Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
14.1.2270
Dev´essere una strana ironia della sorte che mi porta, da quando sono entrata nella Flotta, a incontrarmi e scontrarmi con agenti dell´Intelligence federale. Sembra quasi un karma, come suggeriscono i filosofi orientali terrestri, che mi si ripresenta da capo, finchè non avrò imparato la lezione che la vita vuole darmi.
Il problema è che non ho capito ancora quale sia la lezione: l´eterna lotta contro l´oscurità? Oppure l´inevitabile cerchio del tao che finisce per trasformare in malvagi quelli che inizialmente si definiscono eroi?
In fondo, si può essere anche estremamente crudeli, in nome di un ideale positivo.
Va bene, karma, ti ascolto: pensavo di aver chiuso con te, innamorandomi fino a volerne sposare uno, ma evidentemente non basta. Giù, nel buio, senza paura. Questo, almeno, l´ho imparato bene.
12.1.2270
Si riparte e ci lasciamo alle spalle, rapidamente, la Terra, la Provenza, i vigneti spogli, la brina mattutina e il profumo dei dolci appena sfornati.
Davanti a noi, una nebulosa atipica, dentro cui si nasconde un disertore, che dispone di armi di distruzione di massa e intende, forse, utilizzarle per scatenare una guerra con Klingon e Romulani. La raffinata tecnologia che sembra essere stata sviluppata per progettare queste armi è terrificante. Inquietante riflettere su come si possa impiegare la conoscenza per distruggere la conoscenza stessa, nella distorta ipotesi che dalla morte si possa ricavare potere.
Eppure la storia ha insegnato milioni di volte, su centinaia di pianeti, quanto si possa effettivamente guadagnare dall´uso indiscriminato della morte.
Per l´ennesima volta, cercheremo di opporci alla follia del potere esercitato attraverso la morte. Io, nel mio piccolo, tenterò anche stavolta di trarne conoscenza: l´opportunità di approfondire le caratteristiche delle emissioni metafasiche è ghiotta. Proverò a conciliare la guerra con il sapere, ardua impresa!
1.1.2270
Inizia il nuovo anno, il nuovo decennio. La festa è stata bellissima, molto partecipata. C´era davvero la sensazione di appartenere ad un´unica vivace e ampia famiglia, condita da un´allegra spensieratezza che raramente si percepisce quando si è in servizio.
Anche gli altri equipaggi, scommetto, sono così. Forse è quasi inevitabile, finire per fare l´abitudine al proprio vicino di alloggio, al compagno di tavolo a mensa, ai ponti silenziosi durante i periodi di licenza. Una casa diffusa.
Ho tante aspettative per quest´anno che inizia tra risate e profumi aspri, in una cantina piena di botti. Per me sarà un anno importante, per la mia vita, per la mia carriera, per le persone che amo, per la famiglia che creerò, di nuovo, con una felicità che forse non ho mai provato, una convinzione profonda, un sentimento che vedo ogni giorno riflesso nei suoi occhi. E´ così naturale essere quel riflesso, è così identico a me, a quella che sono veramente.
Per questo sono sicura che sarà per sempre: non ho nessun alias da inseguire, nessuna falsa me a cui dover assomigliare, nessuna aspettativa da dover soddisfare. Ci amiamo perchè ci siamo conosciuti e ci amiamo così come siamo, per tutte le nostre infinite sfaccettature.
Tra qualche giorno ricomincerà il viaggio: per ora, mi concederò ancora un po´ di tempo a Saint Rèmy. Devo accendere una candela alla Madre, nella chiesetta di Notre Dame de la Guarde e cominciare a dipingere la primavera con la fantasia, per provare a immaginare come sarà, nel nostro giorno più bello.
Non da ultimo, dovrò cercare di frenare gli entusiasmi di Emily per la festa di addio al nubilato. Sono o non sono la madre badessa? Ho paura di immaginare cosa potrebbe inventarsi! Ma le voglio bene e l´alloggio magico in fondo era il suo. So per certo che è davvero felice per me, senza riserve: non ci sarà miglior testimone di lei.
22.12.2269
Pazienta cuore mio, pazienta! Tramonteranno i soli e si scalderà la terra, stiracchiandosi pigramente sotto uno strato di brina. Le prime gemme faranno capolino sotto la scorza scura dei tralci e nell´aria virerà un profumo più dolce, carico di promesse.
Letitia, veux-tu m´épouser?
Riempiremo di fiori la campagna, di risate faranno eco le colline. Il vecchio albero ci guarderà bonariamente, dall´alto dei suoi rami. E tu, sire di Beltane, hai scelto la regina di Maggio e non solo per attendere l´alba davanti al fuoco. L´hai scelta per prenderla per mano e averla al fianco tutta la vita.
Oui, Armànd, je veux t´épouser, mille fois oui!
Pazienta cuore mio, pazienta! Le gioie più dolci sono quelle di cui si può percepire lentamente il sapore. Non restare sopito in attesa, quindi, ma tutt´altro comincia a gustare il nettare della felicità. Quel giorno, ne sarà così ricolma la coppa che riempirà il cuore di tutti.
16.12.2269
Dopo il rapimento e la detenzione su una stazione klingon, ieri notte sono tornata a bordo della Genesis assieme ai miei compagni di disavventura.
Alcuni di loro sono feriti gravemente, spero nessuno in modo mortale. La guarigione è sempre un processo lungo e difficile, più per l´anima che per il corpo. Immagino che ci vorrà del tempo prima che dimentichiamo quegli odori, quel cibo, quell´asprezza nelle voci, il rumore degli spari, la polvere, le schegge, il sangue.
La mia guarigione personale è composta dal profumo della tua pelle e dalla stretta forte delle tue braccia: "andiamo a casa", mi hai detto. E per quanto il mondo la fuori ci sgualcisca il corpo e ci schiacci il cuore di angoscia, nessuno potrà mai strapparci via il rifugio segreto della nostra anima. Sì, andiamo a casa e ricominciamo a guarire.
1.12.2269
E siamo a dicembre. Inevitabile pensare alle feste di Natale, mentre corriamo verso una nebulosa, un avamposto Klingon e chissà cos´altro. Sono i paradossi della nostra vita eternamente in viaggio.
Se provo a proiettarmi in avanti, mi vedrei volentieri in qualche posto romantico, in mezzo alla natura, forse pure ad un po´ di neve, come piace a me: freddo fuori, caminetto e coperta di lana dentro. Chi può dire, invece, dove saremo tra una ventina di giorni! Di sicuro, ovunque saremo, saremo a casa e mi basta per essere felice.
Nel frattempo, ho parlato con Emily e Valerie. Non credo che ci potremo mai intendere su alcune idee che ciascuno di noi ha sull´arte del comando. Non tanto perchè la pensiamo diversamente, ma perchè siamo persone fondamentalmente diverse. Se la diversità è una ricchezza, come in natura, non dovrebbero esserci problemi nel continuare a lavorare assieme. Non escludo qualche scintilla, qua e là, ma l´importante è che si possa continuare a collaborare nel modo più proficuo possibile. Chi vivrà, vedrà!
27.11.2269
Non so dove stiamo andando e perchè. Non credo che sia accaduto, di recente, qualcosa di simile.
Siamo caduti nella trappola, abboccato all´esca? Il fatto che non ci siano comunicazioni mi fa pensare al peggio.
La verità è che non ho più fiducia, anche se è difficile da ammettere. Tempo fa, dissi qualcosa di simile a "sono pronta a seguirti, ovunque tu vada". Ora mi rendo conto che non è più così. Sono io, forse, ad essere cambiata, in meglio o in peggio non lo so. So solo che sono cresciuta e con me, anche il mio personale modo di scegliermi le cause per cui vale la pena morire. Sarà difficile, sì. Molto.
19.11.2269
Siamo una famiglia.
6.11.2269
Sono rattristata per tutto quel che sta accadendo. Come nelle migliori tradizioni di famiglia, si discute, ci si insulta, ci si allontana. Non potevo sperare che la nostra grande famiglia allargata facesse eccezione, in effetti, e fosse semplicemente il luogo felice dove tutti vanno magicamente sempre d´accordo.
E nonostante tutto, mi dispiace. Non so come mettere riparo, non so nemmeno se possa esistere un riparo di qualche genere da poter mettere.
Ma sarà anche l´occasione per pensare davvero in due. Al di là dei buoni propositi, delle parole, delle promesse, degli sguardi e dei sentimenti: una dimensione che probabilmente è nuova per entrambi. Stavolta proveremo a pensare assieme.
Non manca molto all´esame che dovrò affrontare per il brevetto in leadership: un´altra occasione importante. Se bastasse soltanto un ricamo sulla manica, per averla in dote, non mi sarei cimentata in questa prova. Penso però che sia di più, molto di più. Proverò anche a scriverlo nella mia relazione finale. La forza, in ogni modo sia esercitata, fisica o psicologica, significa semplicemente che è fallito ogni altro tentativo, ogni altro mezzo, per risolvere un problema.
Spero di non dovermi mai trovare costretta a non avere dalla mia parte altre armi, per assicurarmi il buon esito di una missione o la collaborazione dei miei compagni.
18.10.2269
La pelle, quel sottile e fragile strato di cellule che divide me da te. Qualcosa che abbiamo trasformato da barriera invalicabile a forma d´arte, a nuova unione, a contatto che va al di là della vicinanza fisica.
Ho qualcosa di te, che porto con me, lontano dagli occhi di tutti. E tu hai qualcosa di me, che porti con te, senza che nessuno se ne accorga.
Non riesco a immaginare un modo più intimo di essere uno, anche quando il nostro lavoro ci terrà più lontano di quanto vorremmo. Nessun simbolo più chiaro di come cercheremo in ogni momento di tornare l´uno verso l´altra, per nostra stessa natura.
12.10.2269
E´ un periodo davvero strano questo. Sembra quasi che ci sia nervosismo nell´aria, palpabile. Se non rischiassi di diventare paranoica, potrei persino pensare che c´è qualcosa che ci sta influenzando il comportamento, rendendoci più aggressivi e meno rispettosi.
Eppure siamo appena rientrati da un periodo di licenza, dovremmo essere riposati e grintosi! Forse troppo...
PS: devo scrivere a Nathan.
27.9.2269
Si ritorna al lavoro! Abbronzati, ristorati, sicuramente felici. E, a quanto sembra, il nostro lavoro lo svolgiamo bene, se siamo una delle quattro navi della Flotta entrate a far parte di un´élite, una Task Force speciale per operazioni speciali.
Non so se esserne fiera o se esserne spaventata, ma dato che il motto è "Nec spe, nec metu" credo che alla fine dovrò soltanto esserne fiera.
L´equilibrio che riusciamo a ottenere tra lavoro e vita privata è eccellente: i limiti che superiamo ogni giorno ne sono la prova più evidente. Cresciamo insieme, evolviamo insieme, amandoci. C´è modo migliore?