Il diario personale di Sissy, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
<appunti scritti>
Gli eventi sono imprevedibili, accade sempre così, calma piatta per qualche tempo e poi a rotta di collo.
Come quello che ci ha condotti dalla Genesis, all´astronave Damocle, al pianeta Colligus Tre A e infine di nuovo alla Genesis.
Una corsa per cercare di fermare un pericoloso Generale alla ricerca di alcune pietre che avrebbero dovuto consentirgli "di conquistare i pianeti o poco meno" secondo il Guardiamarina Coulson.
Lo abbiamo trovato, o forse ha trovato lui noi, ma in ogni caso è stato sconfitto, è morto.
Novità degne di nota? il dottor Zontrax con il qualche ho vissuto fianco a fianco nel vero senso della parola, condividendo con lui anche il giaciglio, che fosse letto o pavimento. Non mi ha fatto mancare il suo supporto, ma non lo ha fatto mancare neppure all´equipaggio sbarcato.
Torniamo ai rapporti formali: Tenente - Cadetta
<fine scritto>
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Caro Diario
c´è una novità: sono stata incaricata dal dottor Wade di controllare tutti i Kit medici sull´astonave, ma non è di questo che vorrei parlare.
Ho sentito mamma, non usa mai parole dirette, fa dei lunghi giri di parole per dire le cose, ma ho l´impressione che lo faccia per sentire il suono della propria voce: tutto prosegue come al solito e il nonno fa sempre di testa sua, adesso si è messo in testa di partire per l´Himalaya, ha sentito parlare di una pianta che cresce soltanto lì e vorrebbe studiarla.
Ma che ci faccio qui? mi manca la mia famiglia, le risate, l´aria e il verde, il buon cibo, correre fino a non avere più fiato, tuffarmi nel mare vicino casa e raccogliere le conchiglie, il vento tra i capelli e basta così.
Devo tornare al lavoro.
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Penso agli inglesi che abbiamo portato via dal pianeta insieme a noi, come stanno, cosa fanno, a cosa pensano.
Saranno smarriti, abituati a una vita più naturale e con ritmi più lenti, essere catapultati in una realtà artificiale, con oggetti e tecnologie che sembreranno create dalla magia o da entità maligne.
Spero che il capitano Jameson sia stato curato e che stia bene, mi ricorda il nonno, pacato e riflessivo, un uomo tutto d´un pezzo e sono certa che non sarò smentita nel caso dovessi incontrarlo.
Ho parlato del nonno con Emily, sembrava interessata alla storia della mia famiglia e del fatto che papà ci controllasse, ma so perché lo faceva e forse non aveva tutti i torti, mi manca, mi mancano tutti anche quella palla di pelo di Rocky che si divertiva a farmi agguati.
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Non sarà un diario come quelli delle mie amiche, non ne ho mai posseduto uno e non credo che seguirò l´ordine cronologico degli avvenimenti e neppure dei pensieri.
Avrei dovuto scrivere della mia avventura sul pianeta, credo che non lo farò, e comunque di certo non ora. Devo comprendere molte cose, su come funziona questa nave e che tipi sono i membri dell´equipaggio.
Ne ho conosciuti alcuni, sembrano brave persone, ma anche Jack Lo Squartatore, nei suoi panni abituali lo era, visto che nessuno ha mai dubitato di lui.
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Eccomi qui a tenere un diario, so che avrei dovuto farlo fin dal mio arrivo sulla USS Genesis ma non c´è stato il tempo.
Sono giunta sull´astronave l´1-11-2266 il giorno del mio trentunesimo compleanno, nessuna festa a sorpresa al mio arrivo, e del resto come potevano saperlo?
Nel giro di poche ore ho fatto la visita d´imbarco e sono stata teletrasportata insieme ad altri compagni sul pianeta Nèahm, in una pianura a circa 3 km a nord della città di Shambhala, sapevo solo che dovevamo cercare la pietra "Smeraldo".
Ancora ho i brividi al pensiero, mi sveglio la notte di soprassalto. Se solo i miei sapessero vorrebbero il mio rientro immediato: sento ancora la pallottola sfiorarmi la testa, bastava poco, così poco e la mia vita sarebbe finita.
Continuerò la registrazione in un altro momento, quando avrò raccolto le idee e il mio racconto sarà fluido.
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