Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
27.4.2268
Parsy IV è un pianeta meraviglioso. Sembra estratto da un documentario di quelli old fashion, che metteva in onda la BBC secoli fa. Sembra che qualcuno l´abbia immaginato, dipinto e poi realizzato esattamente come l´aveva sognato.
E probabilmente è così. Abbiamo tre giorni di licenza e vorrei davvero utilizzarli per vedere questa perla nello spazio.
Ieri Mark mi ha regalato un disegno, un mio ritratto mentre mangio la cioccolata. E´ bravissimo. Ed è un uomo in gamba. Spero di poter coltivare la sua amicizia, scommetto che avrebbe tanto da raccontare e tanto da insegnare su come si riesca a sopravvivere nella Flotta.
Ho parlato con Nathan: glielo dovevo. Spero davvero non serbi rancore. Sono stata sciocca, zelante e sciocca. Come forse tutti i giovani tirocinanti sotto pressione. Ma anche lui è un uomo per bene, glielo leggo in faccia. Ecco, credo che questa sia la migliore strada per sopravvivere: trovare i giusti amici.
25.4.2268
E così stiamo andando a prendere l´Ammiraglio Styles. Non sono mai riuscita a parlargli di persona, quando era in vita. Sarà forse con un po´ di rammarico che ora farò parte della rappresentanza in suo onore, ma glielo devo.
Conservo ancora i Quaderni di Styles a casa. Persino nella remota campagna irlandese, è riuscito a farmi immaginare un mondo che non c´era. Un creatore di mondi, è così che voglio ricordarlo. Il mio nonno dei sogni.
Quella faccia d´armadillo è persino riuscito ad affermare che fosse il suo mentore! Senza vergogna! Non sa nemmeno dove siano di casa le conoscenze di Styles, figuriamoci i suoi ideali! La Flotta si è riempita di faccendieri senza scrupoli che confondono l´erba dei campi da golf con quella delle savane terrestri.
Quando avrò un attimo di tempo, chiamerò Josh. E´ ora che sappia un po´ di cose.
22.4.2268
Scendere dalla Genesis è stato come partire per New York, ai tempi del college. Spero di tornare a bordo ben prima di quanto sia trascorso per tornare in Irlanda.
21.4.2268
Nessuno ha dormito stanotte. La Revere è distrutta, il Capitano disperso, molti morti e feriti ovunque, anche tra il nostro equipaggio. La Genesis ne è venuta fuori per miracolo.
Mi metterò a disposizione dell´infermeria per quel che posso fare.
Devo fare l´abitudine all´idea di morire da un minuto all´altro. Questo cambia molte cose.
20.4.2268
Si balla di nuovo. Dovrò abituarmici. Eppure qualcosa mi sfugge. Non capisco perchè inviare due navi palesemente fuori posto in una fascia di asteroidi e non navi più piccole e agili.
<nota vocale aggiunta in seguito>
Ah. L´amico è Haitiano. E ama il voodoo.
19.4.2268
Per la seconda notte di seguito non rientro nel mio alloggio. Per la seconda notte di seguito non ho incubi.
Ti amo Matt.
17.4.2268
<nota di testo>
E´ molto che non accedo al mio diario personale, ma la missione sulla starbase 24 mi ha tenuto lontano anni luce dal pensiero di poterlo fare, di potermi ritagliare un po´ di tempo per riflettere.
Da quando sono stata ferita, durante l´azione, faccio brutti sogni. Mi sveglio di soprassalto, mi sembra di essere ancora lì, davanti alla porta aperta dell´alloggio dei romulani, sulla starbase e di non riuscire a muovermi. Sto lì, a terra, con la schiena che brucia da morire, quasi da non poter respirare. E lui arriva. Puntuale.
Non ha una faccia, a volte ce l´ha, a volte ha la faccia di Slim. Punta il suo disgregatore su di me, ride convulsamente oppure semplicemente spara, in silenzio. E poi mi sveglio, col cuore che batte da impazzire e il respiro corto.
O´Brien dice che è normale, che mi passerà. Ma credo che una visitina alla sezione psicologia mi sia necessaria. So ammettere quando ho bisogno di aiuto e, no, non ne ho parlato con Matt. La prenderebbe a male, si preoccuperebbe e poi nemmeno posso raccontargli i dettagli della missione. Devo cavarmela da sola.
La cosa più curiosa di tutte, però, è che benchè abbia ricordi confusi del momento in cui sono svenuta, mi ricordo piuttosto bene la faccia strafottente di Slim e il suo anello con una particolare incisione sopra, con cui mi ha sfiorato la fronte. Cosa sarà? Di questo parlerò a Matt, magari non è nulla, magari solo una sciocchezza. O forse qualche significato, invece, ce l´ha.
<segue scansione di un foglio di carta>
Lo aggiungo qua, così potrò consultarlo quando mi servirà. E´ quello che ho schizzato a mano, sforzandomi di ricordare. Non è detto che sia preciso, ma è molto somigliante.
Ho chiamato Josh. Ho trovato un paio di suoi messaggi al ritorno sulla Genesis. Sembrava preoccupato per il mio silenzio di qualche giorno. Non gli avevo detto che sarei andata in missione sulla starbase 24. Gli ho raccontato solo qualche particolare e mi ha sbraitato contro che aveva ragione lui e che questa mia fissazione con la Flotta Stellare deve finire. E che se non lo capisco da sola, ci penserà lui a far arrivare il messaggio a chi di dovere.
Mi ha minacciata? Vuole farmi cacciare dalla Flotta? Nemmeno lui è così potente, ma sicuramente ha qualche amicizia che potrebbe fare in modo di farmi mandare in servizio in posti da cui non vorrei far altro che fuggire.
E nemmeno gli ho accennato di niente, di me, di Matt, di noi. Niente.
Non so come uscirne. Ne parlerò con la mia Fatina, magari ha davvero la bacchetta magica per risolvere i miei problemi.
7.4.2268
Grazie per gli auguri, Josh. Ma il mio compleanno era tre giorni fa. Ah, e sono stata nominata Guardiamarina.
Forse avrei dovuto dirgli così. Ma non è il momento, adesso, di creare attriti. Devo ragionare, come fosse una ricerca scientifica: andare di fretta e d´impulso, fa solo casino ed io ne ho già abbastanza così.
Per di più, ci si mette quel ragazzino imbelle che ho come compagno di alloggio. Quando gli parlo, mette su un´aria imbronciata che nemmeno un quindicenne azzarderebbe più mostrare. Se ne frega di quel che gli dico, se ne frega dei principi di base di una convivenza comune. Nessuno gli ha insegnato il rispetto, valgono solo i suoi capricci.
Se vuole la guerra, l´avrà pure lui.
3.4.2268
<nota vocale>
Sono felice. Eppure ho paura. Si può essere felici ed avere paura nello stesso momento?
Non passavo un compleanno così da... non mi ricordo da quando, forse dai tempi del college.
Matt mi fa stare bene, ma davvero posso affrontare tutto questo? Dirlo a Josh. Dovrei dirglielo? O forse è meglio che le cose restino così, come un seme che aspetta di sbocciare?
Non sono capace a far finta di niente, dannata me.
Sono felice.
<segue la foto di una catenina con un ciondolo a forma di luna>
30.3.2268
Una volta che abbiate conosciuto il volo,
camminerete sulla terra guardando il cielo,
perché là siete stati
e là desidererete tornare.
Leonardo da Vinci
30.3.2268
Non ho dormito un granchè, stanotte e stavolta non perchè Acker russasse. Il Comandante Forester mi ha annunciato che il mio tirocinio è terminato e che è molto contenta del mio lavoro a bordo della Genesis.
Presto, secondo lei, sarò inquadrata tra le fila dell´equipaggio in via ufficiale.
Le devo tantissimo: senza la sua capacità di insegnare senza minacciare e la sua grande disponibilità a spiegare con pazienza tutto quel che dovevo sapere, non so se ce l´avrei fatta. Sono davvero felice di averla trovata e che sia lei a guidare la Sezione scientifica. Il nostro sarà un sodalizio molto proficuo, ne sono sicura!
<aggiunta frettolosa a seguire>
Sto facendo casino. Perchè gli ho chiesto di uscire? Dannazione.
25.3.2268
Ci ho messo un po´ a mandar giù la fine di questa missione.
Forse non mi aspettavo che le cose andassero in questo modo. Di sicuro, ho una considerazione della Federazione e della Flotta assai superiore rispetto a quella che nutro verso alcuni membri di alto grado di entrambe.
La faccenda mi creerà non pochi problemi. Era questo che supponevi, vero Josh? Lo sapevi che saremmo arrivati a questo punto, prima o poi, e che tutto il brilluccichio delle lucine a bordo di una nave stellare sarebbe stato oscurato da ciò che si nasconde dietro la prima superficiale patina di glitter.
Sto riflettendo sul mio futuro. Forse mi troverei meglio su una nave scientifica che su una nave ammiraglia. Almeno non sarei costretta a vedere. O ad avallare.
22.3.2268 e 20.1.2253
La notte è appena iniziata e sono reduce di una gita movimentata nei tubi di Jeffris. Se per caso avessi mai dimenticato il motivo per cui ho sempre odiato le materie ingegneristiche sulla propulsione a curvatura, oggi ho fatto un ripasso che non dimenticherò più.
<aggiunta successiva di circa 10 ore>
Il tempo corre via. Anche noi dovremmo correre. Ho il fiato corto.
20.3.2268 e, al contempo, 18.1.2253
Ieri sera ho mandato un messaggio che spero siano stati abbastanza acuti da capire. Oltre le righe.
Ma so già che se ne parlerà per anni, se un giorno torneremo a casa.
19.3.2268 o 17.1.2253
L´ho visto nei loro occhi, delusione forse. Sorpresa. Perplessità.
Ma l´ho fatto per loro. Non devo dare spiegazioni. O forse sì. Ne parlerò con Josh.
18.3.2268 o forse dovrei dire 16.1.2253
Non riesco a ricordare dove ero nè cosa stessi facendo il 16 gennaio del 2253. E´ così strano pensare che probabilmente mi ricorderò più di questo 16 gennaio che di quello che ho vissuto sulla Terra, magari un giorno qualsiasi, all´Università. Un giorno noioso, forse, uno di quelli che passi a guardare la pioggia inondare i giardini, sospirando su una pila di libri.
Beh, sicuramente questo me lo ricorderò. Non so se si possa affermare che abbiamo fatto la storia, come dice quel pallone gonfiato della Rossi, ma il viaggio in cui ci siamo imbarcati non è comune, certamente.
Tornerò diversa. Il mio presente sarà diverso, solo per il fatto che un noioso giorno di pioggia è stato vissuto due volte.
14.3.2268
I laboratori di questa nave non finiscono mai di sorprendermi. In Accademia ne avevamo di ben equipaggiati, ma questi sono decisamente all´avanguardia. Tutto quel che uno scienziato potrebbe desiderare è concentrato in pochi corridoi su un unico ponte. Il paese dei balocchi...
Tra l´altro, ho avuto una piccola idea che potrebbe essere utile per la missione. Devo riuscire a parlarne con il Comandante.
9.3.2268
Sono felice di non essere la sola a nutrire delle preoccupazioni, oggi.
E´ tutto il giorno che ci penso, alle parole dell´ammiraglio. Mi sembra di sentire l´eco di quelle di Josh.
<Non sei adatta, Lin>, <Non fa per te, Lin>, <Resta a terra, Lin, ci sono tanti laboratori scientifici che ti accoglierebbero a braccia aperte>.
Forse ha ragione. Forse no. Del resto, che senso ha chiederselo? Se sono qui, era inevitabile che ci fossi, no?