Il diario personale di Alexander Dormer, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
*Diario annotate su un note fisico non collegato alla
rete e salvato in memoria interna*
Un guardiamarina, laty Larson. Mai vista. Mai incrociata. Il profilo che avevo in mente non è poi così lontano dalla realtà. Donna abbastanza minuta e carina; una mente fredda , distaccata ma determinata e autoritaria. Conduce il gioco da come vuole e con i suoi tempi. Sa aspettare il momento per assaporare in pieno il frutto del suo lavoro.
Pare il suo obbiettivo sia io...forse non quello finale, ma l´interesse momentaneo. Si è interessata alla Jones perché a me vicina; ha minacciato John per spingermi ad arrestarla rapidamente. Mi ha donato una regina bianca, un pezzo degli scacchi, la sua prossima mossa.
Il capitano? Un alto ufficiale?
Perché questa fretta di farsi arrestare? Gioca da mesi, molti mesi, ora in poche ore si costituisce e non capisco.
Occhi ancora più aperti.
Prestare attenzione a John.
Prestare attenzione alla Jones.
Prestare attenzione in sezione, bandite le leggerezze e le parole dette a vanvera.
Prestare attenzione a tutto. Se si è costituita è solo perché la prossima mossa sarà devastante, e vuole godersela in prima linea.
I dati sono ormai compromessi, la rete informatica violata e i sensori andati.
Continua a dimostrarci che può fare quello che vuole. Modificare registri, cancellare dati, teletrasportarsi dove vuole per poi cancellarne ogni traccia, compresi i filmati della sicurezza...anzi, li modifica mostrandoci quelli di 3 giorni prima.
Ho predisposto una zona Franca in sala riunioni. una unità di crisi specifica per le indagini scollegata da tutto e presidiata. Ho riprogrammato sensori e sorveglianza delle zone sensibili , come suggerito dal capo, scollegati dalla rete e che salvano i dati su supporti fisici locali, da scaricare fisicamente 2 volte al giorno. Per motivi di sicurezza questo non viene menzionato in nessun rapporto, lo sappiamo solo noi due.
Le indagini proseguono, sto sentendo qualche sospetto, con non poche difficoltà. La prima, i colleghi. Minimizzano il clima di tensione e insicurezza che cerco di insinuare nella testa delle persone....lo fanno chiedendo di poter fare domande ai sospetti, poi rivelano loro ipotesi investigative, offrono bibite e mi riprendono dicendomi davanti a loro che non devo esagerare per non farli innervosire.....
Innervosire....si devono pisciare sotto,.altro che innervosire.
Da ora si cambia strategia
Ho incrociato John.
Si è offerto per aiutare attivamente....gli ho chiesto di spiegare all´equipaggio i fatti. La sua diplomazia e il suo incarico ne fanno una carta vincente, l´equipaggio lo ascolta.
Ogni volta è un tuffo al cuore, si...ma adesso ho altro in testa.
Siamo noi nel suo mirino. La Jones, ora io, forse entrambi o uno solo di noi. Ci siamo detti di viaggiare armati sempre, phaser nascosto, ma sempre addosso. Una mente così fina non penso si sporcherebbe le mani in modo così diretto, deduco lo troverebbe troppo animalesco, poco elegante , ma tant´è. Non ha senso rischiare.
Omicidio.
Non un incidente ne un caduto in servizio sotto il fuoco nemico.
Un crimine studiato minuziosamente.
Ci sarà voluto molto tempo. Una mente complessa sicuramente; calma, ponderata e riflessiva.
Ha iniziato a giocare con noi molti mesi fa. Ci ha testati, messi alla prova e studiati.
Forse sarebbe più corretto usare il singolare.
Ormai ho sempre più la convinzione di essere io il topolino con cui gioca.
Mi sento in difetto, certo, in colpa.
Non per la mia incolumità come pensa leland, ma per quella degli altri. Ignari che pagano un conto non loro. Leland spera fiducioso in un errore da poter sfruttare.
Io vorrei essere fiducioso come Leland, ma segui questo caso da mesi, troppi mesi, e da un presunto stalker siamo arrivati a un probabile omicida.
Una nottata di campeggio in spiaggia ci voleva.
Aria fresca, mare tiepido, luna piena , la promessa di alcol e grigliata.
Due corpi che si conoscono da tempo. Amici....e qualcosa in più che amici, che stanno insieme.
La grigliata e l´alcol sono venuti dopo. Non ho resistito. Avevo bisogno di scaricare...di stare insieme, mi serviva.
Credo c´entri John e l´incontro casuale al bar.
Le sue scuse per come sono andate le cose tra noi, il suo ricordarmi che tiene a me....
Ho lasciato correre. Ho interpretato il ruolo dell´uomo che ormai ha lasciato tutto in un´altra quadrante. La verità è che io e John ci siamo innamorati qui...a san Francisco, in spiaggia. Difficile lasciare la fiammata partita qui, in un´altro quadrante. Sentirgli dire che gli dispiace e si sente colpevole mi ha fatto solo male...ho finto, ma mi ha fatto male. Fosse davvero come dice non avrebbe girato i tacchi.
In ogni caso ora è tardi. Il mio orgoglio non concederebbe comunque altre chance. La fiducia si conquista e si mantiene. Deimos nei pochi mesi insieme ha meritato molto di più la mia stima. È Sempre stato sincero, mai una sbavatura.
Leland. Sono più le volte che gli spaccherei il muso a pedate ma.....quando stiamo insieme, quando mi abbraccia, quando facciamo sesso e si leva quella maschera da guerrafondaio senza regole, è speciale. Succede di rado, ma è speciale e.....
Risa è immutabile. Corpi lucidi odoranti di oli profumati e creme solari. Volti ammiccanti che sovrastano fisici statuari e accondiscendenti.
Non mi dispiace, preso nella giusta misura.
Ho passato un paio di serate interessanti, molto interessanti, ma poco utili.
Passato il divertimento e la normale euforia post sesso, mi sono trovato a pensare a John, e in rapida sequenza a Deimos.
Poi ancora a loro due, John, Deimos....
Ho scritto ai miei, andrò presto a casa.
Ho scritto a Deimos....mi manca parecchio, forse troppo, e mi sento molto legato a lui.
Ho scritto a John , non ho modo di parlargli da molto. Dopo il suo tradimento , le cose parevano migliorate,migliorate parecchio. Per come sono andate le cose probabilmente sbagliavo.
In ogni caso è e rimane un capitolo importante di me, non vorrei andare senza averlo salutato come merita.
Il lavoro è un´altra storia. Troppe valutazioni da fare quando si è su Risa; e su Risa è difficile essere concentrati... è come un immenso bancone di macelleria.
Sgoccioli.
Un modo di dire terrestre del ventesimo secolo, dovrebbe significare che manca poco.
Casa, cavalli, famiglia, ....promesse disattese sogni infranti e sentimenti calpestati. Ovviamente parlo di me. Ero convinto di fare la differenza qui. Mi sono imbarcato per quello. A parte le parole di conforto del mio capo, apprezzate ma non realistiche, non ho avuto mai riscontri reali. Del resto, la mia carriera parla da sé.
Sentimenti devastati. Innamorato di qualcuno in cui ho riversato molte aspettative....troppe.
Infine legato a Deimos; molto legato a Deimos. Ma non potrò mai averlo davvero ..o forse, non come lo vorrei.
Restare...il mio orgoglio borioso tipico del medio nobile inglese mi indurrebbe a non gettare la spugna. Mai. Non resistiamo da molti secoli, non molliamo.
Ma il mio posto non è qui. Non sono mai stato uno di loro, e non hanno mai mancato di farmelo notare fin dal primo giorno.
Chissà....forse stavolta tornerò a casa davvero.
Tutti i programmi che avevo fino a qualche mese fa, sono saltati.
Presentare John ai miei, a mia madre soprattutto...portarlo dai miei cavalli, sposarlo.
Tutto andato in malora.
Torneremo forse. Dovrò decidere cosa fare professionalmente, qui sono relegato ad una posizione da gregario e tra colleghi che non nutrono fiducia in cio che faccio e come lo faccio.
E poi farmi da parte con Deimos. Ha altro, non ne faccio parte e ne ero consapevole fin dall´inizio.
Tornare in polizia a Londra; le mie serate tra locali, balli alcol e incontri occasionali.
Ma non so se ora voglio tornare a quello .
Decisioni
Siamo in Rotta per la base.
Un paio di seratine alternative alla bettola mi sono necessarie.
Ho interrotto deimos mentre si allenava. Ero in uno di quei momenti in cui mi serviva un sorriso da qualcuno a cui voglio bene.
Il sorriso è arrivato.
Ci siamo incrociati poi a fine turno al bar. Dovevo parlare con il barman , ma ho dovuto rimandare. Il Tenente Acker era al bancone, e probabilmente avrebbe riattaccato con la Pantomima che non si fida di me, di ciò che faccio e del come lo faccio; già lo vedevo a chiedermi il note per leggere cosa mi stavo annotando o a incalzarmi per dirgli immediatamente cosa mi stesse confidando il barman e perché lo stesse confidando a me .
Forse non gli è chiaro che sto sulle mie per evitare attriti in sezione e per evitare di stenderlo.
Difficile ormai nascondere la situazione che sto vivendo. Superiori che mi reputano un coglione immaturo e senza nerbo, che mi incalzano per farsi aggredire.
Superiori che contano molto più di me e godono di reputazione più radicata. Non ho margine.
Posso solo cercare di reprimere l´istinto di rompergli quel naso da ragazzetto frignante in cerca di caramelle.
Mi è sfuggito qualcosa con Deimos, na non sono sceso in particolari, provo disagio e.... si, vergogna , per la situazione attuale, e non voglio caricarlo anche di queste cose.
Dopo il giro sensori sono andato da lui, e mi sono fermato per la notte.
Dice che anche lui tiene molto a me. In fondo penso sia vero. Sto cercando di mantenere un minimo di distanza ma non penso di riuscirci. Abbiamo un ottimo incastro, sia sessuale che caratteriale. Insieme stiamo bene e sappiamo entrambi che provo qualcosa ma....forse prima o poi torneremo a casa, e per me non sarà semplice.
Notte intensa. Graffi sulla schiena e sul collo, ma anche Momenti di affetto vero, vicinanza e supporto.
Non dovrei chiedere altro
Uno strizzacervelli.
Qui serve a tutti uno strizzacervelli.
A parte che devo contattarla per programmare la valutazione psicologica per il brevetto , ma qui a qualcuno serve davvero.
Ieri il Tenente Acker mi ha praticamente accusato di essere un Coglione, poppante e incapace.
Perché? Non ci è dato sapere.
Mi ha raggiunto al bar chiedendomi perché in plancia stessi usando il note alle sue spalle, e cosa stessi scrivendo.
Gli ho risposto che eravamo in allarme giallo e stavano provando un dispositivo elettronico nuovo di dubbia validità, stavo monitorando il flusso dati della rete informatica e sulla integrità di sicurezza della rete. La risposta non lo ha convinto; si è alterato e ha chiesto di vedere questi dati sul note.
Ma nemmeno quello ha sedato il suo nervosismo; ha inveito che non capiva perché non ero alla consolle; inutile spiegargli che al mio arrivo c´era già lui, ha molta più esperienza di me e la consolle della sicurezza è una, nulla. A suo dire mento e non ho gli attributi per dire la verità.
Quale verità ? Non lo sappiamo.
Dice di essere pronto ad esplodere e aspetta impaziente il primo coglione capace di attivarlo per stenderlo....secondo la sua colorita visione, in quel momento, ero io.
Mi sono fatto ridare il note su cui stavo lavorando e non ho raccolto. In effetti ho pensato di aver a che fare più con un quindicenne alle prese con le prime sostanze psicotrope che con un mio superiore.
Superiore si, ma quel mezzo gradi non lo autorizza a parlarmi come fossimo intimi o come fossi un poppante inetto.
Di base credo ci sia un fondo di paranoia persecutoria. Non mi è chiaro cosa pensasse io stessi facendo, ha ripetuto che non ero abbastanza coraggioso da dirgli la verità, ma non saprei.
Di certo temo che non sia sano avere in giro qualcuno così su di giri armato per la nave; tantomeno in possesso di permessi per accedere a zone sensibili.
Ho menzionato la cosa nel rapporto di sicurezza interna per il capo, chiedendole un incontro. Preferisco sia lei a valutare la situazione, conosce il tenente e sa come muoversi senza innescare questioni ufficiali , se non necessario.