Il diario personale di Alexander Dormer, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
48 ore
Tanto c´è voluto per farsi convincere da qualcuno a riformulare pensieri e priorità.
Speravo di valere un po´ di piu di 48 ore.
Speravo di non dover sentirmi dire " mi spiace , non è colpa tua...io aspetterei anche ...sicuro di non volerci ignorare finché non si potrà..."
Ti dispiace?
Aspetteresti anche?
Sai dove puoi infilarti le tue gentilissime concessioni da diplomatico del Ca***?
Hai preso il bene che ti voglio e ci hai pisciato sopra.
Questa è la vita , genio, io non sono il tuo lavoro.
Questa cosa del Cadetto in tirocinio sta diventando grottesca.
Per l´ennesima volta mi è stato ripetuto che anche il solo parlare con un ufficiale ed essere soli in una stanza , potrebbe creare sospetti, voci, malumori.
Grottesco e snervante.
Non posso bere un caffè con nessuno che abbia un grado perché potrebbe essere travisato. Non posso essere da solo in un locale qualsiasi con un ufficiale perché la cosa potrebbe dare adito a voci o dubbi sulle sue eventuali valutazioni sul mio tirocinio e dovremmo avere una qualsiasi giustificazione pronta. Quindi non posso lavorare se c´è un ufficiale solo presente perché .....perché cosa?
Questa cosa è fonte di forte stress.
Da oggi non rivolgerò più la parola ad un superiore se non interpellato, perché potrebbe essere travisato. E quando torneremo, se torneremo, la cosa avrà un seguito nelle sedi opportune.
Le regole vanno bene, i limiti anche, le persecuzioni no, e questa è una persecuzione che andrà segnalata.
Segreto
informazione per pochi e preclusa ai più.
Fino a ieri un segreto era solo un argomento del mio mondo lavorativo; Informative, indagini, appostamenti e silenzi.
La mia vita privata non era compresa in questa equazione.
Ora la scelte mi hanno portato a questo, a diventare il segreto di qualcuno.
La carriera lavorativa è importante, non lo nego.
Lo è così tanto da chiedere alla persona a cui tieni di infilarsi in un buco fino a data da destinarsi?
Forse si. Ho accettato, con molti ma.
No so se sarò in grado.
Ufficialmente la nostra frequentazione si è conclusa, perché così vuole il regolamento e cosi qualche ufficiale tanto solerte gli ha ricordato.
Il regolamento si rispetta.
Lo sapevo benissimo anche io quando da sottufficiale ho iniziato a frequentare un cadetto, di fatto un sottoposto.
Ma valeva la pena, e l´ho fatto .
Conosco il mio carattere e so´ come sono.
Quando mi viene chiesto di stare in disparte io mi metto in un angolo, e osservo.
Ma non sono un segreto, io ne sono soltanto custode, di segreti.
Un´altra borsa da riempire.
Divise, biancheria, effetti personali e chitarra.
Spostati sulla Stargazer. Dormire tutti insieme in un corridoio senza privacy.
Non mi interessa se mi vedono passare mezzo nudo per andare alle doccie, ma il non avere un po´ di silenzio attorno a me, ogni tanto.
E poi è arrivato quel giorno. Quello che sapevo sarebbe arrivato.
Quello in cui, ti sei affezionato a qualcuno ma quel qualcuno inizia a prendere un po´ le distanze.
Lo sapevo io e lo sapeva lui.
Lo dissi fin da subito che mi intimoriva affezionarmi , come sottufficiale non potevo frequentare un sottoposto.
Rispose che non mi credeva così ligio alle regole, anzi, e poi non gli importava.
Ora situazione inversa, io cadetto e lui che sta per diventare ufficiale. Si deve allontanare perché è vietato, perché il tempo sarà sempre meno.
Che strana cosa la prospettiva, da me ci si aspettava che non fossi così ligio alle regole, del resto ero un sottufficiale.
Da lui ci si aspetta che molli tutto per un grado, perché è vietato.
Dice che non mi sta mollando ma, di fatto ci è vietato frequentarci, ne avrà il tempo per farlo, ne potrà farsi vedere in giro con me.
Io non sono il segreto inconfessabile di nessuno, non lo merito.
Stavolta sarà diverso.
Non ci saranno né scene, ne sofferenze ne rimpianti.
Devo pensare al mio lavoro e agli studi.
Non ha nemmeno senso versare una lacrima.
Se il destino vorrà ci sarà modo
.....un giorno.
Ennesimo attacco.
Altro abbordaggio e altri morti.
Per puro caso ero non lontano dal ponte 21, così da arraffare la dotazione e unirmi ai sottufficiali per cercare di contenere gli intrusi.
Per puro caso non sono tra i morti.
Abbiamo cercato di resistere fino all´arrivo del capo sezione e del tenente Acker.
Il sottufficiale di fianco a me è stato preso in pieno petto; ho fatto di tutto per aiutarlo, per trascinarlo al coperto ma sono stato colpito anche io. Una brutta ferita alla gamba, ma non letale.
Con il sangue che sgorga da una ferita, tra i colpi che ti sfiorano , pensi sempre a mille cose.
Che il momento purtroppo è giunto. Che non hai detto addio alla famiglia, a chi diavolo finirà la collezione di vinili. E la chitarra? E la Bentley del 23 del trisavolo George V mantenuta come fosse un oracolo? Che fine farà....ai miei interessa nulla di quei cimeli.
Ma in effetti in quel momento ho solo pensato a me stesso. A John che non avrei più rivisto. Almeno un addio.
Ma è andata bene.
Anche questa volta posso ancora raccontarla
È vero che le tragedie aiutano a dare il peso giusto alle cose. Mi si è avvicinato il tenente Nolan e mi ha proposto di chiudere le nostre divergenze.
È successo mentre cercavo indizi sulle rive del lago, se il tenente bajoss dice di aver visto qualcosa, probabilmente c´è qualcosa, la mia vocina mi dice di indagare a fondo. Non ho ancora trovato nulla, a parte l´abbraccio del tenente , con cui mi sono riappacificato. Non mi è andata poi male.
La vita è effimera, lo sappiamo tutti ma spesso non ci badiamo.
Appunto la tragedia lo ha ricordato a tutti noi, che dobbiamo vivere al meglio, qui e ora.
Non voglio perdere la persona che amo e non ha senso girarci troppo attorno.
Ho confidato a John che mi piacerebbe portare il nostro rapporto ad un livello superiore.
La mia vocina in testa mi dice di fermarmi.
Che non sto rendendo come dovrei. Dormo poco nulla, quel poco, è un sonno che non ristora.
Probabilmente saranno i pensieri, ciò che ho visto...che abbiamo visto.
Piantono la mensa trasformata in ospedale , piantono i corridoi, controllo gli armadietti di emergenza, metto a posto qui e la le cose che trovo.
Chi metterà a posto me?
Mi sto tenendo insieme, cerco di arrivare a sera senza crollare.
Vorrei poter scrivere a casa per tranquillizzarli, mia madre avrà già scomodato mezzo comando per sapere qualcosa. Qui non ci sono ripetitori subspaziali e siamo isolati.....si, mi sento tremendamente solo.
Abbiamo fatto quello che potevamo.
Resta frustrante essere a pochi metri di distanza da colleghi agonizzanti e non poterli raggiungere.
Rendersi conto che stanno morendo lentamente, sicuramente soffrendo, ma nulla, non hai le risorse per salvarli. Corpi da spostare e da ammassare, aree da liberare, sistemi da riprestinare, ma soprattutto scene di isteria di massa da contenere.
La sezione è apparsa coesa. Abbiamo fatto ciò che si poteva. Ci avviliremo poi per ciò che non abbiamo potuto fare.....e accadrà.
Lo sappiamo tutti. Il Tenente Jones mi ha chiesto di dare un occhio ai cadetti più giovani, perché alcuni di loro arrivano direttamente dall´Accademia e prima ancora da casa. Non sono abituati a drammi come questi, ancora. Io come sottufficiale e come poliziotto ancora prima, di schifo ne ho visto abbastanza. Ovviamente non di questa entità.
Ho sempre un pensiero per John. Si è dimostrato sveglio e reattivo, ma ovviamente l´apprensione rimane. Lui è proprio uno di quei ragazzi.
Cose così probabilmente erano lontane dalla sua vita.
Ma è forte.
Ci siamo ripromessi di non farci sovrastare dalla preoccupazione. Ognuno di noi sa´ il fatto suo.
Questa tuta da cadetto non mi piace per nulla.
È solo una fase transitoria, ma davvero non mi sento a mio agio.
Per fortuna ho avuto tutto il supporto possibile dalla sezione e dai suoi massimi esponenti.
John è il primo a fare il tifo per me. Si è dimostrato presente e paziente e di questo devo esser grato.
Non sarà un periodo facile ma Studierò e farò bene, come sempre.
Che qualcuno avrebbe segnalato la nostra frequentazione ai superiori, era un fatto atteso. Sarebbe successo prima o poi, lo sapevamo e ne avevamo parlato.
Invece stupisce un po´ di più la segnalazione per le nostre effusioni pubbliche. Sarebbe curioso sapere quali e quando, perché oltre tenerci un paio di volte la mano a pranzo e un paio di piccoli baci , nulla è accaduto mai.
Porto a casa la segnalazione fattami, nel farlo però informo il mio capo sezione che se, come è giusto che sia, si prevede che su questo argomento venga rispettato alla lettera il regolamento, dovrà essere seguito da tutti e sempre.
Da qui in poi segnalerò ogni piccola violazione.
Perché si, in questi mesi di baci, palpeggiamenti, strusciamenti , in pubblico ne ho visti molti. Ma di remind al regolamento e contestazioni, nessuna.
Fa più notizia invece apprendere, molte ore dopo, che sarei stato segnalato nientemeno al Capitano in persona, per violenza fisica e verbale contro John.
Sorvolo sulla parte legale e procedurale.
Mi chiedo chi è perché può aver segnalato direttamente al capitano una cosa simile, senza prima chiedere o informarsi.
Non mi è chiara la parte in cui mi viene comunicato, in via ufficiosa, che una segnalazione a valenza penale è stata fatta alla piu alta carica a bordo, ma non essendo una vera denuncia non viene trattata come secondo la normativa.
Un rapporto scritto al capitano su un presunto reato penale, cosa sarebbe se non , di fatto, una denuncia?
Avrei il diritto di essere informato del caso, di sapere chi mi contesta cosa. Avrei il diritto di potermi difendere, di sentire cosa ha da dire la presunta vittima, e di poter controdenunciare.
In fondo , mi sono state mosse accuse di violenza fisica, morale, privazione della libertà. Ci sarebbe non solo da rimetterci la carriera, ma da finire in colonia penale federale.
Un´indagine ferma. Totalmente ferma.
Ferma perché l´ufficiale addetto alle analisi ha altro da fare, tanto è ritenuto solo un caso marginale.
Passare ufficiale.
Sarà la cosa corretta?
Tante belle parole, sorrisi e intenzioni.
Passano le settimane e non ne so più nulla, intanto incontro in mensa e nei corridoio gli stessi cadetti da molte settimane. Stessa facce, stessi cadetti ancora in tirocinio.
Sarà il percorso giusto?
Siamo arrivati alla 81. Sento che la situazione potrebbe degenerare rapidamente. Non mi piace. Noi siamo abituati le cose a cercare di prevenirle. E quando sono accadute , a indagare sul perché e sul percome.
Essere qui e percepire che sta per accadere, non aver il potere di fare, prevenire..... è frustrante.
Mi sono lasciato andare con lui. In un momento in cui ho voluto che sapesse davvero cosa sento.
Ma non sono sicuro di aver fatto la cosa giusta.
È il momento adatto per aprirsi così? Ci conosciamo abbastanza ? Non sarò stato avventato?
Abbiamo condiviso molto, certo.
Sarà abbastanza.....sarà la cosa giusta?
L´unica certezza è che non voglio ricadere negli stessi errori stereotipati.
Probabilmente l´istinto mi ha portato a bruciare qualche tappa. Ed è solo colpa mia.