Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
<nota vocale registrata alle ore 01:00 del 21.6.2268>
Ho pilotato la Einstein per un pezzetto! Davvero, non nel simulatore! Accidenti, è una roba meravigliosa, voglio riprovare! Si, vabè, le condizioni erano favorevoli e tranquille, un giretto attorno alla Genesis, ma <..esclamazione colorita..>, è fantastico!
17.6.2268
Sono stati giorni concitati, questi, anche se siamo stati per lo più parcheggiati alla starbase 24.
Abbiamo accolto a bordo una troupe televisiva, che si occuperò di girare un documentario film, sulla vita a bordo delle navi stellari della Flotta.
Per certi versi è divertente, soprattutto il modo in cui cercano di spettacolarizzare anche il lavoro ordinario.
Per altri, ti piombano alle spalle quando meno te l´aspetti e ci vuole poco a finire sotto l´occhio rosso di una telecamera. Ma nel complesso, sono simpatici ed è un piacere averli a bordo.
Il gioco degli alloggi di Persyn mi ha portato a cambiare assegnazione e ad ottenere finalmente di poter condividere gli spazi con Mathew. Anche se fosse per una sola settimana, è così bello! Abbiamo spostato i letti, gli armadi, creato una nostra stanza da letto per due e cominciato a metterci dentro cose nostre, che ci rappresentano. Sembra una piccola casa, un angolo di paradiso, un guscio che ci proteggerà ovunque andremo. Oggi voglio inaugurare il trifoglio. Magari ci porterà davvero fortuna!
13.6.2268
Il gioco delle freccette riserva sorprese. Sembra sciocco in sè: prendere un dardo e lanciarlo contro un bersaglio. Ma ci sono infiniti modi per lanciare qualcosa verso il bersaglio e molti dipendono dalle emozioni con cui si caricano le freccette. Più le lasci andare, più il tiro è perfetto. Entropia e ordine.
Eh si, ho imparato parecchio dal gioco delle freccette in sala ricreativa.
12.6.2268
Voglio conservare questa immagine, perchè la voglio guardare, quando avrò dubbi, incertezze, quando non saprò che strada prendere tra tutte quelle complesse che ti riserva la vita nella Flotta.
La voglio guardare ogni volta che mi troverò nelle condizioni di tralasciare i principi che hanno portato alla creazione della Federazione, per ricordarmi ogni volta su cosa ho giurato. Non so chi sia il suo equipaggio nè quali interessi serva. Ma non sono i miei, in nessun caso.
E´ roba tua, Haitiano? O non è altro che la milizia privata di un ViceAmmiraglio che è andato molto al di là del suo giuramento? Probabilmente, nessuno lo saprà mai.

11.6.2268
Sono stati giorni tranquilli, gli ultimi, passati a smaltire l´adrenalina degli eventi che mi sono caduti addosso durante l´ultima licenza.
Con Matt è sempre più meraviglioso: stiamo talmente bene insieme, che mi sembra ancora una favola, il nostro matrimonio, le cose che condividiamo, il caffè e i pasticcini. E´ la mia luce, che fuga l´oscurità anche dei frammenti di Federazione che non vorrei vedere. Ieri, giusto un altro. Non ero in plancia, forse per fortuna. Ma circolano voci che il Comando abbia lasciato catturare la navetta superstite della ISS Caligola e ci abbia intimato di tornare alla Starbase a farci i fatti nostri.
E´ sempre così: alla fine, maturi la sensazione che in realtà lavori solo sulla superficie degli eventi e quando qualcosa di davvero importante accade, arriva qualcun altro a spicciarti il tavolo, buttare tutto in un cassetto e darti precise istruzioni su come dimenticare che la roba nel cassetto sia mai esistita. Sembra ci trattino come bambini, quando provano a giocare con le cose dei grandi.
Lo so che accadrà prima o poi: mi capiterà di vedere qualcosa che non dovevo vedere e anche i frammenti tenuti su con la colla cadranno tutti. Spero il più tardi possibile.
Oggi vorrei approfittare per comprare le fedine sulla Starbase. Vediamo se riusciremo ad avere un po´ di tempo per noi, finalmente!
<supplemento>
Sulla Starbase abbiamo trovato quello che fa per noi, che ci lega da ora e per sempre. In un negozio improbabile, da un venditore altrettanto improbabile, qualcosa di così particolare che colpisce per la sua somiglianza alle meraviglie dello spazio profondo. Sembrano un frammento di cielo, fissato nel titanio. Il nostro amore è così: leggero come un soffio di vento siderale, solido come il nucleo d´un pianeta.
Giorno 10 del mese di giugno dell’anno 2268 del governo di sua grazia l’Imperatore Al Rashad
Gloria all’Impero!
Tutti i traditori sono stati assicurati alla giustizia e saranno lasciati nelle mani dei torturatori fino a che non avranno confessato anche le loro prime marachelle dell’infanzia, poi, ovviamente, saranno terminati con grazia, come è costume fare con coloro che hanno rifiutato di seguire la via tracciata dal nostro amato Imperatore.
Ho deciso che terrò per me soltanto la cagnolina orioniana, perché sento che può tornarmi utile in qualche perverso modo. Dovrò soltanto vigilare che non si venda anche i quattro stracci che ha addosso, per qualche spiccio di potere in più.
Non è stato facile smascherare quel gruppetto di profittatori che, al seguito del Capitano Jones, trafficavano in beni e proprietà imperiali, per ottenerne un banale guadagno personale. Si erano nascosti con abilità, con abilità avevano messo a tacere chi provava a indagare sui loro traffici. E avevano creato un nutrito sodalizio di briganti, disposto persino a far distruggere una nave imperiale, per occultare le prove dei loro misfatti. Abili e capaci a mischiare le carte in tavola, a confondere le ricerche.
Ma con l’aiuto del Capo Militare Smith, non hanno avuto scampo.
Mi spiace soltanto che il Capitano Jones con quel suo gatto pulcioso siano riusciti a scappare non so bene dove. Ma lo scoprirò. E’ solo questione di tempo.
Laetitia Linden non lascia lavori in sospeso.
28.5.2268
Il momento perfetto sembra non avere mai fine. Non pensavo avrei ottenuto così in fretta un altro riconoscimento alla carriera. Sembra che non ci sia nulla che possa andare storto, ormai. Davvero è così? Ho quasi paura di chiedermelo...
27.5.2268
<la registrazione inizia con una immagine>
Non è meraviglioso? Mi ha sorpreso, non mi aspettavo che mi chiedesse di sposarlo, proprio ora che tutto deve ancora finire. Ma non ha importanza: non è detto che non si possa iniziare di nuovo, anche quando non sono ancora una donna libera.
Quello che conta è che il mio cuore è suo. A chi importa di un paio di scartoffie legali da firmare?
Avremo casa a Edimburgo. Sembra una favola, raccontata alle bambine, prima di addormentarsi. Una di quelle con i principi azzurri, le fate e il lieto fine. Shhhh, non svegliatemi.
24.5.2268
E´ finita. Il resto non conta: quel che importa ora è ricominciare.
21.5.2268
Stanotte ho riposato solo grazie al calibratore neurale. Una notte serena, tranquilla, senza incubi, come non me ne capitavano da giorni. Risvegliarsi riposati aiuta a chiarire la mente, a renderla lucida.
Esercizio per Zhilex: guardare la missione dall´esterno.
A meno di non volersi impegnare nella totale dismissione dell´IA su Zeta Serpentis IV, non c´è soluzione migliore di tenere qualsiasi civiltà dotata di curvatura, ben lontano dal sistema. Resta opinabile l´assicurazione di dover proteggere l´entità e i suoi metodi di autoselezione di ciò che merita vivere e di ciò che merita morire. E tuttavia, anche in questo caso, la tutela federale potrà garantire che nessuno metta le mani sul programma usandolo come arma o che l´entità compia atti di barbarie contro eventuali ignari visitatori.
Grazie Zhilex.
Siamo in rotta verso la Terra. Coglierò l´occasione per scendere a San Francisco, così da poter parlare con Josh di persona. Dopo il genocidio di Zeta Serpentis, suppongo che sarà assai più semplice affrontare un divorzio, mi sembrerà una quisquilia di poco conto. E´ sempre una questione di proporzioni.
20.5.2268
Ho dormito poco stanotte. Pensavo a come, in quasi tutto il quadrante, la gente stia preparandosi a festeggiare il Federation Day. Ci saranno celebrazioni, parate, bandiere e inni. Ci saranno discorsi di pace e fratellanza galattica.
E poi ci sarà un ostaggio, chiuso in un bunker, a cento metri sotto il livello del mare, di un pianeta sconosciuto abitato da forme di vita ignote e sorvegliato da un´entità artificiale che è andata oltre la sua programmazione.
Noi siamo la Federazione.
Quante volte ho sentito questa frase, in questi giorni? E cosa vuol dire? Cosa è la Federazione?
E´ quella che si avvale di soggetti dai pochi scrupoli e dai tanti misteri, come l´haitiano? E´ quella che distrugge navi e basi senza chiederne preventivamente la resa? E´ quella che offre ad una entità aliena pericolosa i margini per una trattativa in condizioni di vantaggio, mettendo a rischio la vita dei propri compagni?
E se tutte queste Federazioni esistono e convivono tra loro, e se tante altre ne esisteranno tante quante sono le teste che la compongono, qual è la mia Federazione?
Stanotte è come se si fosse rotto uno specchio. Quel che prima sembrava Uno, ora è frammentato, distorto, riflesso in migliaia di pezzi, ciascuno che restituisce una immagine diversa di sè. Mi sfugge la visione d´insieme.
Forse, d´ora in poi, mi sfuggirà per sempre, perchè non è mai esistita, era una illusione. Dovrò accontentarmi, come fanno tutti, di rimettere assieme qualche pezzo, per creare una icona di Federazione a cui aderire, lasciando indietro, come se non esistessero, tutti i frammenti che non ne fanno parte.
Dovrò ricordarmi però che pungono.
19.5.2268
E così, ironia del caso, non potrò scendere sul pianeta a incontrare questa misteriosa voce, i cui droni sono ormai inerti. Non ho mai imparato a nuotare, dannazione a me. Ma come potevo pensare che avrebbe potuto, un giorno, fare la differenza?
Seguirò le operazioni dalla plancia. E poi darò retta a Matt e imparerò a nuotare.
PS: Meredith si è svegliata e si riprenderà. Starà bene. Sono davvero contenta, per lei e per Matt.
18.5.2268
Mi dispiace molto per Meredith, non ci voleva proprio questo incidente. E mi dispiace per Matt.
Non si dà pace, non ci riuscirà per un bel po´. Eppure alla fine è tutto parte dello stesso arazzo: si vive, si muore. Come direbbe Zhilex, è così che vanno le cose. O qualcosa del genere.
Ma sono sicura che ce la farà: è così tenace, così coraggiosa. E´ suo il mio primo ricordo positivo a bordo della Genesis, la sua veemenza in sala tattica. Una donna così non si spegne sul lettino di una sala operatoria.
Oggi ho detto tutto quel che avevo da dire ad Armand. Sembra così sicuro di sè, è confortante. Spero riesca a contagiarmi con il suo modo di sembrare sempre pacatamente solido. Comunque se ci riuscirà, gli offrirò davvero una cena: devo farmi perdonare di qualcosa che, invece, non gli dirò mai.