Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
28.3.2271
Ho chiuso anche l´ultima cassa da trasloco, a breve tutto sarà trasportato a Saint Rèmy, me compresa.
Il quadro di Nathan con la donna seduta sulla riva del lago; la croce di Brigit di paglia regalatami da Plom; i regali di matrimonio; il ciondolo a forma di quadrifoglio di Valerie; il ciondolo vulcaniano di buon auspicio di T´Paanik; il cappellino da pilota; i disegni di Armànd e la megabottiglia con l´ecosistema dentro... quante cose sto portando via, quante parti di me porto con me, parti di una storia meravigliosa che si è dipanata per anni.
Ho preferito evitare il calvario dei saluti e degli auguri, più o meno sinceri. Scendo con leggerezza, perchè la vita è leggerezza. Ora avrò tanto da fare, per ritrovare un posto ad ogni cosa.
E poi, con tutta calma, avrò una chiamata da fare. Non ho dimenticato la promessa della dottoressa Rossi "...un posto al Daystrom, quando vuole..." chissà, forse è proprio arrivato quel momento.

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27.3.2271
Avrei preferito che le cose fossero andate diversamente. Sarebbe stato molto meglio salutare tutti, spargere sorrisi, stringere mani, scambiarsi abbracci, magari concederci come ci eravamo proposte un´ultima festa tra ragazze, come facevamo ai tempi di Emily, Julia, Meredith, Shinya e Laura. Era così semplice: bastava vederci tutte in alloggio di Valerie, chi portando dolci, chi alcolici, e si passava la serata tra amiche, confidandoci vecchie storie e nuovi amori.
Dei del cielo, sembra passata una vita.
E invece è andato tutto storto. Valerie se n´è andata su un cargo da trasportatori di pesce in scatola e non ha più fatto ritorno a bordo. Ha lasciato tutto alle spalle, la sua vita, la sua famiglia, la sua carriera. Un taglio, netto.
Ha ritrovato il passato e troncato con il futuro. Ha sempre avuto coraggio, lei. E la mania di salvare tutti.
Credo che ci riuscirà anche stavolta. La conosco, conosco il suo cuore, riuscirà a trasformare persino il Sindacato e otterrà le sue vendette, quelle che con una divisa scomoda e stretta addosso non avrebbe mai potuto ottenere. Sempre lì a stringere i denti e a ripetere sissignore, anche davanti all´evidenza.
No, non era la vita per lei. Credo l´abbia capito in poche ore, forse minuti.
Mi è dispiaciuto solo non riuscire ad abbracciarla per dirle che avevo capito. E che la ritenevo ancora la persona più coraggiosa che avessi mai conosciuto.
Stasera è il mio turno. Dirò a tutti che non ho intenzione di proseguire la mia carriera nella Flotta. Mi dispiace anche per questo: non doveva andare così, non doveva succedere ora. E´ una tempesta perfetta per questo equipaggio, ma a bordo non c´è più Emily o Shinya o Valerie... non c´è più niente che mi lega a loro. Andranno avanti senza di me, nel migliore dei modi.
23.3.2271
Era nell´aria da tempo. Questione di mesi, settimane, forse giorni. E invece è stata soltanto questione di ore.
Ho accolto la notizia con un sospiro di sollievo. Mi guardo intorno e niente di tutto questo mi mancherà.
Sono felice: felice di tornare a casa, una casa vera, fatta di mattoni e vigneti, di albe e tramonti, di primavere e di inverni. Ora potremo davvero immaginare il nostro futuro, senza vincoli, senza limitazioni, senza la paura che la prossima missione ci porti via lontano dallo sguardo reciproco: brinderemo col novello di quest´anno al nostro primo figlio? Sarebbe meraviglioso, ma in fondo non è importante.
Anni fa, ho aperto una parentesi nella mia vita, per rivendicare la mia libertà di essere. Ora la chiudo, per abbracciare la mia libertà di amare.
Manca poco, ancora un poco. Il tempo di salutare i compagni di viaggio.
20.3.2271

Oggi, come un anno fa. Come sempre.
16.3.2271
Non ho idea del motivo per cui hanno preso Lee. Sta di fatto che ci troviamo in una situazione paradossale, forse la prima in cui davvero un intero equipaggio dovrà spendersi per la salvezza di uno.
A ben pensarci, è questo che fa la differenza tra la Flotta stellare e le grandi potenze straniere, al di là del confine. E´ la nostra forza e la nostra debolezza: nessuno di noi è mai abbandonato a se stesso.
9.3.2271
La fine di questa missione in cui, non per la prima volta, mi sono trovata a occupare il posto di comando, è stata un sollievo. Per quanto, come dice Saalem, sia soddisfacente disporre dei modi e dei termini in cui una missione viene compiuta, lo stress correlato è elevatissimo.
Lamentele, contestazioni, dibattiti, discussioni, sono all´ordine del giorno. E nessuno pare avere le orecchie e gli occhi aperti, quando si danno disposizioni. Serpeggia un´ansia sottile di emergere, di avere ragione, di voler decidere le sorti della storia.
Forse sono cambiata negli anni, forse non ricordo nemmeno tutti i dettagli eppure... obbedire è un´arte, al pari di comandare. Io ho saputo obbedire. Non so se saprò mai comandare. Quel che so, è che il risultato non ripaga la fatica.
14.2.2271
Stanotte ho sognato che eravamo a casa. Era una bella mattina di inizio primavera e nell´aria si sentiva il profumo dei panni stesi al sole ad asciugare, i timidi canti dei merli che si inseguivano saltellando in cortile e il ronzio delle prime api, con le ali trasparenti stiracchiate dall´inverno.
Sotto di noi, le colline si dispiegavano a perdita d´occhio: molto più lontano di quanto in effetti siano, a Saint Rémy. Ma Notre Dame de la Guarde, quella c´era, al suo posto, in mezzo ai vigneti.
Eravamo perfetti, eravamo felici.
Mi sono svegliata e tu ancora dormivi. Il ronzio era quello sommesso e neutro del supporto vitale. E il profumo, quello del sapone del Centro Servizi. Ti ho dato un bacio leggero, sulla fronte e hai aperto gli occhi nei miei, sorridendo. Quella luce era la stessa luce che ho visto nel sogno. E´ la più bella che io abbia mai visto, in tutto l´universo.
Non c´è bellezza, non c´è scoperta, meraviglia od orgoglio che valga quella luce.
Credo di aver deciso, in quell´istante, che se gli dei me lo consentiranno, non trascorrerò più di altri dodici mesi a bordo di una nave stellare. C´è una felicità che ci aspetta, a casa, e nessun angolo dell´universo nasconde una ricchezza sufficiente a compensarne il valore. Ti amo, mio dolce amore. Oggi, come un anno fa. Come sempre.
5.2.2271
Ed infine è accaduto: ho lasciato il mio incarico di Caposezione nelle mani del mio successore, il Tenente Saalem.
Mentre lo facevo, mi è tornato in mente il momento in cui ero io al suo posto: il Comandante Forrester, le parole che mi disse e anche quelle che non mi disse. Con lei bastava uno sguardo.
Non ho speso parole in raccomandazioni, suggerimenti, consigli, indicazioni, linee guida. Sono convinta che ciascuno ha il proprio stile di comando, il proprio modo di collaborare con gli altri, di mettere a frutto e valorizzare il contributo di tutti, per quel che ciascuno può dare.
Se c´è qualcosa che questa esperienza mi ha lasciato, è proprio l´aver imparato a conoscere le persone e a capire, in poco tempo, cosa si può chiedere loro e cosa no. Fin dove ci si può spingere e quando è meglio fare un passo indietro.
Sono felice di come è andata. In fondo, tutta la vita di un ufficiale si riassume in questo: cercare nello sguardo dei propri collaboratori quello che un giorno raccoglierà la propria eredità e andrà avanti, per la sua strada, con un bagaglio fatto anche dalle piccole cose che si è stati in grado di lasciargli.
12.1.2271
Buon anno! Che hai nel cassetto per me, 2271?
Sei iniziato più che bene, con una bella festa, tanti amici e il mio splendido marito. Poi hai già preso una strana direzione, tra farmaci antiradiazioni e un olezzo di USS Machiavelli.
Sto lì alla finestra, ad aspettarmeli apparire, da un momento all´altro. Siete sempre voi, vero? SImpatici, a giocare con il subspazio come fareste con un po´ di soldatini e navette per bambini.
Non voglio pensare che quest´anno continui così come è iniziato, no.
Voglio pensare invece che mi riserverà qualche novità: è il momento di prendere il comando di un´unità, come sembra preoccupata di ripetermi sempre Valerie? O è il momento di concepire un figlio tutto nostro? Un figlio che possiamo cullare, crescere, amare davvero?
Non so, 2271, tu che ne pensi?
28.12.2270
Passando per un pianeta inquieto e sommerso d´acqua, eccoci infine giunti alle Feste di fine anno. Un altro anno è trascorso, in viaggio per la galassia, raddrizzando torti e riparando danni. Capita sempre in questo periodo dell´anno di fermarsi a riflettere, guardare indietro per qualche istante, forse persino giudicare se si è speso bene il tempo che ci è stato concesso.
Stavolta non onorerò questa tradizione. Preferisco continuare a guardare avanti. Intorno a me, amici e compagni di viaggio creano legami: nei loro occhi vedo riflessa la stessa felicità che è nei miei. E´ davvero così necessario fare bilanci? La contabilità non è mai stata il mio forte. Credo però che quando si mette sul piatto la felicità, ogni bilancio non può che essere favorevole, ed è l´unica vera ricchezza da cui si può attingere indefinitamente, senza che ne venga mai a mancare.
Sono felice. Ti amo. Vi amo. Sfogliare le pagine del 2271 sarà meraviglioso, insieme.
27.11.2270
Dopo una difficile missione ai margini della Zona Neutrale, siamo tornati sulla Terra giusto il tempo di assaporare un po´ di aria salmastra e rotolarsi sulla sabbia delle Antille francesi, prima di essere letteralmente rapiti dall´Ammiraglio Brighton per un incarico di natura scientifica. Anzi, archeologica.
Passato, presente, futuro, speriamo stavolta non siano intrecciati in modo inconsueto: siamo creature lineari in fondo.
Nonostante il rapimento, ho fatto in tempo a portar via un piccolo souvenir, ripescato da Armànd nell´acqua sotto il nostro bungalow.
Tralasciando la scarsa perizia con la pagaia e il conseguente rischio di annegamento, lo considero un discreto trofeo da aggiungere ai nostri oggetti più cari, in alloggio. Lo scaffale dei souvenir si sta riempiendo man mano con i nostri ricordi più belli. Li amo tutti, sono tracce della nostra storia, della nostra felicità. Chissà se anche sul pianeta dove stiamo andando, Glarras, troveremo qualcosa da aggiungere alla collezione...
5.11.2270
L´ultimo mese è corso via, inseguendo eventi molto strani, molti dei quali credo di non aver compreso fino in fondo.
Mi sta succedendo sempre più spesso, di non riuscire ad afferrare completamente il senso di quel che accade, forse sto cominciando a invecchiare. Questa vita, in fondo, logora in fretta.
Mi hanno assegnato una giovane attendente. Magari, togliendomi un po´ di lavoro ordinario dalle spalle, forse riuscirò ad avere più tempo per approfondire e tornare a studiare. Ammetto che mi piacerebbe. Un posto al Daystrom comincia ad essere una prospettiva decisamente accattivante.