Diario di Laetitia Linden

Il diario personale di Laetitia Linden, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!

Laetitia Linden

Laetitia Linden

Data di nascita: 3/4/2234
Origine: Cork, Irlanda, Terra
Assegnazione: USS T´Pol
Incarico: Primo Ufficiale

Data Stellare 06.07.2269

Diario di viaggio

29.6.2269

Mi sono materializzata, letteralmente, in casa di Armànd, della sua famiglia, nelle campagne di Saint Rèmy. E’ difficile descrivere le sensazioni, anche dopo qualche ora, dopo l’emozione dei primi istanti. Sentivo di essere a casa e avevo paura di sentirmi a casa. Niente era familiare, eppure tutto lo era: ho sentito intenso il desiderio di conoscere ogni angolo di quella casa, di saperne riconoscere i profumi, di sapere a memoria cosa conservasse ciascun cassetto e cosa si nascondesse dietro ogni anta di legno. Volevo essere a casa. Se lascio riaffiorare le emozioni, le rivivo di nuovo come un brivido sulla pelle: la semplicità, la bellezza, l’ordine, l’amore che scaturisce da ogni dettaglio, da ogni fotografia incorniciata, da ogni ritratto appeso al muro. Ancora non riesco ad essere certa che non sia tutto un sogno e che tutta questa perfezione non sia in realtà soltanto il costrutto che un essere ignoto, come il pianeta AK-235, ha inscenato per noi, per me. Seppure così fosse, non voglio svegliarmi.

La passeggiata tra i filari è stata la seconda emozione: i grappoli sono già ricchi, la vendemmia non è lontana. Tutto sembra in trepida preparazione di quel giorno. E poi la chiesina: Notre Dame de la Guarde. Una piccola delizia dimenticata tra i vigneti, un occhio benedicente della Dea Madre, su chi fa dei ritmi della natura il proprio metronomo di vita.
Abbiamo parlato di cose che iniziano lì e che non possono che risplendere di felicità per sempre, di amore agostiniano e di progetti per la serata. E poi è stato facile metterli in atto. Una manciata di stelle, per una volta lontane, sa e ha visto come si rendono vividi i sogni.


30.6.2269
Viaggiare per un giorno intero sopra una moto richiede una certa dose di coraggio e vertebre robuste! Io mi sono semplicemente aggrappata alla schiena di Armànd, mi sono appoggiata a lui e ho lasciato che la strada corresse veloce sotto i piedi e il cielo ci seguisse pigro sopra la testa. La campagna francese è un tripudio di colori in questa stagione: salendo verso nord, man mano che la temperatura scende, si digrada dal lilla della lavanda al giallo del tarassaco e la sensazione è di aver percorso un arcobaleno di sfumature, lunghe molte miglia.

Mont Saint Michel è stato il nostro punto di arrivo: è affascinante, sospesa nel tempo e nello spazio, così come me l’aspettavo.  Ormai sto quasi facendo l’abitudine a questa atmosfera di sogno, di fiaba, che il paesaggio a suo modo alimenta: è bello pianificare le nostre giornate, le escursioni, gli orari e i ritmi per non perderci nulla di quel che c’è da vedere e poi… far sfumare tutto, semplicemente perché ci siamo fatti prendere dalla voglia di stare insieme, di infilarci nella doccia, di prendere dell’improbabile cibo di strada e gustarcelo a letto.

L’idea di fare una festicciola alla fine della licenza, nel casale De Rochefort, mi entusiasma: sarebbe l’ambientazione perfetta per una serata allegra tra amici! Vediamo se l’ideuzza prenderà man mano concretezza o svanirà nella marea delle ipotesi. Io una piccola mano ce la metto… 


2.7.2269
Dinan. Una cittadina medievale assiepata lungo il fiume Rance, a non molta distanza dalla ben più celebre Saint Malo, in Bretagna. Poche casette di pietra, tanti fiori alle finestre, pulizia, ordine, freschezza, negozietti di artigianato e ristorantini affacciati sull’acqua per assaporare le specialità locali. Un borgo come tanti, nelle campagne dell’entroterra, dal profumo non troppo lontano dell’oceano. Ma questo no, non lo dimenticherò più.
Come fai, Armànd, a sorprendermi continuamente? A parlare di figli con leggerezza e ironia e, nemmeno un’ora più tardi, propormi due fedine in una scatolina, da scambiarci guardandoci negli occhi? Per tanti mesi ho immaginato come sarebbe stato, stare insieme, ma nemmeno nei miei baloccamenti mentali più azzardati ero arrivata fin qui. Alla promessa di un viaggio in due.

Non è tanto guardare la fedina al mio anulare che mi colpisce, quanto vedere la tua, al tuo. Capire che non hai alcuna ritrosia nel far sapere al mondo che siamo legati, ecco questo sì, mi travolge di felicità ogni volta: forse perché ti ho sempre pensato così riservato e discreto nei tuoi modi, morigerato nel mostrare i tuoi sentimenti, che il fatto che ora tu voglia mostrarli senza esitazione mi fa rendere conto di quanto siano profondi, più di quanto non dicano le parole. 

Mi ero abituata all’idea di essere una compagna dalla presenza discreta, capace di esserci sempre nell’intimità ma disposta a lasciarti esibire in pubblico quel tuo apparente cinico distacco da ogni sentimentalismo, a misurare i miei gesti e la mia espansività per non metterti in imbarazzo.  E invece, ti guardo così, vestito di nulla se non di quella sottile fascia d’oro bianco al dito e so che non dovrò nascondere quello che provo, non più. Esiste felicità più grande? 


4.7.2269
Ci voleva, effettivamente, anche un po’ di spiaggia, di sole e di mare. E così, ci siamo fermati a Crozon, una zona piena di spiaggette ritagliate tra costoni di roccia su cui si abbarbicano piante e fiori sorprendentemente verdi. Abbiamo deciso che, al ritorno in servizio, chiederemo di alloggiare insieme: nel pacchetto, è incluso anche lo spazio privato che ciascuno di noi merita e che ci rende liberi di amarci senza soffocarci a vicenda. So rispettare i confini, non sarà un problema sapere che ci sono segreti a cui non posso accedere. Ma tutto il resto sarà meravigliosamente fiabesco, persino decorare la nostra mensola della felicità.

La vacanza sta terminando e la celebreremo, come merita, con una festa rigorosamente non-festa, a casa di Armànd. Adoro il modo in cui protegge la bellezza della sua tenuta, anche nelle piccole cose, come il dresscode maschile: è il suo modo di essere sempre attento ai dettagli. So che niente gli sfugge e, in qualche modo, questo è un pensiero che mi rassicura molto: non avrò mai bisogno di espedienti per attirare la sua attenzione né dovrò preoccuparmi di non essere empaticamente compresa, ma, di contro, non potrò mai confidare nel fatto che mi guardi in modo così superficiale da non notare le mie defaillance!


5.7.2269
Una festa bellissima! Ops! No, non una festa, ma un sobrio raduno tra amici per degustare del buon vino e salutare in modo appropriato il termine della licenza! E tuttavia, bellissima! Tutto assolutamente perfetto, il cibo, gli ospiti, il vino, la musica, l’allegria, i buoni propositi di tornare in tempo per la vendemmia. Ho annotato la data: ultima settimana di agosto. Stavolta non ci sarà un pianeta Melara a rapirci lontano: voglio anch’io raccogliere quell’uva che, tra cinque anni, assaggeremo brindando a noi come siamo ora, a noi come saremo in quel momento e a noi come saremo ancora, nel futuro. Un viaggio è finito, il nostro viaggio in due è appena iniziato.

Data Stellare 27.06.2269

27.6.2269

In una voragine profonda 22 giorni sono naufragati tutti i miei progetti, i miei piani segreti, i giochi romantici che avevo immaginato per noi. Ci hanno rubato il tempo, le identità, i ricordi. Ma non l´ostinazione sconsiderata per la felicità.
Ripescherò uno a uno tutti i relitti e li rimetterò insieme, con pazienza, da capo.
In fondo, l´universo ha solo questo modo per tenerci lontani: farci dimenticare l´uno dell´altra, sostituire chi siamo con un fantoccio inconsapevole, come se non fossimo mai esistiti. 
Dovrà impegnarsi di più di così: è nella natura del ragno ricostruire sempre la sua tela.

Data Stellare 04.06.2269

4.6.2269

Forse mi ero abituata a camminare sospesa a un metro da terra, ma le parole della DeWaad mi hanno riportata giù, con la potenza e l´efficacia di un paio di sonori ceffoni: "l´abbiamo costruita per questo". Già, siamo a bordo della nave costruita per questo, per inseguire l´impossibile, per risolvere i problemi che altri non saprebbero da che lato affrontare, per liberare l´Universo della sua peggior feccia.
Ho giocato a Bruce e Robin troppo a lungo per ricordarmi che è esattamente quello che siamo. Non supereroi da fumetto, ma persone reali, schierate in prima fila, dove altri neppure poserebbero lo sguardo senza fuggire terrorizzati.
Sono stata sempre fiera di esserlo, di essere una di quei "noi pochi, felici pochi": perché ora vorrei soltanto essere lontano da qui? Mi sta mancando il coraggio? O è soltanto semplice banale infinito desiderio di felicità? Se mi dessero i soldi per il viaggio, li prenderei?


Se destinati a morire, siamo già abbastanza numerosi.
E se dobbiamo vivere, quanto più in pochi saremo, tanto più grande sarà la nostra parte di gloria.
Per amor di Dio, ti prego, non volere un sol uomo di più.
Io son tutt’altro che avido d’oro; e non m’importa di chi si nutre a mie spese,
né me la prendo se c’è chi indossa i miei panni:
nei miei desideri non trovano posto le cose esteriori.
Ma se è un peccato aspirare alla gloria, io sono il peccatore più incorreggibile che ci sia al mondo.
No, in fede mia, cugino, non volere un solo inglese di più.
Proclama piuttosto a tutto l’esercito, che chi non ha abbastanza fegato per questa battaglia può pure andarsene:
noi gli daremo un passaporto, e nella borsa gli metteremo anche i soldi del viaggio.
Noi non vogliamo morire in compagnia di un uomo che teme di essere nostro compagno nella morte.

Noi pochi, noi felici pochi, noi fratelli in armi.
Poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello:
e per quanto sarà di umili origini, in questo giorno si farà nobile la sua condizione.
E i gentiluomini che ora, in Inghilterra, si trovano a letto, si danneranno l’anima per non esserci stati,
e si sentiranno menomati, quando sentiranno parlare un uomo che combatté con noi il giorno di San Crispino!

Data Stellare 02.06.2269

1.6.2269

Colleziono qui un altro ritaglio di felicità. Mi serviranno tutti, quando prima o poi scenderà la notte e sembrerà che il cielo sia troppo denso per far passare di nuovo la luce.

Data Stellare 23.05.2269

22.5.2269

Ci vorrebbero giudicare - e come?
Tu hai servito il Cielo, non è vero?
O hai fatto del tuo meglio.
Io non potevo

perché tu hai saturato la mia vista
e non ho avuto più occhi per guardare
perfezioni così squallide
come il paradiso.

E se tu fossi dannato
lo sarei anch´io
anche se il mio nome risuonasse
altissimo nella gloria celeste.

E se tu fossi redento
ed io invece condannata ad essere
là dove non sei tu
sarebbe quello l´inferno per me.

Emily Dickinson

Data Stellare 04.05.2269

4.5.2269

E´ l´arte, che diventa così importante nelle nostre vite, a segnare sentimenti, emozioni, ricordi. 
Non l´avrei mai immaginato, per una come me, cresciuta così a lungo con l´idea che la scienza bastasse da sè a spiegare persino i più sottili misteri dell´universo. E invece, quello più meritevole di tutti, e che continua a essere un mistero per chiunque provi ad indagarlo, è illuminato dall´arte. Guardo le immagini di cui mi sono circondata, nel mio alloggio, e lascio che tutto fluisca, che l´amore si riveli per quello che è: la forza che muove le stelle, riflessa in piccoli spicchi di bellezza.