Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
16.5.2268
Il caimano dall´insospettabile anima gentile e premurosa ha fretta di iniziare la danza. E va bene.
Ma prima c´è qualcosa che deve sapere. Niente segreti per il prete e l´avvocato, dice la saggezza popolare.
<aggiunta vocale>
Parlare con Zhilex è sempre risolutivo. Riesce a tingere tutto d´un colore più leggero, tenue, quasi soffice.
Sento che tutto è più semplice di come me lo immagino, tutto più chiaro e nitido.
La paura è andata a rifugiarsi in un angolino, come uno scarafaggio che, con la luce, scappa via nella sua tana. Mi sento più forte. Respira Lety, ce la puoi fare!
14.5.2268
Un altro paio di mostruose creature meccaniche affollano il laboratorio scientifico. Ho bisogno di più spazio. Passerò a trovare la Fatina, sono sicura che non mi negherà il suo permesso.
Ieri mi ha fatto bene parlare con Meredith: ha l´esperienza che occorre per inquadrare gli eventi sotto un´altra prospettiva. Sono giovane, e non d´età. Me ne rendo conto ogni giorno di più. Forse ho capito cosa intendeva Josh, quando diceva che la Flotta mi avrebbe cambiata e che non voleva che io cambiassi in quel modo.
Ma non posso essere un´eterna bambina, che gioca con le farfalle. Certo, qui si tratta di venir strappati dal bozzolo quando ancora le ali non sono pronte, ma è così che funziona la vita. Non si è mai pronti.
<una nota vocale è aggiunta in seguito>
Ho fatto il primo passo. Sono riuscita a convincere Armand a farmi da legale per il divorzio.
E´ un tipo <pausa> beh, originale. Ha qualche strana predilezione verso l´inquisizione, forse il mestiere, forse l´inevitabile fascino di alcuni sommari metodi di ottenimento della verità che fa comodo a chi la vuole sentire.
O forse semplicemente il potere di vita o di morte. La liberazione dell´abiura o la purificazione del fuoco.
Non ho mai amato quel periodo storico, l´ho sempre trovato nefando per qualsiasi forma di progresso scientifico. Ma mi serve il caimano contro lo squalo.
<pausa più lunga, un sospiro> Non so come ne uscirò.
11.5.2268
Ogni giorno è una sorpresa, su questo pianeta. Ieri abbiamo trovato un insediamento sommerso, che sembra abbandonato da secoli. Chi l´ha costruito? Chi l´ha abitato? E come è finito sommerso? E dove sono finiti gli abitanti di questo pianeta?
Non so se avremo mai le risposte a queste domande: in effetti, ci sono pochi presupposti per continuare ad impiegare una nave stellare in cerca di muffe. Spero che il Comando non abbia fretta di riaverci indietro.
10.5.2268
In fondo, non ero poi così lontano dalla verità. Un giorno di riposo mi permetterà di guardare il formicaio da lontano. Guardare le cose da lontano aiuta sempre a ricollocare tutto nella giusta prospettiva, più ampia.
Certo, ormai è difficile che non ci mordano i piedi: abbiamo calpestato un nido di scorpioni.
Dovrò tornare da Zhilex: ho capito anche perchè ieri pomeriggio non ho retto come avrei voluto la notizia del disastro al campo e dell´apertura della procedura di primo contatto.
9.5.2268
Non ho avuto più molto tempo per annotare qualcosa nel mio diario, le operazioni per l´allestimento del campo base sono state impegnative. Ieri sera stavamo per inaugurarlo, finalmente: tutto pronto per una lunga permanenza a terra.
E invece s´è scatenata una tempesta che ci ha costretti a tornare tutti a bordo, con grave pericolo per noi e per la Genesis. Ancora non ho pace. Questi fenomeni atmosferici non si creano in poche ore, sono ampiamente prevedibili e rilevabili anche per un pianeta irrequieto come questo.
Ho fatto un sogno stanotte: eravamo sulla superficie, tra la radura e il bosco, per cercare nuove forme di vita. D´improvviso si solleva un vento forte e gelido. Gli alberi volano via, tutto si decompone, persino le pietre si accartocciano e, al mio tricorder, appare una lettura chiara: tutto lo scenario è artificiale, finto. Cartapesta da fondale teatrale. E quando il vento rivela quel che c´è dietro la sceneggiata, appaiono loro. Creature mostruose, serpenti dalla testa di topo.
Non riesco a togliermeli dalla testa.
3.5.2268
E´ bello questo pianeta. Curioso, incredibile, pieno di sorprese. E´ strano quel brivido che ti scorre lungo la schiena, quando pensi che quaggiù forse nessun essere umano ha mai messo piede. Quando le creature locali ti guardano, cosa vedono? Ieri in effetti non proprio un bello spettacolo, con quelle tute terribili! Mi sembra di essere Eva nell´Eden: che si guarda attorno e dà un nome a quel che non ha mai avuto nome.
1.5.2268
Mentre ero in alloggio, mi è capitata tra le mani questa foto. E´ risbucata dall´astuccio del mio lettore multimediale, quello che usavo all´accademia per scaricare i testi di studio. Sembrava tutto così diverso, allora. Non posso fare a meno di guardarti, Josh. Era tutto così semplice.
Dove eravamo? In qualche laboratorio, mi pare. Sembrano passati decenni.
Forse è meglio che la rimetta al suo posto.
29.4.2268
Ce l´abbiamo fatta! Andremo in esplorazione su Zeta Serpentis! Ancora non mi sembra vero che il Comando abbia approvato la nostra proposta!
Incontreremo la Hammond e con loro pianificheremo tutti i dettagli della missione e otterremo i rifornimenti necessari ad affrontare in sicurezza l´esplorazione di un mondo sconosciuto. E´ una grande occasione, mi impegnerò al massimo per far sì che tutto vada bene. Se lo sapesse Josh!
<frammento di registrazione vocale inserita nel diario personale in data 27.4.2268>
Voce maschile: “ehi, piccola, che succede a quest’ora?”
Voce femminile: “scusa, Josh, che ore sono lì? Non ho fatto caso al fuso orario, mi dispiace”
“le 4.30. Non fa niente, non preoccuparti, lo sai che mi fa piacere sentirti, a qualsiasi ora. Come stai?”
“bene, tutto bene. Siamo su Parsy IV, è un posto bellissimo,sembra il Botswana. Tu come stai?”
“come vuoi che stia? In pensiero per te. Ho saputo della Revere. Eri a bordo?”
<sospiro> “sì, sulla Genesis. Ero in plancia. E’ il mio lavoro, è tutto a posto”
<una pausa più lunga> lo sai che non è tutto a posto,Tish. Stai rischiando la vita. E non è la prima volta. Sei uno scienziato, non capisco perché ti ostini a restare a bordo di una nave come la Genesis e non richiedi invece un imbarco su qualche nave scientifica come la Hammond o, meglio ancora, ti proponi per la ricerca a terra.
<altro sospiro> Josh, ne abbiamo già parlato. Te l’ho detto. Mi piace quello che faccio qui. Mi sento utile, mi sento in grado di fare la differenza. Non voglio relegarmi in un laboratorio a terra, non ora almeno. Magari, tra qualche anno, quando avrò sufficienti cicatrici addosso…
<la voce maschile si sovrappone, interrompendo l’altra>ne abbiamo già parlato mille volte, e mille volte ti ho detto che non si può andare avanti così. Non posso stare ogni minuto ad aspettare notizie sulla tua sorte, una volta perché ti mandano a inseguire non so chi per una starbase, un’altra perché vi mandano al macello contro qualche insediamento ostile, un’altra cosa? La prossima volta dove ti manderanno? Non capisci che sei solo una pedina da
usare a piacimento nelle loro mani e finchè gli sei utile, ti daranno magari anche qualche encomio, poi quando non servirai più o… peggio… nessuno si ricorderà più di te? Ancora non hai capito come vanno le cose, dalle parti del
Comando di Flotta?
<stavolta è la voce femminile che interviene> Josh…
<ma quella maschile prosegue> no, non dirmi che questa cosa ti piace, Tish, perché non ha senso! Ti piace farti sfruttare? Ti piace farti mandare al massacro? Dimmelo!
<dopo una pausa più lunga> Josh, è inutile. Non credo capiresti.
<la voce maschile si alza di un tono> Non capirei?Cosa c’è da capire? Fammelo capire, allora, non sono uno stupido!
<silenzio, poi> ho bisogno di impegnarmi in cose che mi realizzano, anche se sono rischiose. Non sono una casalinga, Josh.
<la voce prorompe> ma chi ti ha chiesto di esserlo? Ti ho mai detto di restare a casa? Di fare la mogliettina per bene, che aspetta il maritino tutta agghindata? Ti ho chiesto solo di tenerti fuori dai guai!
<un altro sospiro> Josh, tu ti tieni fuori dai guai,nel tuo lavoro?
<la voce risponde spazientita> ma cosa c’entra? Il mio lavoro è stare in mezzo ai guai! Mi chiamano dove c’è qualche emergenza sanitaria che non riescono ad affrontare da soli, cosa dovrei fare secondo te?
È anche il mio, di lavoro, Josh.
<una pausa lunga, la voce maschile torna più bassa> lasciamo stare. Non voglio litigare con te ogni volta che ci sentiamo.
<lapidaria> Infatti, Josh, forse è meglio se per un po’non ci sentiamo.
<perplessa> che vuoi dire, Tish?
Che sto riflettendo sul nostro rapporto e credo che sia meglio che per un po’ non passiamo i nostri momenti di contatto a discutere di cose dette e ridette milioni di volte.
<indignato> stai cercando di farmela pagare, tesoro?
<altro sospiro> niente di tutto questo, Josh. Ma non credi che cominciamo ad avere visioni un po’ diverse dello stare insieme, io e te?
<minimizza> dai, Tishy, lo sai che se mi agito è solo per il tuo bene. Perché ti amo.
<silenzio> Tu ami te stesso. E non sopporti che io sia felice lontano da te. Che realizzi le mie aspirazioni…
<la voce maschile si sovrappone di nuovo> questo non è vero, amore! No, sei ingiusta! Lo sai che non è vero! Io voglio che tu sia felice e al sicuro, con me!
Già.
<un sospiro anche dal lato maschile> Dai, basta, ti prego, non ne parliamo più. Ci sentiamo presto, va bene? Ti amo, piccola.
Ti chiamo io, quando posso. Ciao Josh. Non preoccuparti per me. Me la so cavare da sola.
<la registrazione si chiude>