Il diario personale di Alexander Dormer, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
Informative e ancora informative. Occhi sempre aperti.
Ho avvisato il Tenente Costa circa i miei sospetti. Ho appena fatto in tempo a suggerire di prestare attenzione al Cadetto in tirocinio in infermeria. Troppa empatia verso il soggetto in custodia, tanto da poter diventare ipoteticamente un problema.
La notte stessa il detenuto muore, tanto improvvisamente quanto inspiegabilmente. Presente il Cadetto stesso, che tenta di rianimarlo e infine ne dichiara il decesso.
Coincidenze, fatalità, o forse no.
E poi ancora lui.
Che mi sente chiacchierare al bar in merito all´attentato al Comando. Si premura di scrivermi invitando me a non parlare di cose segrete al bar minacciandomi di avvisare i miei superiori. Lui.....proprio lui.
Lui che discuteva di indagini Seclar 5 proprio allo stesso tavolo.
Così sono costretto a inviargli copia della prima pagina dell´ ´Herald, dove troneggia l´articolo che parla dell´attentato, e gli rammento che l´evento non è un segreto, tutti sanno dell´attentato. L´indagine che sicuramente è In corso semmai è riservata, ma nessuno al tavolo stava parlando di quello. Gli chiedo un incontro per cercare di chiarire le posizioni, del resto capiterà purtroppo di dover lavorare insieme. Rifiuta. Dice che non gli interessa e che non intende più collaborare con la sezione investigativa. Siamo tutti convinti sia tutto mosso solo da gelosie sentimentali, e da null´altro.
E poi, prima di intraprendere una discussione, si dovrebbe essere consapevoli se si è in grado di sostenerla o meno.
Nel frattempo qui è un casino totale. Ieri sera hanno sollevato dal comando il Capitano. Pare ci sia stato quasi un ammutinamento ma non posso dirlo con certezza, mi sono ritrovato blindato al ponte 18 senza poter muovermi. Tante voci di corridoio, nessuna certezza.
Siamo tutti tesi. I miei sensi sono attivi come non mai.
Mi servirebbe una passeggiata a cavallo tra le mie campagne all´alba, una delle poche cose che mi rilassi davvero.
Questa volta non ho potuto tacere.
Ennesima prova che qualcosa mi manca della formazione della flotta.
A casa quando un´indagine era riservata io e i miei colleghi ci scambiavamo informazioni solo in ufficio. Oppure via note criptati, oppure non ne le scambiavamo affatto. Tutto filava liscio, nessuno aveva dubbi sull´interpretazione del concetto di "riservato" "delicato" o "segreto", mai in anni di lavoro ho avuto problemi in merito.
Su una nave federale forse è diverso.
Il concetto di seclar lo spiegano bene al corso , anzi benissimo,ma qualcosa mi sfugge sulla sua applicazione. O forse molti di loro quelle lezioni le hanno perse. Gli ordini superiori sono chiari. L´indagine è coperta da Seclar di sicurezza livello 5. Quindi vi accedono capi sezione, personale coinvolto nelle indagini e pochi altri.
Qui no.
È lecito parlarne al bar o nei locali di svago. È lecito parlare di informazioni non ancora scritte nei rapporti ufficiali tra un cucchiaio di tiramisù e un chinotto. Il personale di grado inferiore deve tacere. Io, sottufficiale addetto alle investigazioni e al controspionaggio mi son sentito dire che devo stare muto da un tenente dell´armeria , perché lui è un tenente e io no; perché io non devo spiegare a lui cosa sia la riservatezza e un seclar, quindi a priori lui può parlare a mensa di indagini riservate e io sono uno zero per ricordargli che sta commettendo una grave infrazione.
E poi suvvia, stava bisbigliando dice, tanto che da 2 tavoli di distanza sentivo che parlottavano. Nulla, difficile anche far capire che anche se bisbigli, quella è la mensa e abbiamo già espresso il dubbio ci possano essere infiltrati a bordo.
In ogni caso deve essere proprio così , perché anche altri ufficiali si sono sentiti offesi dal mio comportamento ingiurioso.
E poi ci sono altri argomenti, ancora piu´ delicati, tanto che è vietato affrontarli o scriverne fuori da certi luoghi; ma loro no.
Possono chiederti al bar come sta procedendo quell´indagine.
Ho fatto rapporto ufficiale, e mi costerà una serie di rogne sicuramente perché cane non morde cane.
E poi mi sono anche rovinato un appuntamento romantico per questo, e mi sono dovuto scusare.
Una missione che fin dall´inizio sembra assolutamente una fregatura tattica. Una trappola.
Spostare un detenuto per un processo di cui la sentenza è già chiara. Perché non da remoto?
Concedere di svolgerlo fuori giurisdizione federale. Ci sono accordi bilaterali si, ma in caso di problemi quanto l´autorità federale avrà interesse a farli rispettare? Una crisi diplomatica per un soggetto così?
Per un pluricondannato che metà di noi giustizierebbe sul posto, probabilmente quasi senza rimorso.
La legge si rispetta, come si rispettano i diritti, che sono indiscussi.
Ma uno così lo lascerei in mano a quelli del dipartimento operazioni speciali.
Informazioni scarne.
Parallelamente un´altra indagine riservata.
Ancora più delicata, pochi i nomi coinvolti.
E lui, uno dei pochi informati dei fatti, che candidamente ne vuole parlare al bar.
Il concetto di riservatezza che viene a mancare.
Mi sento in dovere di informare i superiori ma sono combattuto. Sono pur sempre l´ultimo arrivato e non vorrei aver preso un abbaglio.
In effetti l´abbaglio l´ho preso, ma non sul lavoro, e non sull´indagine. Sono davvero sorpreso negativamente dal mio approccio a questa nuova situazione. Altrettanto speranzoso però che ne valga la pena.
Mensa piena, tanto piena da dover aspettare quasi mezz´ora per il mio thè.
Molti nuovi imbarchi.
L´alloggio si è riempito di gente, l´addetto al banco della mensa , interessante e simpatico, e un´altra donna, uno scienziato, che ho solo intravisto in mensa.
Non so´ se posso reggere altri trucchi in giro per la stanza , ma soprattutto altri vestiti , scarpe e profumi mollati qua e là.
A maggior ragione perché nessun loro vestito o scarpa regge il confronto con i miei.
Su misura dal miglior sarto di Oxford street, non c´è storia, British style docet.
Un´altro collega criminologo a bordo, shuntaro, giapponese.
Cultura marcata, siamo entrati subito in confidenza.
La conferma a ciò che ho sempre pensato, la loro è l´unica cultura terrestre di rilievo oltre quella inglese.
La storia insegna. Mentre i nostri rispettivi avi piantavano le basi dell´umanità creando opere magnifiche, nel resto del pianeta giocavano con pietruzze e perline.
Magari potremo collaborare
Drai ha le basi per servire il mio amato thè come si conviene.
Un rifugio qui a bordo.
"È seduto sul suo letto in dopo la doccia. Le gambe sono incrociate Una sotto l´altra sul letto. A dorso nudo con un asciugamano legato in vita e digita sul note"
Alla fine ieri sera abbiamo dormito insieme di nascosto. La serata è stata tesa. Un po´ per colpa mia. Il fare di Leland, anzi no, del tenente Nolan, mi ha innervosito. Lo vedo che mi guarda storto, non serve che finga di ignorarci. John dice che è normale, la sua frase "provava qualcosa per entrambi, e siamo finiti a stare insieme noi due" mi ha innervosito.
Non per la frase in sé, è vero, insieme o non insieme abbiamo iniziato un rapporto.
Mi ha indispettito l´averlo dato per scontato senza averne parlato. Forse si, stiamo insieme, ma mi sarebbe piaciuto sentirmelo chiedere, forse. O non lo so´ cosa abbia innescato la mia reazione. Non amo gli incasellamenti, Ancor meno se scontati per partito preso. Ci siamo riappacificati, credo .
Il Tenente invece è tornato all´attacco stamattina al bar. Ha cominciato a pungolarmi asserendo che io avessi qualcosa da dirgli.
L´ho invitato a sputare il rospo .
Ovviamente è convinto io abbia mentito. Secondo la sua versione io frequentavo John prima che lui ne fosse attratto.
Peccato non gli avessi mai nemmeno parlato. Ci siamo conosciuti davvero diversi giorni dopo.
Beh, noi due la verità la conosciamo.
E ormai non ho più tempo per gli struggimenti sentimentali altalenanti del tenente.
Abbiamo un´indagine da portare avanti con alcuni ufficiali, e devo pensare a quello.
Ma qui non potrò annotarmi nulla. Il fle del diario è criptato ma, l´indagine è troppo delicata per lasciar traccia.
Devo parlare con john. Comunque dobbiamo sistemare la cosa.
Altro borsone da svuotare. Ritrasferiti a bordo.
Chissà, magari pomeriggio riuscirò a fare un ultimo bagno in mare prima di ripartire.
E poi si inizia a lavorare. Abbiamo già un lavoro da svolgere, riservato, molto riservato e delicato. Uno di quegli incarichi fatti per me.
A fine riunione sono passato nel suo alloggio. Non lo stavo cercando, andando da me ho sentito il violino in lontananza e ho cercato la sua porta.
Si ok, un po´ lo cercavo, ma l´ho trovato per caso, quello si.
Abbiamo entrambi una fottuta paura e poi ieri ero davvero giù. Quel suo lungo abbraccio mi serviva davvero e l´ho proprio cercato.
Essere improvvisamente vulnerabile, non è mai stata cosa mia.
Mi fa sentire in modo strano.
Mi ha parlato della sua famiglia e mi ha fatto entrare nella sua vita. Il mio essere poliziotto è uscito anche in questa situazione, gli ho chiesto del suo ex, del suo passato. Non si è scomposto.
Abbiamo tirato tardi insieme. È stato con me in alloggio mentre mi vestivo. Poi tutta la serata a cena e infine New York a casa sua, sotto le sue lenzuola.
Quando è quel preciso momento in cui due persone capiscono di stare davvero bene insieme?
Quando uno deve accettare che non ha senso fare resistenza e che deve lasciar entrare qualcuno nella propria vita?
I violinisti lo sono anche fuori dall´attività musicale, ti intortano, ti ammaliano, ti sviolinano sotto il naso il loro pezzo migliore come un pavone ti mostra la sua ruota colorata.
Ci stai riuscendo pavone. Sto fissando la tua ruota e mi piace parecchio.
Vediamo se sei capace di farmela fissare a oltranza.
Giornata libera. Ho pensato di fare un salto a Londra a salutare amici e ex colleghi. Poi ho saputo che lavorano persone che preferisco non vedere, non ancora e ho quindi deciso che Oggi mi dedico al mare, alla musica e al relax. La mia pelle inglese old style, ha bisogno di sole.
Ieri abbiamo passato la serata in spiaggia.
C´è una buona sintonia.
Dobbiamo capire se è ciò che vogliamo davvero.
Se sia giusto legarsi in un rapporto esclusivo e paritario.
Ci servirà del tempo per capirlo, troppo facile lasciarsi guidare dagli istinti.
Una birra al club e un bagno serale in baia.
Il programma iniziale doveva essere quello.
La birra è stata interrotta dall´arrivo di Leland.
Si siede sullo sgabello vicino e mi comunica che non è scattato nulla, gli dispiace, forse saremo amici ma probabilmente nemmeno quello, solo colleghi.
Non mi ha dato il tempo di replicare e se n´è andato.
In effetti ricordo una serie di imput diversi da lui.
Prima mi comunica di essersi innamorato follemente di John. Poi di essersi confuso, che ama e vuole stare con me e che prima ancora amava un altro uomo imbarcato sulla nave.
Ricordo anche quanto si è irrigidito al mio rispondere che prima di frequentare qualcuno, ci si deve conoscere e io al momento non cerco nulla.
Ora dice altro. Come vuole, del resto ha deciso tutto in autonomia sin dal primo giorno.
Ho avuto un incontro rapido con il capo sezione. Abbiamo affrontato alcune considerazioni sull´attentato.
Sperando che le indagini le segua una terza parte esterna ai fatti. Non noi, perché come dice, emotivamente coinvolti, ma nemmeno la sicurezza locale.
Leggerezze operative e di analisi preventive del rischio sembrano aver agevolato l´attentato.
La sua risposta mi ha ricordato la struttura della flotta, qualcuno deciderà e noi eseguiremo.
Stelle, sabbia, bagno serale e cena in mensa, da solo.
Il mio miraggio di secondo appuntamento si è concluso così.
Alcuni impegni della controparte l´hanno fatto saltare.