Il diario personale di Alexander Dormer, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
La missione procede più lentamente del previsto.
Continuo con le uscite solitarie per monitorare i paraggi del nostro Hotel per verificare di non essere controllati. Passo le giornate a entrare e uscire, doccia e cambi di abiti per non dare nell'occhio e mimetizzarmi con la fauna locale.
I rapporti con la squadra procedono abbastanza bene. Dobbiamo mantenere la soglia di attenzione alta perché in alcuni c'è la tendenza a voler intervenire eccessivamente e troppo impulsivamente, ma nel complesso non ho critiche particolari .
Come tutte le installazioni di questo genere, c'è un'altissima presenza di feccia.
Ieri sera abbiamo assistito ad un allenamento all'Arena e uno dei partecipanti era uno dei nostri obbiettivi.
Alcuni loro atteggiamenti mi fanno pensare a incontri chiaramente pilotati e truccati. Immagino avrò una idea più chiara durante l'incontro.
Missione sotto copertura.
Poche informazioni, una base pare gestita dai Ferenghi e un dispositivo da recuperare sotto il naso dei klingon usando armi aliene di ignota provenienza e fin troppo potenti per il nostro personale.
Il Primo Ufficiale Tattico mi ha fornito alcune indicazioni, è stranamente serena, quasi impaziente di partecipare a questa missione, e la cosa mi fa stare ancora meno tranquillo.
Nei brevi breafing pre missione avvenuti si intravede l'inesperienza del personale; il focus è improntato sull' inventarsi personaggi variopinti dalle storie difficili da sostenere piuttosto che focalizzarsi sulla pericolosità dei klingon e dei frequentatori della stazione.
Dividersi in squadre piccole è l'approccio migliore per affrontare questa missione, ma data la poca esperienza è anche il pericolo maggiore
Non sono nel mio momento migliore per affrontare missioni, ne per gestire le continue polemiche di qualche collega...men che meno le battute del personale in formazione e dei guardiamarina freschi di nomina.
Siamo una squadra in missione operativa non un gruppetto di buoni samaritani dove è richiesto il continuo intervento di un pacere esterno.
Sono partito senza poter salutare Michael, non come si deve, e la cosa non mi fa stare tranquillo....
La fermata sulla 105 mi consente di frequentare l'HUB, la sala operativa locale intelligence, così da avere aggiornamenti in tempo reale sullo status.
Lavorare mi tiene impegnato così ho meno tempo di pensare.
Pensare mi fa preoccupare. La verità è che sono molto preoccupato. Mi fido di quello che mi ha detto Michael , che per lui sono casa e che mi ama.
Ma io sto in pensiero. Qualcosa non va, qualcosa non torna, ma non vuole parlarne.
E io sono terribilmente in pensiero
Siamo fermi alla 105.
Ho trovato il modo di incontrare un paio di fonti che sono di istanza qui, cosi da avere qualche aggiornamento su un paio di situazioni che stiamo monitorando.
A bordo sono tutti decisamente distratti.
Molti sono presi dal torneo che si sta svolgendo, dove la nostra Catherine si sta distinguendo.
Qualcuno, tendenzialmente i soliti nomi noti, distratti dal mezzo sorriso di qualche cadetto neoimbarcato, che si traduce in solite stantie frasi preconfezionate ripetute al bar e qualche ammiccamento in plancia o nelle riunioni. Sempre le stesse frasi, dalle stesse persone , gli stessi ammiccamenti che vedo da anni. Nulla degno di menzione. Tutti pare abbiano scordato la verifica interna svolta da Michael; tanto meglio. Tanto nulla potremmo fare o dire per controvertirne eventuali sviluppi.
Michael non sono più in grado di decifrarlo.
Esco che dorme, torno che dorme.
Lo cerco per pranzare, per cenare, per allenarci o per passare qualche ora insieme e non ho risposta quasi mai.
Posso intuire che questo suo cambio di registro sia correlato alla mia proposta. Mi aveva dato l'impressione di esserne felice; la concomitanza con cui improvvisamente si è allontanato e si è spento , mi lascia intendere che forse la risposta non è così lontana.
Al momento non sto insistendo né lo sto pressando. Arrivera' il momento in cui si sentirà di dirmi qualcosa.
In fondo era ciò che inconsciamente mi aspettavo, il riproporsi ciclicamante della storia della mia vita; quando qualcosa diventa veramente importante, mi sfugge.
Sono consapevole del periodo non semplice che sto attraversando, probabilmente questo stato si intravede anche nella normale attività di bordo.
Il Primo Ufficiale è nervoso e rimarca anche le ovvietà che prima non avrebbe rimarcato.
L'ammiraglio Hecat invece non perde occasione per trattarci come poppanti e sminuire il nostro lavoro.
Ma non posso fingere che non abbia anche attenuanti ai suoi modi.
Il nostro comportamento lascia sempre margine ad appunti; ordini diretti che vengono recepiti e obiettati come fosse una votazione, e non una disposizione, oppure discussioni che prendono troppo spesso una deriva clownesca.
La piu assurda che ho sentito ultimamente è un cadetto che fa notare all'ammiraglio che il menù di bordo andrebbe migliorato.
Diamine... probabilmente ha anche ragione, ma non li , non in quel momento, non con l'Ammiraglio.
Io stesso ieri ho dovuto alzare la voce al bar contro due ufficiali in atteggiamento prossimo ad una lite.
Non amo alzare il tono, ma gli ufficiali non devono farsi vedere in pubblico pronti a mettersi le mani addosso; meglio la palestra per quello.
Mi ha sollevato vedere Peter stemperare subito la questione , normalizzando i toni.
Diversa è la questione con Akar, e quella invece è la normalità.
Arrivato al bar innervosito dagli ordini dell' ammiraglio. Ha aperto una discussione sul perche' nessuno avesse obbiettato alle disposizioni argomentando; peccato lo scienziato sia lui. Lui avrebbe dovuto produrre argomenti di persuasione , ammesso fossero serviti, cosa che dubito.
Pretende rispetto, educazione e collaborazione; ovviamente non ne dà mai. Ho annuito agli ordini, sa benissimo cosa penso della scoperta quindi sono totalmente d'accordo, nella sua visione mi accusa invece di aver esultato a quella decisione. Esultato ....io non esulto.
un nobile non esulta mai.
Diamine se sapesse le sole cose per cui potrei esultare..... è troppo troglodita per capire.
Ovviamente le sue parole sono state allusioni alla poca stima nei nostri e nei miei confronti, cosa che ormai per me ha un peso quasi vicino allo zero.
Come se a me fragasse qualcosa del marchingegno.
Per me quella cosa conta esattamente come i vetrini con gli sputacchi con cui lui amoreggia in laboratorio tutti i giorni. Zero. Ma io faccio un altro lavoro; penso avanti di qualche anno, e se loro, come scienziati, non hanno idea di come procedere e gestire certe scoperte..beh...nel mio mondo abbiamo due opzioni, o finiscono in mano a qualche settore specifico che ne amplia le potenzialità a scopo di futura difesa della Federazione, o la facciamo sparire così che nessuno se ne avvantaggi.
Questo è, questo deve essere e questo sarà perché il Comando così ha deciso.
Piagnucolare e picchiare i piedi non cambierà gli ordini, ne la sua visione fanciullesca della Flotta, che rimane un posto da adulti e non di poppanti frignanti.
Parlare con Peter
Ieri c'era qualcosa che ci è sfuggito, complice il periodo e la serata non semplice.
Michael
Ieri aveva iniziato un discorso strano sul luogo delle nozze.
Mi ha chiamato il primo ufficiale e ho troncato....
Non ho capito se mi voleva prendere in giro o se faceva sul serio.
Ancora fatico a credere faccia sul serio, pensi a un noi così a lungo termine.
Perché dovrebbe volerlo fare.... davvero prova quello che mostra per me? Davvero prova seriamente quello che sento io per lui? Io sono un pessimo orso e un pessimo partito. Al suo posto non mi vorrei nemmeno io; perché lui si?
La reticenza innesca in me l'istinto che mi ha contraddistinto negli anni nella polizia metropolitana di londra.
L'istinto di agguantare le carotidi della mia controparte con la mascella e non mollarla fino ad aver avuto le risposte che voglio.
In questo frangente non posso.
Non c'è un reato, non c'è un sospettato, non c'è nemmeno una indagine. Ma le risposte vaghe, la finta amnesia, le frasi preconfezionate, mi hanno risvegliato l'istinto. Non è stato piacevole, ne tantomeno istruttivo. Dal personale in servizio ci si aspetta almeno che prenda decisioni consapevoli; consapevoli e spiegabili. Possono anche essere errate, ma almeno sapere perché abbiamo deciso in un senso o in un'altro; spiegare cosa abbiamo fatto , detto, e perché.
Qualcosa ha smosso gli affari interni. Una voce, una mezza parola detta nel posto sbagliato.
Ho visionato le registrazioni dei sensori interni, anzi, le abbiamo visionate, e forse non c'è nulla di legalmente rilevante.
Non direttamente almeno.
Però qui gli affari interni hanno il volto del mio futuro marito. Un volto che conosco nel suo focalizzarsi su un punto preciso. Quella espressione è la stessa che avevo io quando indagavo per la polizia metropolitana; o quando sto montando un caso, o indagando nei meandri dei segreti dei servizi federali.
Qualcosa non lo convince. Ha subodorato una situazione.
Se chiedessi mi racconterebbe probabilmente. Perché in alloggio siamo noi, non due incarichi.
Ma non voglio farlo. Forse le sue attenzioni sono verso un operatore della mia sezione, e il conflitto di interesse potrebbe vanificare eventuali sue azioni legali o mettere in discussione il nostro operato.
Vedo che sorride, mi sorride, cerca forse di non darlo a vedere, ma qualcosa c'è. Nei suoi occhi riconosco lo sguardo del predatore che ha sentito odore di sangue...magari sbaglio, ma non sbaglio.
Gli abbiamo fornito il fianco. La nostra difficoltà a rispondere con chiarezza ha acceso qualcosa, oppure ha dato conferma a un sospetto.
Non posso farmi coinvolgere. Qui siamo una famiglia ma fuori abbiamo un incarico preciso.
Devono tutti collaborare. Null'altro.
Fatico a fingere di essere sereno
Stallo,e' l'unica cosa che sto cercando di evitare, lo stallo.
Lo scontro con Quinn e il suo Capitano e' stato inevitabile. Non accettano il nostro cercare di avere informazioni sulla loro presenza e sull'attacco subito.
Ho scritto a deimos; giustifica il marito dicendo che e' schiacciato dal peso della situazione, dal rancore per i morti subiti..ma e' sicuro della sua fedelta' alla federazione.
Possiamo permetterci di ricevere ordini da persone coinvolte personalmente a tal punto? Probabilmente la risposta e' semplice, tanto semplice da creare una situazione di stallo.
Ho qualche domanda per Lei; forse accettera' di vedermi cosi presto, nell'ombra di qualche altra stiva.
Siamo sul filo dell'insubordinazione. Siamo sul filo di una perizia psichiatrica, siamo sul filo di un disastro annunciato, e il mio primo compito e' evitare che a bordo si creino situazioni ingestibili.
Chi l'avrebbe mai detto, io che sono sempre scattato alla prima discussione, mi trovo a dover fare da cuscinetto per evitare sconfinamenti. Avevano ragione il Comandante Altman e il Comandante Jones, il nuovo incarico ti porta a nuove responsabilita' e a nuove dinamiche.
Mente sopraffina e classe indiscutibile.
Mi ha raggiunto , discretamente , avendo scoperto che ne seguivo le tracce.
Mi ha fornito alcune risposte e alcuni spunti, ovviamente solo quelli che sicuramente le ha fatto comodo fornirmi.
Posso comprendere certe decisioni e ne rispetto gli obbiettivi finali.
Rispetterò la riservatezza che mi è stata chiesta, ho barattato in cambio la cortesia di poterla reincontrare al bisogno così da poter scambiare qualche altra informazione, unito ovviamente al piacere di poterle parlare ancora.