Il diario personale di Alexander Dormer, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
Detesto aver ragione sul lavoro
Quando quelli come noi hanno ragione, vuol dire che le cose stanno prendendo una brutta piega.
L´informativa che ho inoltrato al Tenente Costa e al Caposezione è risultata veritiera, le voci sentite sulla base e su cui ho indagato, erano vere.
Unica consolazione, l´informativa ha concesso una ventina di ore di preavviso, inutili al momento; un lusso non da poco in altri frangenti.
Anche per noi partenza immediata , viaggio verso la 81 con la USS Saratoga e Rendez-vous con la flotta sul confine.
Un´altra conterranea a bordo.
Finalmente qualcunaltro in grado di apprezzare le nostre tradizioni e la nostra cultura.
Donna affascinante e interessante.
Del resto con un cognome come il suo non potrebbe essere diversamente, Windsor, Charlotte Windsor.
La tensione per ciò che potrebbe accadere mi ha spinto ad accorciare un po´ le distanze con John. L´ho fatto senza pensarci troppo.
Non manca mai di dimostrarmi quanto tiene a me e al nostro rapporto.
Merita la stessa attenzione e lo stesso trattamento.
L´informazione è vita
E´ un paio di giorni che capto qui e la qualcuno che borbotta e si lamenta delle licenze annullate improvvisamente e senza spiegazioni. Sono iniziate sulla stazione, al bancone del club afterlife. Qualche parola.
Il giorno dopo ancora al club, ma stavolta anche in mensa della base. Ho chiesto a Victor, cameriere dell´afterlife. Mi ha confermato che ha sentito i marinai della sicurezza della Reliant lamentarsi perché a tutti erano state sospesi i permessi, anzi, personale della sicurezza ,in licenza ,richiamato d´urgenza in servizio per chissà quale motivo.
La voce ora sta circolando anche a bordo della Genesis. Qualcuno ha amici sulla Saratoga, dove pare stia capitando lo stesso. Victor ha sentito parlare due ufficiali di una task force che si starebbe formando, parrebbe, sul confine Gorn.
Forse sono solo voci da bar, o come dice Drex, fesserie che si raccontano ai neoimbarcati per spaventarli.
Ho chiesto un incontro con il Tenente Costa e con il capo sezione e ho fatto rapporto .
Al momento non è un problema imminente di sicurezza ma, potrebbe diventarlo; e poi queste voci che circolano a bordo potrebbero increspare un clima già abbastanza teso.
Il nostro compito è proprio cercare di prevenire problemi di sicurezza anticipando le contromosse.
I miei ordini sono di restare allerta e fare rapporto.
Ieri sera ho esagerato. Nel tentativo di scherzare ho mancato di rispetto a John. Mi sono buttato nel lavoro così da rifletterci a mente calma.
L´insediamento del nuovo Capitano; non ho sentito una sola parola.
Sono andato con le migliori intenzioni alla presentazione; arrivato in piazza mi sono inspiegabilmente intesito.
No, è spiegabilissimo. L´ultima volta ad un evento simile ci siamo trovati in mezzo ad un attentato.
Credo di aver fissato viso e movimenti di quasi ogni presente.
La vocina nella mia testa, la voce del mio istinto, mi ripeteva " adesso ricapita...adesso ricapita, stai pronto".
Negli anni la vocina del mio istinto mi ha suggerito di controllare dettagli che altrimenti mi sarebbero sfuggiti. Stavolta era un falso allarme, meglio così.
La stessa vocina mi ha suggerito di passare ufficiale. Se voglio poter lavorare con più libertà devo oltrepassare lo scoglio. L´ho ascoltata ancora, la domanda è stata accettata e passerò tirocinante.
Non la sto ascoltando sui sentimenti.
Mi ha messo in allerta; continua a ripetermi che poi i queste cose ci si fa male....come se non lo sapessi.
Sto provando a non affezionarmi, a mettere un muro, e non ci sto riuscendo. Non me la sento di allontanare John da me. Mi dimostra ogni istante quanto siano sinceri i suoi sentimenti e lo sto lasciando avvicinare sempre di più.
E diavolo, non me sto pentendo per nulla.
E poi no, e ancora no.
Non va.
Non va affatto. Mi serve una galoppata nelle mie campagne per riflettere.
Ho parlato con John della mia domanda per intraprendere la strada da ufficiale; è il mio primo sostenitore.
Sono stato chiamato dal Tenente Costa e poi dal capo Sezione.
Entrambe mi hanno stupito piacevolmente; pronte ad appoggiarmi e sostenermi nel percorso.
Anche un cadetto da aiutare a cui fare da tutor, non lo avrei mai pensato.
Mi piace il clima che si respira in sezione e mi piace il mio ufficio. Ho chiesto di restare qui a proseguire il percorso.
Un lavoro che mi piace, qualcuno che mi piace davvero e non è solo un passatempo.
Un periodo proficuo.
Ho inoltrato domanda.
Probabilmente avrò presto a pentirmene, ma la mia voglia di imparare, di collaborare attivamente e migliorarmi, ha prevalso.
Ho scritto al Mio Capo Sezione e alla Mia Referente Diretta, informandole. Non credo sia utile occupare il tempo di due ufficiali in questo frangente così precario e delicato; non per questioni prettamente accademiche.
A John non l´ho ancora comunicato. Gli avevo solo accennato qualcosa ma, sono certo sarà dalla mia parte.
Informative e ancora informative. Occhi sempre aperti.
Ho avvisato il Tenente Costa circa i miei sospetti. Ho appena fatto in tempo a suggerire di prestare attenzione al Cadetto in tirocinio in infermeria. Troppa empatia verso il soggetto in custodia, tanto da poter diventare ipoteticamente un problema.
La notte stessa il detenuto muore, tanto improvvisamente quanto inspiegabilmente. Presente il Cadetto stesso, che tenta di rianimarlo e infine ne dichiara il decesso.
Coincidenze, fatalità, o forse no.
E poi ancora lui.
Che mi sente chiacchierare al bar in merito all´attentato al Comando. Si premura di scrivermi invitando me a non parlare di cose segrete al bar minacciandomi di avvisare i miei superiori. Lui.....proprio lui.
Lui che discuteva di indagini Seclar 5 proprio allo stesso tavolo.
Così sono costretto a inviargli copia della prima pagina dell´ ´Herald, dove troneggia l´articolo che parla dell´attentato, e gli rammento che l´evento non è un segreto, tutti sanno dell´attentato. L´indagine che sicuramente è In corso semmai è riservata, ma nessuno al tavolo stava parlando di quello. Gli chiedo un incontro per cercare di chiarire le posizioni, del resto capiterà purtroppo di dover lavorare insieme. Rifiuta. Dice che non gli interessa e che non intende più collaborare con la sezione investigativa. Siamo tutti convinti sia tutto mosso solo da gelosie sentimentali, e da null´altro.
E poi, prima di intraprendere una discussione, si dovrebbe essere consapevoli se si è in grado di sostenerla o meno.
Nel frattempo qui è un casino totale. Ieri sera hanno sollevato dal comando il Capitano. Pare ci sia stato quasi un ammutinamento ma non posso dirlo con certezza, mi sono ritrovato blindato al ponte 18 senza poter muovermi. Tante voci di corridoio, nessuna certezza.
Siamo tutti tesi. I miei sensi sono attivi come non mai.
Mi servirebbe una passeggiata a cavallo tra le mie campagne all´alba, una delle poche cose che mi rilassi davvero.
Questa volta non ho potuto tacere.
Ennesima prova che qualcosa mi manca della formazione della flotta.
A casa quando un´indagine era riservata io e i miei colleghi ci scambiavamo informazioni solo in ufficio. Oppure via note criptati, oppure non ne le scambiavamo affatto. Tutto filava liscio, nessuno aveva dubbi sull´interpretazione del concetto di "riservato" "delicato" o "segreto", mai in anni di lavoro ho avuto problemi in merito.
Su una nave federale forse è diverso.
Il concetto di seclar lo spiegano bene al corso , anzi benissimo,ma qualcosa mi sfugge sulla sua applicazione. O forse molti di loro quelle lezioni le hanno perse. Gli ordini superiori sono chiari. L´indagine è coperta da Seclar di sicurezza livello 5. Quindi vi accedono capi sezione, personale coinvolto nelle indagini e pochi altri.
Qui no.
È lecito parlarne al bar o nei locali di svago. È lecito parlare di informazioni non ancora scritte nei rapporti ufficiali tra un cucchiaio di tiramisù e un chinotto. Il personale di grado inferiore deve tacere. Io, sottufficiale addetto alle investigazioni e al controspionaggio mi son sentito dire che devo stare muto da un tenente dell´armeria , perché lui è un tenente e io no; perché io non devo spiegare a lui cosa sia la riservatezza e un seclar, quindi a priori lui può parlare a mensa di indagini riservate e io sono uno zero per ricordargli che sta commettendo una grave infrazione.
E poi suvvia, stava bisbigliando dice, tanto che da 2 tavoli di distanza sentivo che parlottavano. Nulla, difficile anche far capire che anche se bisbigli, quella è la mensa e abbiamo già espresso il dubbio ci possano essere infiltrati a bordo.
In ogni caso deve essere proprio così , perché anche altri ufficiali si sono sentiti offesi dal mio comportamento ingiurioso.
E poi ci sono altri argomenti, ancora piu´ delicati, tanto che è vietato affrontarli o scriverne fuori da certi luoghi; ma loro no.
Possono chiederti al bar come sta procedendo quell´indagine.
Ho fatto rapporto ufficiale, e mi costerà una serie di rogne sicuramente perché cane non morde cane.
E poi mi sono anche rovinato un appuntamento romantico per questo, e mi sono dovuto scusare.
Una missione che fin dall´inizio sembra assolutamente una fregatura tattica. Una trappola.
Spostare un detenuto per un processo di cui la sentenza è già chiara. Perché non da remoto?
Concedere di svolgerlo fuori giurisdizione federale. Ci sono accordi bilaterali si, ma in caso di problemi quanto l´autorità federale avrà interesse a farli rispettare? Una crisi diplomatica per un soggetto così?
Per un pluricondannato che metà di noi giustizierebbe sul posto, probabilmente quasi senza rimorso.
La legge si rispetta, come si rispettano i diritti, che sono indiscussi.
Ma uno così lo lascerei in mano a quelli del dipartimento operazioni speciali.
Informazioni scarne.
Parallelamente un´altra indagine riservata.
Ancora più delicata, pochi i nomi coinvolti.
E lui, uno dei pochi informati dei fatti, che candidamente ne vuole parlare al bar.
Il concetto di riservatezza che viene a mancare.
Mi sento in dovere di informare i superiori ma sono combattuto. Sono pur sempre l´ultimo arrivato e non vorrei aver preso un abbaglio.
In effetti l´abbaglio l´ho preso, ma non sul lavoro, e non sull´indagine. Sono davvero sorpreso negativamente dal mio approccio a questa nuova situazione. Altrettanto speranzoso però che ne valga la pena.
Mensa piena, tanto piena da dover aspettare quasi mezz´ora per il mio thè.
Molti nuovi imbarchi.
L´alloggio si è riempito di gente, l´addetto al banco della mensa , interessante e simpatico, e un´altra donna, uno scienziato, che ho solo intravisto in mensa.
Non so´ se posso reggere altri trucchi in giro per la stanza , ma soprattutto altri vestiti , scarpe e profumi mollati qua e là.
A maggior ragione perché nessun loro vestito o scarpa regge il confronto con i miei.
Su misura dal miglior sarto di Oxford street, non c´è storia, British style docet.
Un´altro collega criminologo a bordo, shuntaro, giapponese.
Cultura marcata, siamo entrati subito in confidenza.
La conferma a ciò che ho sempre pensato, la loro è l´unica cultura terrestre di rilievo oltre quella inglese.
La storia insegna. Mentre i nostri rispettivi avi piantavano le basi dell´umanità creando opere magnifiche, nel resto del pianeta giocavano con pietruzze e perline.
Magari potremo collaborare
Drai ha le basi per servire il mio amato thè come si conviene.
Un rifugio qui a bordo.