Diario di  Elizabeth Langley

Il diario personale di  Elizabeth Langley, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!

 Elizabeth Langley

 Elizabeth Langley

Data di nascita: 27/02/2238
Origine: Juneau - Alaska
Assegnazione: USS T´Pol
Incarico:  

Data Stellare 04.07.2270

USS GENESIS NCC-1912-A 
Data: 04.07.2270
Alloggio E4 - Ponte 5



E´ da molto tempo che questo diario non viene aggiornato.
Non perchè non abbia da scrivere, ma per il tempo che manca.

La vita è un continuo valzer, dove non ci si accorge neppure dello stacco che subito si riprende senza sosta.
Vorrei chiudere gli occhi, riposare un pò e ritornare quella Elizabeth sfrontata, che si getta a capofitto nelle avventure, quelle che ti lasciano con il cuore in gola per l´emozione intensa, non per la paura e la preoccupazione per le vite da salvare: una corsa sullo slittino giù a capofitto dalla montagna, contendersi un salmone con un orso, scalare il Denali, una corsa sulla slitta.

E dimenticare questo guscio di metallo in cui siamo costretti a vivere spalla a spalla, sentire addosso l´odore degli altri attraverso l´aria filtrata dai condotti.
Ed è un malessere strano, che sa di malinconia e di inquietudine, dove mi sento soffocare e l´unica via di fuga è restare chiusa in un alloggio e a volte nella solitudine non basta neppure quello; è quando penso di non avere più una via d´uscita e mi sento soffocare, che arriva la mia boccata di ossigeno: Nathan, il suo profumo, le sue mani e le sue braccia pronte ad accogliermi perchè sono il posto migliore dove vivere.



Data Stellare 19.05.2270

USS GENESIS NCC-1912-A 
Data: 19.5.2270
Infermeria



E´ il cambio turno, ci si saluta, si scambiano informazioni e ci si aggiorna sugli ingressi e dimissioni, parlottii e borbottii a mezza voce, e quelle paure che cerchiamo di tenere sopite.

Ieri sera sul pianeta Kendra, ho aiutato una partoriente ad avere la sua bambina, non che fosse la prima volta.
Ma stavolta è stato diverso, quella donna che doveva essere uno splendore nella bellezza della sua gravidanza era poco più di uno scricciolo, denutrita, con fratture e ferite, eppure chiedeva di salvare la bambina, e nulla per sè.
Ho fatto del mio meglio e spero che la bimba possa aiutarla a superare e dimenticare tutte le sue sofferenze.
Ho cercato di non farmi emotivamente coinvolgere, ma come donna è quanto di più difficile ci sia, abbiamo quella empatia che ci rende speciali e uniche, e non importa a quale razza apparteniamo.

E siamo anche un pò streghe: spesso sappiamo le cose prima ancora che ci vengano dette, piccoli segnali che cogliamo a volte inconsciamente, ma questa è un´altra storia.


Data Stellare 07.05.2270

ALASKA
Data: 7.5.2270
Baita



Sono stata promossa, Tenente JG, Tenente GJ Elizabeth Langley, non suona male dopo tutto.
Però stato divertente, al di sopra delle righe direi, con il Capitano che riceveva messaggi assurdi e lei che rispondeva mantenendo un aplomb invidiabile, insomma sembra che si sia rotto il manicotto del ponte 11 inondando l´alloggio del sottotenente Solomon e della sua compagna, e in contemporanea il dnote del tenente Carter.
Tra rulli di tamburi e imprecazioni, comunque alla fine il Capitano ha trovato anche il tempo di promuovermi.
Chissà alla prossima promozione cosa accadrà? l´Implosione della Genesis?

Ma c´è qualcosa che ancora mi inquieta, la notte i sogni tornano a farmi visita, ma non sono più quelli tranquilli e benefici che il sonno porta, e mi sveglio sussultando nel cuore della notte, svegliando anche Nathan, non voglio andare dal consigliere di bordo, sono un medico, ed anche i turni di notte suonano ormai come una scusa.



Data Stellare 30.04.2270

USS GENESIS NCC-1912-A 
Data: 30.04.2270
Alloggio E4 - Ponte 5



Sono appena tornata in alloggio dopo un turno di notte in infermeria ed ho incrociato Nathan che usciva perchè iniziava il suo.
Un turno che ho richiesto io, scambiandolo con quello di una collega, non avrei comunque preso sonno, quando chiudo gli occhi anche solo per riposarmi rivedo quella scala,  i gradini alle mie spalle che svaniscono man mano che salgo e poi la porta chiusa appena raggiungo la cima, non la apro mai, non l´ho mai fatto, ho lasciato che gli altri lo facessero al posto mio, e forse ...  
E´ stato un turno profiquo nonostante tutto, si è svolta una esercitazione con il Tenente Thart, la prima prova per ottenere il brevetto di medicina d´urgenza: è andata bene, ma può sempre andare meglio.

Poi non c´è stato molto da fare a dire il vero, il solito via vai e il controllo dei pazienti ricoverati. 
L´infermiera Pinkerton si è premurata di portarmi un caffè, ha fatto una piccola deviazione in mensa prima di inizire il suo turno.

Non vedo l´ora di tornare a casa, nella baita con i miei cani e di fare lunghe passeggiate nel bosco, di correre con la slitta e sentire il freddo tagliente sul volto. Anche lì si inizia ad avvertire la primavera, il ghiaccio e la neve si vanno sciogliendo, anche se mucchi accatastati ancora ricoprono la nuda terra e gli alberi. I cuccioli ormai saranno cresciuti e Robert se ne prende cura, mi domando che farei senza di lui, sa come trattare i cani e loro lo seguirebbero in capo al mondo.
Tra qualche giorno mi butterò tutto alle spalle e riprenderò come prima, meglio di prima.

Ma intanto l´abbraccio di Nathan stanotte mi è mancato.

Data Stellare 29.04.2270

USS GENESIS NCC-1912-A 
Data: 29.04.2270
Alloggio E4 - Ponte 5



Il lungo sonno è terminato.
Mi hanno detto che sono rimasta in coma per otto giorni. L´ultima cosa che ricordo è una intensa luce blu, un senso di bruciore al volto e poi il buio.
Ho sognato, la neve, un villaggio, il sole, i rollerblade e poi quell´assurdo gioco dell´oca dove noi eravamo le pedine destinate a raggiungere il centro; e al termine del gioco finalmente il risveglio, nel reparto degenza.
Vicino a me c´era Nathan provato dalla stanchezza e dalla preoccupazione, addormentato sulla sedia vicino al lettino, mi hanno detto che è rimasto con me in ogni istante, e quando mi ha abbracciata e stretta a sé mi sono sentita nuovamente a casa.
Ma quando giunge la notte ho paura ad addormentarmi, ho paura che quel sogno ricominci, ho paura di trovarmi nuovamente dinanzi a quella porta in cima alle scale buie, mi sveglio di soprassalto e ci vuole qualche attimo prima di rendermi conto che sono ancora qui, nel nostro alloggio stretta ancora a Nathan, e solo in quell´istante mi acquieto.
Scambierò qualche turno di notte in infermeria con un collega, fino a quando questo senso di sgomento che mi prende non passerà, non voglio che Nathan si preoccupi ancora di più per me, ma non voglio neppure che pensi che mi sto allontanando da lui. Devo trovare il giusto equilibrio e non sarà facile.

Data Stellare 23.04.2270

Da qualche parte nel tempo e nello spazio

Non so da quanto tempo abbiamo lasciato la Genesis, i ricordi sono confusi, ricordo una intensa luce blu, un calore fastidioso al volto e poi il nulla.
Quando ho ripreso conoscenza mi sono trovata in un luogo che non mi appartiene e con alcuni colleghi.
Anche loro hanno vissuto la mia medesima avventura.
Quanto tempo è già passato? minuti o giorni, o addirittura anni?
Sembra che ci troviamo nella Norvegia del 700 a.c, più precisamente nella regione dell´Østlandet, almeno questo è quello che ci rimandano le scansioni e le ricerche con il tricoder e il dnote, gli unici oggetti della nostra tecnologia che siamo riusciti a portare con noi.
Ci troviamo in un villaggio fatto di capanne, abbiamo conosciuto  quello che sembra il capo dice di chiamarsi Olfir. Con lui  c´erano alcune donne, una l´ho sentita chiamare Astrid. Mi sono avvicinata a lei, ed ho provato a carpirle qualche informazione, sembra ci sia una specie di parità tra maschi e femmine, anche le donne vanno a caccia e quando gli uomini non ci sono si occupano del villaggio. Mi ha fatto un complimento, almeno lo reputo tale: mi ha detto che ho la forza di Freya dentro di me. 
Sembra che Olfir, Astrid e altri villici, stessero tornando da una spedizione portando con loro una piantina di vite dal una terra chiamata Vinland, che sembra corrispondere all´odierna Terranova, nella zona del Canada.
Caspian ha assunto il comando, ha offerto al capo del villaggio il nostro aiuto in cambio dell´ospitalità, se solo avessi portato con me il mio medikit sarebbe tutto più facile, ma non c´è stato il tempo di organizzarsi, nessuno ci ha avvisato di dove saremmo andati e soprattutto se eravamo disposti ad abbandonare la Genesis. Ma non abbiamo avuto scelta.
E in tutto questo è il pensiero di Nathan che non mi dà pace.
Penserà che lo abbia abbandonato anch´io, che me ne sia andata così, senza una spiegazione, senza dargli possibilità di sapere perchè.
Già... perchè?
Da un lato c´è la speranza di vederlo ancora, dall´altra ho il terrore di averlo perso per sempre.
Spero che se ne sia fatta una ragione nel frattempo e che non mi odi troppo, vorrei trovare un modo per raggiungerlo, fargli sapere che sto bene e sapere che anche lui sta bene.
Ed in tutto questo lui rimane la mia forza.
Nessuno di noi però si arrende, abbiamo tutti una immensa voglia di tornare a casa.

Vorrei svegliarmi e scoprire che è stato solo un brutto sogno ...

Data Stellare 20.02.2270

USS GENESIS NCC-1912-A 
Data: 28.11.2269
Alloggio E4 - Ponte 5



Quante cose sono accadute in pochi giorni, quella che doveva essere quasi una vacanza a bordo della Empress of the Sea, una nave da crociera splendida, si è trasformata nel peggiore degli incubi, abbordati da pirati che si sono alla fine impadroniti del Progetto Marconi. Siamo stati sequestrati e imprigionati, feriti e per puro miracolo nessuno ha perso la vita.
Anche Nathan, ho avuto il terrore di perderlo, il sangue è diventato ghiaccio quando l´ho visto a terra privo di sensi e con una ferita alla testa, fortunatamente, si trattava solo una ferita senza danni permanenti.
Finalmente siamo tornati sulla Genesis, a casa, la starnave non ci ha abbandonati, l´equipaggio rimasto a bordo ci ha salvati, ma non c´è stato un attimo di respito, l´infermeria così piena di feriti non l´avevo mai vista, era un delirio, ma bisognava mantenere la calma e il sangue freddo.
Nathan ha lasciato l´infermeria ieri sera e siamo qui nell´alloggio, di nuovo insieme, dopo giorni in cui ci siamo a malapena visti, una doccia insieme, le sue braccia, i suoi baci, la sua pelle contro la mia il cielo sa quanto mi sono mancati.
Ed ora devo tornare da lui, voglio che mi trovi al suo fianco al suo risveglio.