Il diario personale di Julia Jones, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
Per tutti i giri che ha fatto l'universo, questo forse è uno dei più assurdi.
Il conclave in camera caritatis con quelle minacce velate, efficacissime, e quella scuola a cui sarò sempre grata almeno quanto sono grata alla taiga ed alla tundra per avermi reso chi sono.
Quelle iniezioni di fiducia, per chi non si sente qualificato, ma chi ti sta davanti ti dice che le grandi imprese della storia della Federazione sono state fatte da persone non scelte perchè fossero pronte, ma pronte perchè erano state scelte.
Come per una sciata. E chi se la dimentica.
Forse l'unica per cui ho provato paura. Il Capo, il primo Capo, è tornata. Con un colore diverso.
Perchè se c'è una cosa che l'universo ti insegna è che tutto cambia, velocissimamente. Lei in giallo ed io una burocrate a capo di una divisione di cui non capisco più dei due terzi del lavoro. E studiare, studiare studiare...
Oddio, forse metà non capisco, qualcosa ho recuperato in questi mesi.
It has been a long journey. And, what a journey... eh?
Quando mi ripetevo che dovevo mettermi a studiare, sicuramente pensavo all´abilitazione. E invece, plot twist. Tornano i numeri, le strutture, quella tecnica che spesso in accademia lasciavo un po´ da parte.
Del resto la natura è un ciclo e questo è soltanto il prossimo passaggio.
Lascio, però, la sezione in mani eccellenti. Dal nuovo responsabile, Alexander, a Peter... e gli altri.
Non so se potrò smettere di vestire i panni della vecchia nonna bisbetica di questa sigla, quantomeno con tutti quei mocciosi.
Ma so, nel mio piccolo, di aver dato un contributo. Un bel pezzo della mia vita da adulta, lontano dalle tracce sporche dei sentieri. E questo è impagabile. E chissà, se un giorno, sarò io a portarmi un pezzetto di stelle tra gli alberi, e non il contrario.
Le solite chiacchiere.
I mocciosi e le loro scaramanzie, tutto l´autunno.
Secondo i cicli, siamo al picco dell´attività solare. La Dama starà dando il meglio di sè, sopra le lunghe notti invernali del grande bianco nord. Un dono meraviglioso.
Chissà se in una qualche linea temporale ci sono anche io, con la mia toque infilata sulla testa ed una chestnut ale.
I´m Canadian, remember? We celebrate thanksgiving in October.
Prima Hecat, adesso T´Paanik.
Non so se è questa porzione di spazio.
Prima i lavativi che pensano di essere in crociera, ma quelli li sistemi facilmente, in fin dei conti.
E poi, la solita costante che ormai credo accompagnerà tutta la mia strada in flotta. Proprio non riescono a non mettersi al di sopra, soltanto perchè dicono di aver "studiato" più di noi.
Prima la muffa, poi qualche salto nel vuoto, poi implicazioni etiche, i soliti giudizi a monte, e adesso anche rilievi etico-legali.
Davvero non li capisco. Sono dieci anni che non li capisco. Puntualissimi a sminuire il lavoro degli altri, tanto loro sono superiori, almeno fino a quando non c´è da sporcarsi le mani. Chissà se lo fanno di proposito a venire tutti qui. Non Forester e pochi altri, ma sono passati eoni.
E forse il fatto che ci fosse il capitano è stato un bene. Con questi bracciali ai polsi, si che due schiaffoni avrebbero un bel peso. Ma come ogni volta, dovrò stare in equilibrio su questi scambi di vedute estremamente irritanti.
Dovrei sentirmi in colpa perchè Whitehall mi ha divertita? Non credo proprio.
Finché riesco, come ha chiesto il capo, acqua sul fuoco.
Finché non diventerà un whiskey.
Un whiskey in una gelida cittadina continentale, all´alba della stagione delle aurore, senza sofisti. Ero ricca e lo sapevo, lo sapevo benissimo.
Primo giorno d´autunno.
Al focolare, con una tazza fumante.
Dark skies blended in colours.
Ed io quassù.
Non dovrebbe esserci spazio per certe cose.
In fondo, è solo una nave.
E stavolta non l’hai vista esplodere.
Già. Non dovrebbe.
In fondo, quel borsone non è mai stato svuotato del tutto per davvero.
Ed il Valzer dei trasferimenti, mai stata brava a ballare.
In genere a questa nave è impossibile dire addio, viste le onde della marea che ci riportano di nuovo qui, sempre. Ed il nome ci ha seguiti, non a tutti.
Forse era il momento di cambiare, non ha portato benissimo negli ultimi anni.
Devo mettermi a studiare…
Il che fa di me una specie di nonna di questa unità.
L´ho detto davvero. Momento solenne, eppure a me il protocollo non è mai piaciuto.
Meritatamente.
Ma sono anni, su anni. E mentre si affoga nella procedura, la natura si risveglia in queste settimane.
Potessi... ma no. Certe condanne sono ben peggiori. Più della stupidità persistente e della spocchia, che l´universo ci regala a palate. Ma di mio fratello, neanche un segno, se non una traccia in quel maledetto ruolino.
E qui, paradossalmente, nel freddo, non sono sola.
Fattore 1. L´ultima volta ero indietro, ed indossavo una mimetica. Pazzesco, davvero.
Perchè questo è quel che fanno le nonne, ricordano.
Chissà se sulla prossima nave, nella prossima installazione o chissà in qualche altro buco, finiremo di incrociare gente che prova ad insegnarti la vita solo perchè ha un titolo di studio più complesso del tuo.
E la diplomazia ed i sorrisi non sono infiniti. Che fastidio questi bracciali argentati.
Ho memoria, ancora, del momento in cui firmai la domanda e del momento in cui varcai le porte dell´Accademia.
Nove lunghi anni. Probabilmente non avrei scommesso un credito, anche perchè non l´ho mai cercato, in tutta onestà.
Effetto Genesis lo chiamavano, la velocità con cui il turbine ti tira addosso le responsabilità man mano che l´argento sui tuoi polsi aumenta. Lo rifarei? Non so. Costa molto.
Per anni ho schivato, confondendomi nella mischia. Ed in questo istante, hanno giocato scorretto. Hanno fatto in modo che non potessi dire neanche una parola. Perchè quello è stato, mi è mancato il fiato, per come è andata.
E´ stato bellissimo.
E siamo al sicuro, con lei e T´Paanik.
Ma ora?
Dietro le quinte, che ne è del crisma dell´ufficiale perfetto? Dovrò mettermi a studiare, a queste quote, ci si mangiano vive. E non sono l´unica per fortuna a non fidarsi di alcune circostanze.
Solo una battaglia.
It´s a long way to Tipperary, recitava una vecchia canzone.
Nel vuoto cosmico non c´è aria, eppure... ci sono modi e modi di manifestarsi, dei venti. Inseguiti, cercati, vele spiegate e piccole bandiere.
Eppure, nel vorticoso e roteante cambiamento. Un faro, sembra.
Presente.
Her.
Questa è una dichiarazione di guerra.
E guerra sia. Screw you all.
Happy thanksgiving.
Se non altro, non è un buco pieno di caldo e sabbia.
Un altro attentato, sempre all´Accademia.
Uno dei posti dove ho avuto la fugace sensazione di sentirmi a casa, con appartenenza.
Mettiamoci anche la questione di Risa e quella pazza che è riuscita a farci fare la figura degli idioti, pur non avendo potuto fare nulla più di quanto fatto.
Mala tempora currunt.
Forse è il caso di darsi una svegliata e smettere di rincorrere astrazioni a volte pericolose.
Puntuali come un orologio a cucù.
Prima Risa, il caldo maledetto e quell´appestante giudizio continuo.
Adesso l´assassino che ci prende per il culo.
E guerra sia.
Dopo un anno da dispersi quello che ci voleva era proprio un posto caldo, sporco e pieno di gente appiccicosa che ti appesta con la sua felicità.
Più le arroganze assortite di sedicenti cuordileone che probabilmente aspettano solo che mi salti qualche rotella.
Ho bisogno di laghi, di focolari al rame.
Still waiting for the snow to fall…
Non sono mai stata così tanto attaccata alla vita.
Chissà, se in fondo a tutto questo, torneranno i prati.
Un cerchio di pietre, braci di terra e di capelli, le alci che apprezzano il profumo della libertà d´aria e le carovane degli orsi che corrono attraversando i torrenti.
Non vi illudete.
Ma non è stata un´illusione a portarci fin qui, dopo decenni di scatole di latta volante? Quello che pensavano nell´Apollo 13?
Non lo so. But...
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In luogo imprecisato, mi hanno derubata dell´ennesima festa.
Barili, trecce bruciate in radica ramata, lei.
Ho smesso di contare le festività perdute. Possiamo solo decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso.
Ma il tempo, quaggiù, ha ancora un senso?
Aggiornamento:
E ovviamente, il pianeta desertico. Maledetti.
Starfleet, Once again.
All right, then. Keep your fuckin´ secrets.
Her <3
Happy birthday, Queen Victoria.
Wherever you are.

Una classe di stelle senza nome, un pianeta mai calpestato prima.
Ha ragione Akar, per quanto ogni tanto abbia delle uscite da garberator. Secondo me ha ascendenti francofoni.
Da intitolare e catalogare. Che regali che fa l´universo, per chi ha facoltà di classificare.
Un´idea ce l´avrei, dorme accanto a me, ormai da un po´. Marsupialmente, regale, mia.
She, Queen of the Kings.
Una nuova normalità, maybe.
Fatta di caldi Kunik, protocolli da marsupiale, campi e aurore ricostruite.
Per quale parallelo passa l´idea di casa? Oggi, al 52esimo.
Io che guardo a sud, o all’altro lato di queste pareti. Tutto vero, computer (:
Al netto dei soliti circhi.
Ma i colori sono su. Giallo, rame ed un pallore nobiliare.
Notte dopo notte, mescolando respiri.
Che lei piaccia è naturale, lo capisco (anche se capisco anche Carboni che debba trattenersi dall´alzare le mani) data la meraviglia che porta con sè ogni giorno.
Custodendo ogni secondo, personalissimo.
Mia.
Tuttavia, staccando il cuore da alcune dinamiche che il personale da sempre si tramanda di ponte in ponte, questo clima da circo equestre, che mi ricorda quell´ondata sciagurata di allievi risalente alla scoperta di Gibilterra, non è tollerabile.
Una piccolezza forse, per quanto sia di uno squallore disarmante... doveva rimanere di sotto.
Cioè, non sono manco furbi.
Chi di noi sarà la prossima ad essere messa così in ridicolo?
Da oggi vige la legge marziale, e la legge marziale sono io. L´orsa è viva, ed è incazzata.
Divide et impera.
L’orso, come tutte le cose belle, non conosce confini o nazioni: ha dato i nomi alle stelle... Orsa Maggiore, Orsa Minore e dorme con i nostri figli, sotto forma di peluche.
E poi ci sono io. E le farfalle, tante.
Oh, al diavolo. Quello che succede, succede.
Male per la bestia che elude i sensori invece.
Un’adolescente. Inaccettabile.
Credo di essere cotta.
"Capo, ultimamente sorride più del solito".
Si dice che il minimo battito d´ali di una farfalla in Olanda sia in grado di provocare un sorriso dall´altra parte della galassia.
Forse si dice il vero. Che sia così palese non è entusiasmante, but... that´s it.
Di contro, probabilmente un provvedimento amministrativo può provocare un uragano, quello si. Ma di bestemmie.
SUPPLEMENTO
Non so quale follia li abbia condotti a tutto questo. Non so perchè io, che non so neanche tenere a freno il nervoso, davanti a quelle giacche verdi. Una foglia in balia delle distanze, dei venti cosmici.
E poi finisco a prendere appunti in un bagno, per scaricare l´energia di un megatone. Io, Maxime, un bicchiere.
E le maledette farfalle.
Se mi pesca un betazoide sono finita.
Ma mentre mi acconciava i capelli, sono stata anche felice, in questo limbo emozionale lontano lontano da tutto.
Non so perchè l´ho fatto. Forse perchè sì.
Esco. Non è cortese farla attendere.
Ciao, appunti.