella loro carriera.
Tutto, però, peggiorò nel giro di pochi minuti: le scosse iniziarono a farsi più forti, qualcuno iniziò persino ad esser ferito. Gli ufficiali superiori vennero chiamati in plancia ma, per vari motivi, a raggiungerla furono solo in pochi: il tenente Wilton prese il comando, coadiuvato da subito dal tenente Mkombo dal tenente Soratek e dal guardiamarina Novara. Si uscì dal warp e le scansioni SCI rilevarono da subito il problema: eravamo finiti in una nebulosa di materia oscura, che causava alterazioni anche pesanti del subspazio. Si stava manovrando per uscirne quando, d'improvviso, ci fu un'esplosione in sala macchine, non coincidente con uno dei forti scossoni attraversati dalla nave: gli smorzatori inerziali erano andati. In Allarme rosso, il tenente Stammo da poco sopraggiunto riusciva a stabilizzare la nave portando al 111% la potenza degli scudi mentre le mappature fornite dalla scientifica consentivano di trovare un punto di calma nella tempesta subspaziale causata dalla nebulosa.
Intanto, il comandante Di Martino comunicava di essere bloccato sul ponte 3 con dei feriti e di esser impossibilitato a tornare in plancia. Il capitano Lammergeier, invece, non rispondeva alle comunicazioni. La sua ultima azione registrata dal computer era una comunicazione per il comandante Di Martino intorno alle 15:30. Preoccupato, il tenente Soratek chiedeva un'analisi delle condizioni interne che rivelava strane condizioni ambientali nell'alloggio del capitano. Formata una squadra con il cadetto Cooper e il cadetto McDuff accorreva all'ufficio del capitano, trovandovi una temperatura di -30 gradi.
Vincendo il freddo, mentre chiedevano dalla plancia di ripristinare la temperatura standard i tre si addentravano nell'alloggio, procedendo cauti a causa del ghiaccio che copriva ogni superficie. La cautela non fu sufficiente, però, per Cooper che scivolò fino alla zona notte, ancora immersa nell'oscurità. Nel rialzarsi notò di fare appoggio su qualcosa di non troppo solido, oltre che molto freddo come tutto intorno: la luce prontamente accesa dal tenente rivelò la terribile verità: quello su cui aveva poggiato la mano era il cadavere del capitano Lammergeier.
Nel frattempo in plancia si decideva di cercare di portare la nave usando i soli propulsori di manovra verso un punto di calma trovato dal guardiamarina Novara lì vicino. Con molta cautela e al costo di un paio di scossoni che causeranno una ferita alla testa del tenente Mkombo si riuscì finalmente a raggiungere questo punto di quiete in modo da poter tirare un sospiro e fare il punto dei danni e dei feriti: a parte il capitano, non risultava nessun morto, ma solo una trentina di feriti anche gravi. La sezione ingegneria stava lavorando per ripristinare gli smorzatori inerziali e i motori dato che quello sembrava il solo danno importante subito dalla nave.
Approfittando di una temperatura più decente impostata dalla plancia nell'alloggio del capitano, Soratek McDuff e Cooper, chiamando in aiuto anche il guardiamarina Brondi e cadetti Knight e Fisher, iniziarono le indagini: fu chiaro da subito che sarebbe stato impossibile stabilire l'ora della morte senza sapere da quanto tempo la temperatura nell'alloggio era pari a quella dell'antartide terrestre, ma le analisi condotte da Brondi sul regolatore dei controlli ambientali non trovarono nessuna manomissione nè tracce estranee: anche nell'alloggio le pur sicuramente presenti tracce biologiche estranee al capitano sembravano esser vecchie e non definitive, ma furono comunque catalogate e furono presi campioni in abbondanza. L'analisi del corpo rivelò che il capitano era morto per un forte colpo alla testa causato da qualcosa di sottile (circa 1 cm) ma non affilato. La stanza era in ordine e non si vedevano segni di colluttazione nè qualcosa di evidentemente spostato che potesse risultare essere l'arma del delitto. McDuff, chinatosi per cercare meglio in giro, localizzò sotto il letto qualcosa di interessante: la placca commemorativa della USS Genesis, macchiata di sangue. Le analisi di Brondi e di Fisher confermarono che la sua lega di duranio e titanio e la sua forma erano compatibili con la ferita alla testa. Sembrava proprio che avessero trovato l'arma del delitto...
(in stesura)
TO BE CONTINUED...
17-10-2014
CAPITOLO 1.2 - 17/10/2262
L'equipaggio è ancora scosso dal ritrovamento del corpo senza vita del
capitano Lammergeier e dal trambusto generato dalla nebulosa. Il comandante Di Martino, dopo aver fatto una lavata di capo alla
sezione sicurezza per non aver sigillato immediatamente gli alloggi del capitano, chiede un'accelerazione nelle indagini. Nel pomeriggio il responsabile della sicurezza,
tenente Soratek, coadiuvato dal
tenente j.g. T'Lora si reca con una squadra di
cadetti e assieme al
guardiamarina Turner e al
tenente Stammo sul ponte cinque presso l'alloggio del capitano. L'intento è quello di verificare eventuali manomissioni dell'alloggio o inquinamento delle prove. Nulla pare far presagire uno scenario simile, anche se effettivamente le porte non erano state bloccate a dovere. La squadra è riuscita a scaricare la memoria del computer personale del capitano, in attesa degli esami autoptici sul suo corpo...
Il mistero resta ancora fitto, anche se qualche tassello potrebbe comporsi nel modo giusto.
TO BE CONTINUED...
20-10-2014
CAPITOLO 1.3 -19/10/2262
L'incertezza e il dubbio permeano ancora l'equipaggio della Genesis. A complicare le cose, come se non bastasse,
l'inquietante scoperta che il corpo ritrovato nell'alloggio del Capitano non era certo quello di Lammergeier ma quello di un clone, o almeno così sembrerebbe in seguito alle analisi. Gli ufficiali della nave hanno provveduto ad una riunione di emergenza per decidere sul da farsi e la conclusione a cui sono giunti è una:
da qualche parte, chissà dove e perchè, il Capitano forse è ancora vivo e a bordo del vascello! Sempre di più risulta evidente che un complotto stà operando per mettere in difficoltà il viaggio inaugurale dell'ultimo orgoglio della Flotta Stellare, un viaggio che potrebbe trasformarsi in una delle più amare conferme della difficoltà della Federazione in questo momento storico così delicato.
L'atmosfera di incertezza e di sospetto ha complicato anche le fasi di ripartenza della nave quando in plancia, chiamati ad operare per la prima volta , i cadetti hanno dovuto assitere, attoniti e disgustati, alle difficoltà degli ufficiali nel gestire una situazione così delicata e complessa e a mettere ordine in un equipaggio tutto nuovo e senza Capitano.
La loro prima esperienza in plancia è stato un misto di emozione, tensione e imbarazzo per la confusione creatasi rovinando un esordio che avrebbe dovuto essere gioioso e carico di speranza per i rampolli della Flotta Stellare. Il
Tenente Aalia aveva l'ordine di riprendere la marcia ma questo ha destato il sospetto del
Tenente Stammo e del
Tenente Soratek che hanno interrotto le operazioni di plancia nel tentativo di comprendere se dietro alla manovra non ci fosse un tentativo di evadere le indagini in corso. Per la Genesis era necessario riprendere la propria navigazione verso la stazione federale K7 e un'operazione banale, come quella di rimettere la nave in curvatura'' si è trasformata in una lunga ed estenuante attesa e solo l'intervento del
Comandante Di Martino ha permesso la ripresa delle operazioni. Chiunque stia operando a danno della nave e del suo equipaggio, che lo abbia messo nel conto o meno, di certo non potrà che ritenersi soddisfatto per i risultati ottenuti: incertezza, sospetto, confusione e disillusione.
L'unica speranza è che presto, il prima possibile, si venga a capo di questo mistero, se così non fosse la situazione potrebbe definitivamente sfuggire al controllo per lasciare campo libero a sospetti e illazioni che si trasformerebbero nel caos e nell'impossibilità di governare la nave lasciandola alla mercè di misteriosi nemici.
TO BE CONTINUED...
21-10-2014
CAPITOLO 1.4 - 20/10/2262
Ancora una volta una serata di normale amministrazione a bordo della USS Genesis quando il
Comandante Di Martino prendeva il suo posto in plancia. La
Genesis doveva essere ormai quasi giunta alla base
K7 quando la consolle tattica rilevava un vascello
Klingon in rapido avvicinamento.
Che diavolo ci facevano i Klingon in pieno spazio Federale?
Il vascello si limitava a seguire gli spostamenti della Genesis senza che alcun contatto, nessuna comunicazione. Anche gli armamenti della nave Klingon erano disattivati. Ma ecco il colpo di scena. Il cadetto Del Face, in quel momento di servizio al timone, rilevava un'
ETA pari a 3 girorni 4 ore e 57 minuti da K7. Impossibile, fu il primo commento del comandante. Ma i primi controlli diedero invece esito diverso.
La Genesis, anziché fare rotta verso K7, stava puntando dritta verso il cuore dell'Impero Klingon. Un arresto immediato della nave era l'unica cosa da fare per evitare di varcare il confine con la Zona Neutrale ed aprire un incidente diplomatico di dimensioni bibliche.
Con la plancia in fermento, si è quindi proceduto ai controlli del caso.
La manovra aveva causato un guasto alla rete EPS che dalla sala macchine si stava provvedendo a riparare con conseguente perdita di energia dei motori a curvatura, ma la cosa più grave è che qualcuno aveva manomesso il timone.
Mentre
Del Face ricalibrava il timone e
Lafayette escludeva il Simulatore di Plancia per ridare piena energia ai motori, ecco che il Tenente Soratek, faceva una nuova scoperta sconcertante.
La consolle del timone di plancia era stato escluso dai sistemi di navigazione dalle 4:33 alle 4:37 della notte precedente, e di conseguenza tarato perché la nave puntasse verso l'Impero Klingon. Ma le sosprese non erano ancora finite. Tale manomissione risultava fatta con i Codici di Accesso del Capitano Lammergeier.
Di Martino dichiarava quindi attive le
Procedure di Sciurezza di Livello 3 incaricando il
Tenente Soratek di pattugliare la nave
mantenendo però un profilo basso per non allarmare troppo un ipotetico intruso. Inoltre comandava che le aree sensibili della nave, fossero costantemente vigilate dal personale di bordo che deve essere sempre presente a gruppi di tre, durante lo svoglimento delle proprie mansioni.
Cosa succedeva a bordo, chi stava muovendo i fili di una così ben congeniata trappola?
TO BE CONTINUED
22-10-2014
CAPITOLO 1.5 21/10/2014
Non è stata una serata molto felice per la mensa: innanzitutto la cucina serviva solo pasti freddi. Poi, d'improvviso, il cadetto T'Soh, grazie al suo udito vulcan, ha iniziato a sentire colpi sordi provenire dal soffitto sopra di lei. Il cadetto Sokolov riusciva ad ottenere il silenzio e altri cadetti iniziarono a quel punto a sentire il rumore. Chiamata la sezione sicurezza, e sopraggiunti sul posto i tenenti Stammo, Sankov e Soratek il cadetto ramirez apriva la botola trovandovi un corpo legato. Nel salire su, il corpo si dimenava colpendolo involontariamente (almeno così sembra) con un calcio che lo faceva cadere a terra causandogli la lussatura di una spalla, prontamente curata dal cadetto Fisher in infermeria. Anche il corpo stesso cadeva dalla botola e, per lo stupore di tutti,
esso si rivelava il capitano Lammergeier legato, bendato e imbavagliato.
Subito slegato il capitano rifiutava di esser portato in infermeria:
raccontava infatti al tenente Soratek di esser stato rapito da due persone che parlavano klingon, ignorando il fatto che anche lui lo capisse. In questo modo, continuava il capitano, egli aveva capito che gli era stata impiantata un apparecchio sotto il cervelletto che da una parte serviva da controllo mentale, e dall'altra conteneva una carica isolitica tarata per esplodere raggiunta una certa dose ricevuta da radiazioni da reattore. In questo modo, spiegava Lammergeier, i terroristi erano sicuri che se si fosse recato in sala macchine avrebbe creato un danno enorme alla nave, esplodendo subito, ma anche rimanendo ovunque nella nave (dove le radiazioni sono più basse ma comunque presenti) prima o poi sarebbe esploso.
Per questa ragione Lammergeier ordinava di approntare una navetta e di deviare la nave verso il sistema più vicino, dove sarebbe sbarcato per non rischiare di causare danni alla nave.
Nell'hangar il cadetto Weik effettuava scansioni
confermando la presenza di un cilindro nel cervelletto del capitano, ma a causa del rivestimento in duranio del medesimo riusciva solo a rivelare la presenza di un piccolo comunicatore subspaziale e non riusciva col suo tricorder a penetrare l'interno del cilindro per verificarne il contenuto.
I cadetti Rocha, Weik e McDuff si offrirono di accompagnare il capitano sulla navetta. Anche i tenenti Stammo e Soratek lo fecero, ma il capitano rifiutò fermamente dicendo che non era necessario rischiare le vite di altri ufficiali. Così si infilava nella navetta seguito dai cadetti
mentre dalla plancia, comandata dal tenente Wilton con il guardiamarina Harris alla tattica, informavano che, per un colpo di fortuna, c'era un sistema vicinissimo con un pianeta o, meglio, una luna di classe M. Tale luna orbitava intorno al II pianeta, un gigante gassoso.
Mentre in plancia venivano per sicurezza disattivati i codici di comando del capitano, come da lui richiesto, e anche del comandante Di Martino e dell'ammiraglio DeWaard la navetta finalmente salpava. A bordo della navetta il capitano stesso suggeriva una rotta al cadetto Rocha che si affrettava ad usarla.
Tale rotta portava molto vicini al polo sud del gigante gassoso, causando un po' di sconquassi e, soprattutto, problemi alle letture dei sensori della Genesis, che iniziò a perdere il contatto con la navetta. Poi, l'imprevedibile: il capitano Lammergeier ritornava dalla sezione posteriore della navetta con un phaser puntato sui cadetti. Il Cadetto Rocha effettuava una manovra azzardata in modo da fargli perdere l'equilibrio, raggiungendo il risultato ma perdendo il controllo della navetta. Il capitano, perso il phaser, riusciva solo a prendere il comunicatore e a gridarvi "ORAA" prima che Weik effettuasse su di lui la presa vulcan, facendogli perdere conoscenza. Pochi secondi dopo, però, il capitano si smaterializzava per effetto di un teletrasporto non ordinato nè dalla navetta nè tantomeno dalla Genesis. In quello stesso istante entrambe le unità
rilevavano una nave poco sotto la navetta ma a causa dei disturbi dovuti al gigante gassoso le letture erano assai poco precise e il guardiamarina Harris non riusciva a ricavare alcuna informazione sulla provenienza della nave aliena. Tale nave, evidentemente occultata,
partiva quindi lasciando una debole scia neutrinica che puntava verso lo spazio Klingon, vicinissimo alla posizione del sistema. Tale traccia però decadeva subito lasciando presagire un passaggio in curvatura della nave. Si è provato a scandagliare lo spazio con dei siluri modificati, su iniziativa dei tenenti Harris e Stammo, ma nulla è venuto fuori e della nave che ha presumibilmente a bordo il capitano non vi è nessuna traccia. Nel frattempo, il cadetto Fowl attivava una routine di controllo per verificare se ci possano esser tentati accessi con i codici di comando del Capitano nelle varie postazioni, e monitorare in genere l'attività delle sezioni sensibili, in particolare del timone.
TO BE CONTINUED... O NO?
22-10-2014
CAPITOLO 1.6 - 22/10/2262
Una sana lavata di capo e la
sospensione da Capo della Sicurezza per una settimana. Questa la punizione comminata al
Tenente Soratek dopo l'avventata decisione di revocare i
Codici di Comando a Di Martino ed all'Ammiraglio De Waad.
Solo l'intervento del
Tenente Comandante Edgeworth e del
Comando di Flotta hano tolto dall'empasse la Genesis che per più di un giorno è rimasta allo sbaraglio ed in balia di se stessa da un ordine azzardato, facendo si che il Comandante e l'Ammiraglio tornassero in possesso della nave stessa.
La nave è in viaggio di nuovo verso K7 così come ordinato da De Waad.
L'arrivo è previsto per domani alle 21:30......forse!