Diario di Laetitia Linden

Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!

Laetitia Linden

Laetitia Linden

Data di nascita: 3/4/2234
Origine: Cork, Irlanda, Terra
Assegnazione: USS T´Pol
Incarico: Primo Ufficiale

Data Stellare 24.01.2269

24.1.2269

Povera anima ferita, per tutto questo tempo hai vissuto con un macigno sul cuore. Come potevi amare? Come perdonarti? Eppure così non si può volare. Ti aiuterò a trovare la strada, ma non potrò percorrerla al tuo posto. Dovrai spiegare le ali da solo, o finirai per vedermi sempre più lontano, sempre più in alto. 
Riuscirai ad amarmi per quella che sono e non per colei che ti ricordo? Proteggendo me, proteggi lei? Cosa vedi, quando mi guardi? Una domanda che ho posto a due uomini diversi, ottenendo due risposte diverse. E io, chi sono, in quale sguardo mi rifletto?


Est-il vrai que votre cœur s´enfuit parfois?
Oui, c´est vrai, parce qu´il est libre.

Data Stellare 18.01.2269

18.1.2269

E´ molto che non scrivo nulla nel diario. Forse la missione in corso, forse il fatto che preferisco sentire, assaporare e vivere, invece che raccontare.
Ci troviamo nei pressi di un pianeta abitato da creature che sembrano scaturite da un libro di Tolkien. A loro modo, somigliano alle popolazioni di Elfi e di Orchi della Terra di Mezzo e, come loro, sono in guerra.
Ci troviamo alle prese con la più clamorosa violazione della Prima Direttiva che io abbia mai visto, da parte di un ufficiale della Flotta che si è improvvisato divinità scesa dal cielo e ha scatenato morte e guerra per i suoi scopi.
Scopi ancora non chiari, non credo che la faccenda si limiti ad un semplice esercizio di potere. C´è sotto sicuramente altro e stiamo provando, cautamente, a scoprire di che si tratti.
Ma, oltre a questo, è anche un periodo di fermenti. Ho idee, voglia di fare, di riprendere in mano vecchi progetti, scommesse con me stessa che mi tengono impegnati la mente e il cuore. A tratti, mi sembra di riascoltare quella voce adolescenziale che avevo messo un po´ in disparte, sotto la veste di donna. E si fa grandi risate dei miei imbarazzi e spunta fuori a dire cose che forse dovrei far morire sulle labbra prima di dar loro fiato. Ma lei si insinua, si insinua dappertutto. Sfrontata nei suoi desideri, folle nei suoi piani. Dannatamente esuberante.
Ogni volta che le ho dato retta, sono finita nei guai. E tuttavia non posso evitare di farlo: è la mia natura più autentica. Posso solo cercare di limitare i danni.

Data Stellare 04.01.2269

3.1.2269

Missione compiuta.

Data Stellare 31.12.2268

1.1.2269



Brindo al nuovo anno,
agli inferni che scoperchierà per noi
e ai paradisi su cui ci concederà
di posare lo sguardo.

Brindo a te,
al tuo desiderio di amare
e di essere amato,
che coltiverò come il più prezioso dei giardini
che si riceve in dono
senza averlo chiesto né meritato.

E brindo a te,
al tuo diritto di esistere felice,
che proteggerò con tutta me stessa:
per qualche battito di ciglia,
siamo stati due pianeti danzanti
attorno alla stessa stella,
in un altro universo.

Data Stellare 27.12.2268

27.12.2268

Il Natale più bello che io ricordi, quello di quest´anno. Nathan è stato dolcissimo, abbiamo trascorso insieme la giornata, abbracciati come se nient´altro importasse nell´universo. Ci voleva per ricaricarsi, per tornare a sentire i nostri sentimenti senza vergognarsene, con la certezza che niente li può distruggere, per quanto possano uscirne un po´ stropicciati. 
Il suo regalo è bellissimo: un anello empatico. La pietra cambia colore, a seconda di ciò che sto provando. Non so cosa significhino i colori che assume, ma finora ho capito che diventa gialla brillante quando sono felice, verde quando provo incertezza e dubbio, rossa quando provo vergogna o imbarazzo. Ancora non l´ho vista virare sul blu, chissà quando accadrà: è una continua scoperta.


Anche Armànd mi ha sorpresa con un regalo molto particolare: una candela che ha la fragranza di legno, resina e muschio e incredibilmente crepita come fosse davvero legna che brucia! Si è ricordato di quando gli ho detto che amavo pensare alle feste come a un periodo trascorso davanti al caminetto, un pensiero veramente gentile.
E sono sicura che intendesse anche altro, con quella candela. Una luce per vedere le cose così come sono, senza paura, con chiarezza. E per farlo, non è servito nemmeno accenderla: gli ho raccontato tutto, di Slim, di quanto mi avesse terrorizzata, di come me l´ero immaginato subdolo e insensibile. Alla fine ce l´ho fatta a dirgli tutto e mi sento libera. Non l´ho mai visto ridere in quel modo, penso che non riuscirà più a guardarmi senza pensare a quanto io sia stata ridicola e insensata. Abbiamo finito la serata a scherzare sul mio divorzio e sul suo essere un coccodrillo gentile. Non importa che penserà di me, da ora in poi: glielo dovevo. E lo dovevo a me stessa: ho spazzato via tutto dal tavolo, ora che è pulito e ben illuminato, si può ricominciare da capo.



Data Stellare 24.12.2268

24.12.2268

La fine di quest´anno così intenso e difficile sta arrivando. La nostra ultima missione ci ha portato ad un primo contatto con una civiltà, gli Xenar, particolarmente interessata ai nostri schemi empatici. Per tre giorni, abbiamo vissuto all´interno del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro, con un realismo molto accurato. 
Abbiamo ricevuto degli incoraggiamenti di cui forse avevamo bisogno: mi piace pensare che gli Xenar l´abbiano capito, percependo le emozioni dell´equipaggio e che in qualche modo abbiano voluto essere di aiuto.
Riportiamo indietro, da questa esperienza, tre oggetti e molti pensieri. In così poco tempo, quante date sono già impresse indelebilmente dentro di noi, non solo quelle simboliche che sono riportate nei regali Xenar.
Feste dolci e amare al contempo, feste strane, lontano da casa. Ho chiamato mamma e papà, un peccato vederli così rammaricati che quest´anno non ci si possa incontrare. Gli voglio bene, ma non so se capiranno mai perchè sto facendo tutto questo. Se potessero sapere cosa c´è dietro le date incise su questi ricordi, probabilmente non mi rimprovererebbero più di essermi dimenticata della Terra. 






Data Stellare 15.12.2268

15.12.2268

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie
Dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo
Dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d´umore
Dalle ossessioni delle tue manie
Supererò le correnti gravitazionali
Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
Ti salverò da ogni malinconia
Perché sei un essere speciale
Ed io avrò cura di te
Io sì, che avrò cura di te

Data Stellare 10.12.2268

10.12.2268

Mi sento come se avessi preso una improvvisa e inattesa boccata d´aria, dopo aver tenuto troppo a lungo la testa sotto l´acqua.
Ora so che potremo farcela davvero. La vita vince sempre, anche quando viene calpestata, maltrattata, spezzata. Tutto ricomincia, dietro uno sguardo, un sorriso, un´intesa, un bacio, uno sfiorare di mani, una parola detta al momento giusto. Sopra un brutto strato di ricordi si depositerà la polvere dorata di nuove esperienze e respireremo ancora, insieme.

Data Stellare 07.12.2268

<il testo è stato indicizzato in modo molto semplice, per risultare top search nel caso in cui all´interno del diario vengano effettuate ricerche testuali con le parole "figlio" e "figli">

7.12.2268

Figli miei,
se qualcuno di voi, un giorno, dovesse leggere queste righe, è perchè gli eventi hanno fatto sì che veniste alla luce, spero in un ambiente protetto e con le cure che si devono ad una creatura che nasce, sotto qualsiasi cielo.
Ignoro tutto di voi, persino il vostro sesso, il vostro aspetto, se mi somigliate o meno, se avete anche voi i capelli rossi o le lentiggini quando prendete il sole. Non conosco la vostra voce o il vostro pianto. 
Ho dovuto accettare che fosse così, perchè non avevo altra scelta. 
Spero che non mi odierete per questo. Voglio che sappiate che, da quando vi ho visti per la prima volta, non c´è stato nè ci sarà giorno in cui non vi sarà riservato un pensiero, un rammarico, un dolce dolore.
Avrei voluto tenervi dentro di me, e invece tutto è andato storto e ciò che vi ha generato mi è stato strappato via, mentre ero incosciente. E poi di nuovo, quando ero cosciente.
Vi ho amato e vi amerò sempre come si ama un figlio, soprattutto quello che non si è potuto mai stringere tra le braccia e vedere crescere giorno dopo giorno.
Ma se io posso sopportare l´idea del vostro risentimento nei miei confronti, perchè in fondo è lo stesso sentimento che provo per me stessa, vi prego invece di essere sempre fieri dei vostri padri. Sono uomini meravigliosi, coraggiosi, leali, fedeli, di grandi ideali e di infinita compassione. La loro presenza, vicino a me, mi ha convinta a proseguire la mia vita, dopo il vostro atroce concepimento, quando i più cupi pensieri mi trascinavano via verso il nonsense di questa strana cosa che chiamano esistenza.
Si chiamano Nathan Winchester e Armànd François De Rochefort. Non faticherete a trovare notizie sul loro conto, nei ruolini della Flotta Stellare. Siate orgogliosi di loro, come lo sono io, amateli come io li amo, ciascuno in un modo diverso, ma egualmente profondo e intenso. Credetemi quando vi dico che non avreste potuto avere padri migliori, neppure se aveste potuto sceglierli voi stessi o ne avessi avuto io la scelta.
Ora che sapete la verità, vivete leggeri. Siate liberi di essere voi stessi. Abbiate cura di voi e delle persone che amate. Abbiate cura della bellezza, dell´esistenza, della vita. Abbracciate, amate, siate felici. Nel mio piccolo, se ne avessi avuto l´occasione, avrei provato a insegnarvi come fare. Purtroppo lo farà qualcun altro per me o peggio dovrete imparare da soli. Confido che ce la farete. Vi abbiamo dato tutto quello che siamo, anche contro la nostra volontà. Ripartite da lì, e andate avanti, verso il vostro futuro. 
Vi abbraccio forte,
la mamma.

Data Stellare 06.12.2268

6.12.2268

To be, or not to be, that is the question:
Whether ´tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles
And by opposing end them. To die—to sleep,
No more; and by a sleep to say we end
The heart-ache and the thousand natural shocks
That flesh is heir to: ´tis a consummation
Devoutly to be wish´d. To die, to sleep;
To sleep, perchance to dream—ay, there´s the rub:
For in that sleep of death what dreams may come,
When we have shuffled off this mortal coil,
Must give us pause—there´s the respect
That makes calamity of so long life.