Diario di Sankov

Il diario personale di Sankov, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!

Sankov

Sankov

Data Stellare 07.11.2263

<è nel suo alloggio, al ritorno dell’incontro con la governatrice,  accasciato sulla brandina,  afferra il suo bicchiere colmo di liquore vulcaniano sottratto in maniera mirabile a Soratek, quindi con un movimento della mano inserisce il suo chip iso nella console iniziando a parlare>

Aggiorniamo il diario….anche se farei volentieri a meno visto le mie considerazioni…ma forse un giorno qualcuno recupererà questo mio diario.. <sospira> il mio rapporto sulle condizioni del mondo supera ogni più pessimistica previsione..<riflette> burocrati..politicanti, la peggiore razza dell’universo, <dice sommessamente> i pianeti andrebbero governati dagli uomini di scienza, lungimiranti e pronti alla concertazione. Un pianeta allo sbando alla mercè di uomini senza scrupoli che per pura bramosia del potere ingaggiano una guerra civile senza sosta. Forse solo apparentemente si arriverà ad una tregua con i ribelli e ad una riappacificazione con il popolo <pensieroso> Ma la guerra non è ancora finita e credo non finirà mai, dato che i problemi per la sopravvivenza individuale e collettiva tolgono urgenza e importanza ad ogni trattato. Devo confessare a me stesso che questa missione anche se mi ha toccato marginalmente, è stata un vero incubo, e a volte penso che non mi sarebbe importato niente se mi avessero ucciso. La mia attività da scienziato è l’unica cosa rimastomi a dare un senso alla mia vita e ad essa mi aggrappo come ad un’ancora di salvezza. Spero che la missione stia per terminare, in modo che possa riposare..<serio > ma purtroppo so bene che il riposo  permetterebbe alla mia mente di ricordare, ma forse.. concentrandomi nel lavoro di ricostruzione interna… riuscirò a trovare un pò di pace e riappacificarmi con il mondo.

Data Stellare 08.10.2263

<registrazione su Dnote>

Uscito dal Centro benessere,rimasi seduto sulla sabbia per circa un’ora, lo sguardo perduto sul mare, seguendo mentalmente le creste di spuma che si infrangevano sul litorale. Pensai alla mia patria….al diavolo anche loro, al diavolo la patria. Inutile pensarci, alla patria. La patria è dove mi trovo a vivere. Ripresi a guardare la colorazione verde-grigio del mare. Non riuscivo a pensare a nulla di definito. La mia mente si adagiava nel riposo. Un meraviglioso senso di pace si veniva impossessando sempre più profondamente della mia anima e del mio corpo. Dimenticai, allora, il cielo e la terra. Una canzone così carezzevole per i nervi mi cullò in un molle dormiveglia, dal quale non mi destai che quando giunse alle mie orecchie le voci di alcuni miei colleghi.

Data Stellare 28.07.2263


Chiunque può fare uno sbaglio. ma quanto
più progredita è una civiltà, tanto più disastroso è lo sbaglio

Data Stellare 17.07.2263

Luogo: Alloggio
Dispositivo: Dnote
Modalità di trasmissione: manuale su Dnote, testo salvato su chip isolineare

Per voi,
Irina Novikov e Borimir Sankov

Miei cari,
vi lascio queste righe quale conclusione di anni di sforzi intesi a migliorarmi e a preparare un migliore avvenire sia per me che per voi.
La convinzione di un Ente Supremo si era rafforzata in me in passato, allorquando vagavo in solitudine per i bassifondi di Kiev. Lo sapete bene, questa profonda convinzione è stata lo stimolo principale che mi ha spinto a percorrere la strada dello spazio, convinto di contribuire, da essere limitato, a portare questa umanità entro un’ordine di tale principio universale dal quale mi sentivo ingiustamente di non farne parte.
Ma a volte, ho dovuto lottare contro il dubbio atroce di aver turbato sia pure che in buona fede un’ordine di eventi prestabiliti e indispensabili al conseguimento di nobili finalità più alte o comunque incomprensibili alle nostre intelligenze rudimentali. Quella debole ma pur vivace scintilla divina che rischiara le nostre menti e dirige le nostre azioni mi ha indotto per un certo periodo a considerarmi quasi un apostolo, saggio e obiettivo interprete di tale volontà cosmica, a chinare il capo, spesso confuso e annichilito di fronte ad un Ente Supremo oscuro, assurdo e caotico, creatore di un universo luminoso, logico e ordinato.

Ma….in me adesso vi è uno stimolo invincibile che sommerge la mia stessa volontà e rende vano ogni artificiale condizionamento. La mia resistenza organica è stata fiaccata negli ultimi anni, ma adesso la mia vita è al centro dell’universo, mi sento padrone di me stesso.

Vi lascio miei cari, pensando di contribuire a rendere il vostro soggiorno sulla nostra amata Terra, il più gradevole possibile e assicurarvi per lungo tempo ancora un cielo azzurro, le foreste e i mari..


Vostro Andrey

Data Stellare 10.07.2263

Luogo : alloggio in tenda

<Inizia a scrivere manualmente sul proprio dnote salvandolo su chip isolineare>

Qualunque sia il prezzo che devo pagare, nulla è paragonabile alla soddisfazione nel vedere appagata la voglia di conoscenza. Al di là di un equipaggio ridicolo, non certo idoneo per affrontare missioni esplorative…questi giorni trascorsi sul terzo pianeta del Sistema AK-256, rimarranno impressi in me indelebilmente. Nella parte meridionale chiusa da muraglie di monti dominati da nevi perenni, il silenzio atterriva. Le scansioni geologiche che evidenziavano la pietraia aggrovigliata e contorta richiamava in me l’idea di inquitanti forze primordiali scatenate un tempo lontano..forse eoni..fa! Ora, invece sono spente o dormienti nell’abisso sotto una pesante crosta di graniti e basalti. Erbe dure e Licheni pionieri colonizzano le pozze ghiacciate e fanno da preludio alle grandi foreste. Sono rimasto concentrato ad osservare le scansioni, ma poi ho distolto lo sguardo osservando il tutto con i miei occhi. Ammirazione provai ad osservare la vita tarda ,lenta, ma tenace del vegetale primigenio. Non nascondo che in quei momenti, risorse in me da insondabili profondità del mio essere, un’immagine di estrema chiarezza. Pensai agli organismi provenienti dal mare, e mi apparve nei miei pensieri, un mondo giovane in cui una vita multiforme ribolliva tenace, ogni istante oppressa e schiantata da un’aspra natura, ma ogni istante risorgente a nuove forme. Tutto questo, riflettendo mi fa pensare ad un mondo perduto della mia fantasia preistorica, lo scenario grandioso, magnifico e crudele di ere ormai estinte. L’unica nota dolente di tutto ciò è che queste mie considerazioni rimarranno, non condivise con nessun altro membro dell’equipaggio…

Data Stellare 25.06.2263

 <Inizia a scrivere manualmente sul proprio dnote>
Molte cose strane possono avvenire in un prossimo futuro......

Ricordo quando salì a bordo della USS Orion, esitando, carico del proprio bagaglio.Ricordo, cosa strana, un addetto al servizio mensa, indaffaratissimo mi indicò il mio squallido alloggio, in più sommarie indicazioni sul modo di raggiungere la sala-mensa e sull’orario del primo pasto, poi scomparve. Ricordo che sopravvenne in me la sensazione di sgomento causandomi non pochi ripensamenti. <Questa dovrà essere la mia casa per i prossimi mesi?> <Sarà troppo tardi per cambiare progetto?> erano le domande che mi sovvenivano in quei momenti. Avrei preferito un’alloggio migliore ma non si poteva, né potevo tornare indietro…

E’passato del tempo da allora, adesso sono Tenente a bordo della  USS Genesis, è proprio un posto coi fiocchi,la Genesis..,ma l'atmosfera è un pò troppo disinvolta. Quando non sono nei laboratori trovo alcuni miei colleghi persi nei meandri del loro esistenzialismo, o ad oziare nelle comode poltrone della sala mensa o della sala ricreativa. Del resto, ho imparato a concentrarmi su me stesso, e sulla mia sezione, visto che adesso ho maggiori responsabilità. Sono fortemente convinto che uno scienziato debba amare profondamente ciò che sta facendo e rifuggire dal cercare nella natura riparo dalle leggi della natura.

Data Stellare 19.06.2263

<Inizia a scrivere manualmente sul proprio dnote>

So di essere cambiato, ma siamo stati costretti a farlo. Non siamo stati noi a decidere, ma gli errori della nostra razza. La realtà che mi circonda è cambiata, ora la vedo quale realmente essa è. La nostra è stata una civiltà involuta, fine a se stessa, autosterilizzante, portatrice di morte..a volte.
L’equipaggio? <sorride dopo aver pronunciato questa parola> conosco bene..i personaggi, anche quelli di spicco..<parla con un pizzico di ironia> conosco bene che ci sono quelli che gridano più forte e le loro Teorie eretiche..in realtà sono le creature più deboli di tutte. Anime spostate e instabili, una volta esposte ad un vero pericolo si dimostrano le meno forti. Ognuno porta in cuore un fardello di colpe, ma il loro è troppo pesante.

Credo che ogni uomo che ha perso la fiducia degli altri diffida dei suoi vicini. Poiché ognuno diffida del vicino, è terribilmente solo; poiché è solo, desidera ardentemente il tepore del gruppo, e a causa di questa instabilità cerca le condizioni che finalmente giustificheranno il suo desiderio, e quindi vuole sempre raggrupparsi cercando nel numero, una volta che può convincere se stesso che il raggrupparsi è cosa giusta, la sicurezza che non ha mai conosciuto nel suo cuore.
Non ho nulla da rimproverarmi tutto sommato, conosco i miei limiti e mi piace ammetterlo
.<chiude il dnote>

Data Stellare 16.05.2263

<Inizia a scrivere manualmente sul proprio D-note>

Sono o non sono capace di provar compassione per gli altri? Sono o non sono capace di nutrire un'amicizia sincera, di innamorarmi, di affezionarmi a qualcuno sinceramente, con tutto il cuore?
Questo pensiero mi sta tormentando da ieri. Non voglio essere un mostro, un uomo privo di emozioni e di sentimenti, questo andrebbe bene per un Vulcaniano...non per me. Che differenza c'è fra me e un cervello elettronico? Una macchina calcola meglio di me, il suo lavoro è migliore perchè è impossibile che sbagli. Non può affezionarsi a nessuno. In questo è come me.
Però posso compatirmi e tormentarmi, cosa impossibile per un congegno elettronico. Ecco la differenza!

Società antisociale, ecco di cosa faccio parte.  Comunità di congegni che s'impietosiscono su se stessi, nido di mostri. Ma siamo davvero mostri o non piuttosto miserabili creature degne di compassione? Eccomi sempre al punto di prima: la compassione. La U.S.S. Genesis è sotto attacco, e questo rende le cose ancora più complicate.