Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
23.7.2268
Riapro il diario dopo dieci giorni di assenza.
E´ probabilmente inutile che scriva qualcosa qui, di quello che è accaduto in questi dieci giorni: immagino che finirà tutto sotto un seclar così alto che non lo vedrò nemmeno col telescopio in tutta la mia vita!
Ma non è quello che conta.
Quel che conta è come mi sento. Sembra assurdo ma quel posto mi manca. Probabilmente andrò a rivederla, come un visitatore curioso qualsiasi, come un qualsiasi appassionato di storia federale o di archeoingegneria.
Era diversa, estranea eppure completamente familiare. Pilotare, infilarsi nei condotti, sostituire paratie divelte, inventare soluzioni creative per stanare navi in occultamento... e poi, non so: possibile che sia tutta una questione di gradi?
Non voglio banalizzare il significato di fare carriera, certo, ma lì, su quel ponte, ho avuto la sensazione di poter fare la differenza come non l´ho mai provata prima. E mi è piaciuto.
Persino il rapporto con Mat si è ricostruito, almeno in parte, lontani dalle persone e dai luoghi in cui avevamo affrontato la nostra prima vera rottura. Si è più autentici, quando ci sono meno orpelli e comodità attorno? Si è più veri?
Ecco potrei dire così: mi sono sentita più vera.
Chissà se è il segno di un primo timido battito d´ali.
<nota aggiunta dopo qualche ora dalla precedente>
Da stanotte il mio cervello non fa che elaborare teorie sulla trasduzione temporale. Devo riuscire a mettermi in contatto con la Rossi.
12.7.2268
E´ così difficile prendere fiato, quando sei abituato a respirare corto. Così difficile rallentare, fermarsi, ricominciare, guardare le cose sotto una prospettiva diversa.
Lo shamrock è caduto, le piantine si sono rovinate: nessuno riuscirà a rimediare ai danni che sono stati fatti, in fondo. Al massimo, potrò rimettere insieme le cose, con pazienza e fatica, finchè non ne sarà scaturito qualcosa di diverso, di nuovo.
Non so se mi hai capito fino in fondo, Mat. Mi sembri ancora concentrato a rappresentare una parte, una marionetta di te stesso. Però, si va avanti. Ognuno per la sua strada e entrambi sulla stessa.
11.7.2268
Non ti conosco più. Ti ho dato sette giorni di tempo per rimediare. Poi è finita.
9.7.2268
Parlare con calma... non era proprio quel "parlare con calma" che avevo in mente. Ma tant´è... abbiamo parlato.
Poi per fortuna Nathan mi ha fatto riflettere un po´ sulle cose. Sembra che qui a bordo tutti abbiano storie nefande da raccontare, se potessero, tranne me. Forse, se ne avessi anch´io da ricordare, avrei già trovato un equilibrio su cui muovermi. Questione di tempo, purtroppo.
Ho preso una decisione, farò il possibile per far sì che non ci siano più feriti nè morti. E nessuna altra maledetta Notte dei Fantasmi, su nessun altro dannato pianeta.
A che prezzo, mi ha chiesto Mat. Già, a che prezzo? Questo ancora non lo so dire. Forse è la cosa che mi terrorizza di più. Quale prezzo mi sembrerà accettabile, alla fine? Ne parlerò con Armànd, gli parlerò della mia idea: in fondo gli ho chiesto di tenermi d´occhio e ora più che mai ho bisogno di un occhio dalla vista acuta, più di quella di un falco, sulla mia testa.
8.7.2268
Forse avevi ragione. Forse siamo distanti. Di cosa hai paura, Mat? Non riesco più a vedere nei tuoi occhi il brillare dell´entusiasmo, la tenacia del coraggio, l´ostinazione nel trovare una strada dove nessuno l´ha mai tracciata. Solo cupezza e disarmo.
Cosa ti sta succedendo? Ne dobbiamo parlare, con calma, quando tutto questo sarà finito.
7.7.2268
Non sembra esserci via d´uscita: raramente ho provato una sensazione di frustrazione come durante questa missione.
E´ lì, eppure non riusciamo a cavarle nulla. E´ una questione di metodo?
Non lo sopporto il suo modo sprezzante di pararsi dietro la sua cantilena. In verità, non ho mai sopportato troppo i mistici di qualsiasi genere, soprattutto quelli fanatici. Soprattutto quelli che uccidono in nome del loro fanatismo. Spero che se la portino via al più presto e diventi il problema di qualcun altro.
4.7.2268
In questi giorni non ho nemmeno il tempo di scrivere qualcosa qui. Ho fatto due chiacchiere con Julia e mi piacerebbe esserle di aiuto, più di quel poco che posso fare. E´ una persona pulita, come se ne vedono poche in giro.
Mat invece mi preoccupa: anche se cerca di nascondermelo, è molto provato. Non sembra nemmeno più lui, ha perso brillantezza, fiducia in se stesso e nelle sue capacità. Non so come aiutarlo. Forse ci servirà solo un lungo periodo di riposo, per rigenerarci, dopo questa missione.
Ad ogni modo, qualche barlume di luce, forse si comincia a scorgere. Tiriamo dritto e andiamo avanti.
Valerie, mi fido di te.
<supplemento>
1.7.2268
<breve registrazione video: si vede la faccia di Laetitia, abbastanza alterata>
Eh no, Nathan, non te la caverai così! Non ho paura di morire, ho paura di morire da idiota!
<la registrazione si interrompe>
30.6.2268
E così abbiamo preso il pesce grosso. Sarà per quello che le sardine si sono nascoste. Dovrò riferire.
Pensavo di aver fatto un errore e invece, probabilmente, l´ho protetto persino da se stesso. Lem è un buon amico e un ottimo Comandante. Mi ha dimostrato ancora una volta la sua umanità, cogliendo nel segno. Ora tocca a me, mettergli la testa a posto. Altrimenti lo picchio!
27.6.2268
Abbiamo fatto pace. Ci siamo chiariti. E abbiamo passato la notte abbracciati, come se al mattino dovessimo perderci per sempre. Amo tutto di te, Mat. Amo anche quando vuoi accollarti la salvezza del mondo, quando consideri il sonno un´attività improduttiva sottratta ai tuoi pazienti. Troverai anche tu il tuo equilibrio, come tutti noi, in questa vita che ci scrolla come fossimo dentro un frullatore da cocktail. Io ti aiuterò, se me lo permetterai. E tu aiuterai me, forse senza nemmeno saperlo.
<supplemento>
Sono riuscita a portargli i macarons senza diventare rosa fucsia come loro. O forse no, mi sa che soprattutto all´inizio li ho imitati ampiamente. Ma sono stata contenta d´aver trovato il modo di farmi una chiacchierata tranquilla, in un contesto riservato. Non riesco a trovare una definizione per inquadrarlo. Probabile che non ci sia. O almeno che non ce ne sia una soltanto. Sembra più vecchio di me di almeno venti anni. E non intendo fisicamente, no: ma qui, dentro la testa e dentro il cuore. Per certi versi è rassicurante, per altri affascinante, per altri ancora inquietante, infine soltanto davvero gentile.
<annotazione successiva>
Per cosa sono disposta a uccidere? Per salvare la mia vita. Per salvare la vita di quelli che amo. Della nave. Delle altre navi. Della Flotta. Della Federazione? Dov´è il confine? Si sposta ogni volta? "Mai e in nessun caso" è una risposta plausibile?
26.6.2268
War must be, while we defend our lives against a destroyer who would devour all;
but I do not love the bright sword for its sharpness, nor the arrow for its
swiftness, nor the warrior for his glory. I love only that which they defend...
J.R.R.Tolkien
Questa notte ho rischiato di commettere un grave errore. Per lunghi attimi, ho spazzato via i frammenti di Federazione che avevo ricostruito con pazienza e cura, scegliendoli uno a uno.
Li ho gettati via tutti e ho raccolto quelli che avevo escluso. Taglienti come lame, feroci come belve, spietati come cecchini nel buio, gelidi come l´eterna oscurità siderale.
La guardavo e non provavo nessuna pietà. Solo rabbia, per quel che rappresenta, per quel che ha subito e inflitto, per le vite che ha spezzato, per le lettere ai familiari con i pii elogi del lavoro svolto, per chi dei miei compagni è in infermeria sull´orlo dell´abisso tra vita e morte. Ma soprattutto, ho provato rabbia per la pietà altrui. Avrei voluto gridare.
Poi un improbabile angelo ha speso qualche parola con me, mentre io spendevo qualche parola con me stessa, cercando di capire. Non posso dire di essermi svegliata stamattina con le idee più chiare, ma almeno ho evitato di ferirmi le mani con quei frammenti senza ritorno.
Ciò che temo è che, man mano che l´esperienza temprerà il mio animo, avrò le mani sempre più callose e sempre più tolleranti verso ciò che ferisce. Questa vita ti cambia, quante volte l´ho detto e scritto? Quante volte l´ho sentito dire? L´ho accettato, ma non so fin dove mi cambierà e di questo ho paura.
<supplemento>
Forse è la prima volta che discutiamo senza trovare un accordo. E´ la prima volta che te ne vai senza guardarmi in faccia. E che mi suggerisci di parlarne con qualcun altro. Non l´accetti, vero? Te l´ho letto negli occhi già ieri sera, quando la guardavi. Non accetti che si possa scegliere di morire, invece che di vivere come mostri, uguali a noi stessi solo per il guscio che ci ricopre.
Imparerai anche tu ad accettare le ferite sulle mani. I calli vengono a tutti, amore mio, e le tue belle mani da dottore non ne resteranno immuni. Purtroppo.
25.6.2268
L´alba del nuovo giorno dopo una battaglia nasce senza luce. Eppure siamo vivi.
24.6.2268
<la registrazione contiene una vecchia canzone e il suo testo>
Canzone
This is the end
Hold your breath and count to ten
Feel the earth move and then
Hear my heart burst again
For this is the end
I´ve drowned and dreamt this moment
So overdue I owe them
Swept away, I´m stolen
Let the sky fall
When it crumbles
We will stand tall
Face it all together
Let the sky fall
When it crumbles
We will stand tall
Face it all together
At skyfall
At skyfall
Skyfall is where we start
A thousand miles and poles apart
Where worlds collide and days are dark
You may have my number, you can take my name
But you´ll never have my heart
Let the sky fall
When it crumbles
We will stand tall
Face it all together
Let the sky fall
When it crumbles
We will stand tall
Face it all together
At skyfall
Where you go I go
What you see I see
I know I´d never be me
Without the security
Of your loving arms
Keeping me from harm
Put your hand in my hand
And we´ll stand
Let the sky fall
When it crumbles
We will stand tall
Face it all together
Let the sky fall
When it crumbles
We will stand tall
Face it all together
At skyfall
Let the sky fall
We will stand tall
At skyfall