Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
1.9.2268
A new day has come.
Il tempo delle simulazioni è terminato. Subdolo, lo sapevi! Ma te l´ho detto, quando c´è da giocare duro, vado in all-in.
E così è stato: pilotare una navetta simulata e mettere le mani sui comandi di una nave come la Genesis è come giocare con i burattini e trovarsi a programmare un´intelligenza artificiale.
In un´altra vita, farò il pilota. In questa ho già scelto quello che amo, mi riserverò soltanto qualche sapido assaggio di una passione che non può più essere negata.
<supplemento>
Faccio fatica a mettere di fila le parole. Probabile che sia per il fatto che il fuso orario mi sta distruggendo.
Ma più probabile che sia perchè c´è del dolceamaro in questa promozione.
Non mi piace tenermi questa mostrina, solo perchè l´ha decisa qualcuno che ora è in giro a comandare altre navi altrove, soprattutto se invece chi comanda, qui ora, non la ritiene meritata nè opportuna.
Ho chiesto un colloquio col Capitano: sarà rispettoso, ma serrato. Non mi piace che pensi che la Genesis sia occupata da ufficiali che svaccano il loro giorno tra sale mensa, festini e ritrovi goliardici. Abbiamo lavorato duro, per essere qui e per essere quello che siamo e per aver servito ogni santo giorno al massimo delle nostre forze la Flotta Stellare, anche quando gli ordini erano piuttosto discutibili.
Il rispetto per il nostro lavoro non può essere declinato per nessuna ragione. Tira il fiato, Laetitia. Misura le parole. E´ ora che si gioca duro, non ieri. All-in.
30.8.2268
I giorni su Risa stanno volgendo al termine. A breve avremo di nuovo la Genesis sopra le nostre teste, un nuovo Capitano a governarne le sorti e nuove avventure da vivere.
Con me, porto sensazioni diverse: è stato un periodo davvero strano della mia vita, così insolito. Lo percepisco come un momento di transito, di svolta. E´ curioso, è come se mi aspettassi di partire di nuovo verso una mèta del tutto diversa, ma forse è solo io, che sono diversa.
Mi sento come quando mi imbarcai, per la prima volta. Ma con una visione più completa, più matura.
Chiacchiere. Finisco di fare i bagagli e di incartare con cura i miei souvenir, tra i quali una bella conchiglia risiana. Farà una bella figura, vicino all´elefantino di Parsy IV, alla pianta di Muktub e al vaso dello shamrock irlandese, nel mio alloggio.
<supplemento>
E´ così strano guardare un alloggio di una manciata di metri quadri e sentire d´essere a casa? Eppure è così familiare che non riesco a disconoscere quel che provo.
E´ tutto così nuovo, così perfetto, così in ordine, mi sembra quasi uno di quei libri cartacei così rari che hai paura di sfogliare per timore che le pagine si rovinino o la colla si stacchi.
Sembra un tipo interessante, il nuovo Capitano. Se da una parte mi spiace che non sia ancora arrivato il momento per Emily, dall´altra sono curiosa di conoscere lo stile del Capitano Zenakis. Finora ho avuto sempre a che fare con impassibili Vulcaniani, probabilmente un terrestre è altra faccenda. Le premesse sembrano ottime, mi sento ottimista.
Torniamo alla Starbase 24: persino lei mi sembra familiare ormai, anche se è l´unico posto del quadrante dove ho davvero rischiato la vita. E che mi terrorizzava solo a pensarla. Ah, Lety. Potessi parlare con la te stessa di qualche tempo fa, cosa le potresti raccontare! Cose a cui nemmeno guardandoti allo specchio, crederesti!
19.8.2268
Mia adorata.
Sono stati giorni pesanti come ti scrissi nelle altre lettere, e nei rari momenti di riposo, quando mi abbandonavo alla riflessione, nella buia solitudine della mia cuccetta, mi sono posto delle domande.
E non avrei dovuto farlo, perché questo non ha fatto altro che alimentare dubbi che covavo da tempo, e che la lontananza da te ha amplificato in modo non più sostenibile.
Sono un egoista, ma non posso continuare la nostra relazione, perché devo concentrarmi sul lavoro, perché questo è nel migliore interesse della mia carriera. Ti auguro di trovare un uomo che abbia meno amore per se stesso di quanto ne ho io, e ti prego di capire che per me questo è il solo modo di venirne a capo.
Non ho saputo gestire la situazione e mi dispiace che alla fine l´hai pagata tu. Ti auguro la felicità che meriti per tutti i giorni della tua vita; quanto a me spero che i miei giorni siano, senza di te, meno atroci di quanto immagino.
Per la prima volta, nella mia vita, non ho parole da pronunciare, nè da scrivere. In testa ho solo l´immagine di un vecchio film, in cui la protagonista scorreva con impazienza i tabelloni degli arrivi e delle partenze, in una stazione di provincia.
Si sentiva il frullare delle tessere, le lettere che scorrevano in bianco e nero dentro una cornice scura. Continuavano a scorrere. E´ così che mi sento. Come una che guarda il tabellone della sua vita cambiare di colpo, iniziare a frullare come un castello di carte che sta per ricostruirsi in un´altra forma, con altre destinazioni.
Quel rumore lo sento nella testa, ogni secondo. Cosa vedrò quando si fermerà?
18.8.2268
E´ quasi l´alba e oggi sembra più rosea del solito. Mi sono affacciata nei giardini del Centro, ancora silenziosi: pochi colleghi in giro, per lo più quelli fissati con l´attività sportiva di primo mattino.
Tornerai da me, Mat? Mi sembra quasi un sogno, soprattutto dopo così poco tempo dal tuo trasferimento. Ma voglio avere fiducia, in te e in quest´alba rosa.
<trasmissione subspaziale verso San Francisco, Sol III>
Amore mio, le notizie che mi scrivi sono meravigliose!
Non avrei mai sperato che tu potessi tornare a bordo in così breve tempo, davvero!
Ci credi se ti dico che non desidero altro che rivedere la Genesis sopra le nostre teste? Stare a terra mi sta stancando e anche se sfrutto il tempo per l´addestramento che non riuscirei mai a fare altrimenti, ho nostalgia delle stelle.
Del nostro alloggio. Di te.
Non preoccuparti per me, mi tengo lontanissima da omicidi e assassini, stavolta non voglio averci niente a che fare.
Ti aspetto, fai in fretta.
14.8.2268
Sto riuscendo molto bene a tenermi alla larga dagli omicidi. Dai laboratori. Dai sopralluoghi.
Sto persino apprezzando gli allenamenti sportivi ormai. E´ proprio vero che ci si abitua a tutto.
Ieri lo spettacolo delle Lune è stato emozionante: in spiaggia c´era tanta di quella gente che ballava e cantava, che si faceva fatica a trovare un posticino tranquillo da cui guardare il mare. Questo pianeta è meraviglioso, peccato che in questo periodo sia anche così affollato.
Mi manca il ponte di una nave stellare però: mal di spazio?
<supplemento>
Avresti mai pensato che si potessero piangere due volte le stesse lacrime?
11.8.2268
<trasmissione subspaziale verso San Francisco, Sol III>
Caro Mat,
la sosta su Risa è sempre più un incubo e sempre meno una vacanza. C´è stato un omicidio, sono tutti impegnati a cercare di capirci qualcosa, dato che il Capitano Burton ha affidato a noi le indagini.
Io mi sto impegnando tutti i giorni con un allenamento progressivo, per cercare di rimettermi un po´ in forma. Troppe ore spese in laboratorio si fanno sentire e non mi piace arrancare in pista dietro i colleghi.
Saresti fiero di me. Vorrei anche imparare a nuotare: se solo tu fossi qui!
Sta iniziando il Lohlunat, il festival delle lune di Risa. Ci saranno eventi, feste, falò sulla spiaggia, immagino. Qui sono tutti sovraeccitati al pensiero. Non so se riuscirò a ritagliarmi tempo per andare: gli allenamenti mi sfiancano e la sera, tornando in alloggio, crollo sul letto e dormo soltanto fino al mattino dopo.
E tu? Come procede il lavoro? Scrivimi ogni tanto, ti penso sempre.
Tua.
PS: te l´avevo detto che Shinya e Laura si sono sposate? Una festa pazza in spiaggia, a base di unicorni e cose colorate, persino il cibo che ci hanno servito a cena! Sono meravigliose, così felici. E anch´io lo sono per loro.
7.8.2268
E così Shinya e Laura si sono sposate. Moglie e unicorno. O viceversa. Tanto non ci faranno caso, nessuna delle due.
Sono due pazze, ma sono fantastiche e voglio bene a entrambe, come fossero mie sorelle.
Mi ricordo ancora quando suggerii a Laura, appena imbarcata, di farsi fare la terapia anticoncezionale. Mise su una smorfia, come a dire "io? e a che mi serve?" e invece, è finita addirittura a sposarsi, ben prima di me!
Sono davvero felice per loro: spero che continuino a rinforzarsi a vicenda la follia che le caratterizza, senza la quale, davvero, la Scientifica non sarebbe più la stessa.
5.8.2268
Non è nemmeno l´alba, ma sono sveglia. Sono ancora abituata al fuso orario federale standard, ma qui sarà giorno forse tra 3 ore.
Immagino che stasera, invece, crollerò di sonno ben prima del tramonto.
Quella che pensavo fosse una meritata licenza si è trasformata in un incubo, peggiore di quanto pensassi. Siamo assegnati ad un programma di addestramento sportivo. Non posso crederci: io, che ho sempre schivato in ogni modo gli allenamenti, mi trovo incastrata in uno sport center, in cui tutto ciò che c´è, è palestra, campi sportivi, sale pesi e forme di tortura similari.
Non tarderò a rimpiangere una flotta hordazul, lo sento.
<segue trasmissione subspaziale verso San Francisco, Sol III>
Amore mio, ho ricevuto tutti insieme i tuoi messaggi.
Siamo sbarcati ieri a Risa, ma il sogno si è presto trasformato in un delirio: siamo in un centro di addestramento sportivo federale. Ci sarà un Tenente nonsocosa che ci allenerà. Ma che ho fatto di male per meritare tutto questo?
Qui il fuso orario è spostato in avanti rispetto all´orario standard federale: l´alba corrisponde più o meno al nostro mezzogiorno. Sarà faticoso anche abituarsi a questi ritmi, so già che arriverò alla sera stramazzata da qualche parte, sperando che qualcuno mi raccatti e mi spiaggi in alloggio, come un balenottero fuori rotta.
Comunque, al di là delle mie lamentazioni, sono felice che ti sia inserito in un bel progetto. Non appena tornerò operativa, anch´io voglio rimettermi all´opera su quelle sperimentazioni che abbiamo lasciato in sospeso, circa i campi antibolla hordazul. Sono sicura che avrai l´occasione di imparare molto da quel dottore Husana: molto di più di quanto potessi fare a bordo della Genesis. Forse non tutto il male viene per nuocere, no?
Mi manchi tantissimo, mi mancherai ancora di più qui.