Il diario personale di Donald 'Don' Kissinger, giorno per giorno. Ricorda che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!
Seduto in mensa del cargo mangia uno schifosissimo rancio guardandosi attorno. Digita sul note , si guarda attorno con circospezione
30 ore, tanto ho resistito. 30 ore di attesa....non ha risposto al mio messaggio. Mi ero ripromesso di non scrivere. Rispettare la sua incazzatura, il suo silenzio. Mi sono rimangiato la parola in 30 ore.
Gli ho scritto un altro messaggio.
Non mi ha risposto e questo è già sintomatico.
È chiaro che le spiegazioni non sono servite. Cercare di fargli capire cosa mi succede non è semplice. Qualsiasi decisione sarebbe stata sbagliata. Se gli avessi parlato, non sarei andato via, sicuramente.
I miei avrebbero preso provvedimenti.
Di certo chi mi ha fatto destinare sulla Genesis avrebbe disposto il mio trasferimento in tempi rapidi. E io non sarei più nemmeno potuto tornare ne rivedere gerrard.
Non parlarci invece, avrebbe sortito l´effetto che sta capitando ora.
Ne ero tristemente consapevole.
In ogni opzione c´è un perdente, e come al solito è quell´idiota del Barman.
A questo punto posso fare poco. Non so, forse passate le prime ore di incazzatura sacrosanta , io avrei risposto. E continuo a sperare lo faccia. Ci sarà un momento in cui realizzerà che anche io ho dei problemi. Che non sempre è facile parlargliene, che non sempre è facile parlare con lui. Che non sempre è tutto lineare.
Mi aspettavo che proprio lui, con tutto ciò che mi ha raccontato, potesse comprendere, o perdonare.
Forse sbagliavo.
Adesso devo pensare ad arrivare a casa intero. La notte si avvicina e dovrò dormire con un occhio aperto. E poi cercare di evitare il medico. Ha già detto che vuole rivedermi l´occhio tumefatto in cambio di un massaggio che non ho nessuna intenzione di farle.
Mi nascondo
Mi manchi
Donald è seduto su alcune casse di viveri nella stiva di carico 3 della Antigua, mercantile diretto sulla terra. Guarda fuori da un oblò, un occhio è gonfio e livido e nelle narici ha due tamponi intrisi di sangue.
Immaginavo un viaggio un tantino più comodo. È un mercantile di altri tempi, lento e sporco, pieno di cibo e deuterio per le colonie Igarus. Fosse questo l´unico problema mi adatterei, è anche malfrequentato. Ho una giaciglio nella stiva di carico insieme ad altri passaggeri di dubbia provenienza. Lo scontro con un armadio nausicano è stato quasi immediato. Aveva messo gli occhi sulla custodia del mio sax, lo avevo già notato che lo addocchiava. Quando mi sono steso ha cercato di arraffarlo.
Non è andata benissimo, naso rotto, occhio gonfio e trauma cranico. Nemmeno a lui però è andata bene. Non so se proverà ancora , per fortuna sono sufficientemente allenato e abbastanza inca***ato per difendermi a dovere.
Il medico di bordo, una orioniana, mi ha curato. Si, credo Gregory mi avrebbe curato meglio, e di certo non avrebbe preteso il pagamento della prestazione. Si fosse accontentata di crediti sarebbe stato più semplice; è stato un conto salato e che non ho gradito particolarmente, benché non sia una brutta donna.
Arriverò sulla terra tra una vita, mi dicono altri 2 giorni....sarà interminabile e dovrò stare allerta, sempre.
Ho già scritto ai miei di preparare i documenti societari che devo firmare, così da stazionare in casa il minimo possibile. Poi me ne andrò in barca.
Sono andato via da poco più di 24 ore. Ger mi manca terribilmente e non passa minuto in cui non mi penta, almeno parzialmente , di essere andato via così.
Non mi ha scritto; probabilmente sarà imbufalito come non mai. Oppure si sentirà inconsciamente sollevato dal non avermi più attorno. Qualche giorno di riflessione mi farà bene, forse farà bene anche a lui.
Vorrei fosse qui, vorrei accarezzargli la guancia come faccio spesso, vorrei portarlo in barca con me e a suonare al club con lui; invece devo tenere il ghiaccio sull´occhio e cambiare i tamponi pieni di sangue.
Mi manchi tanto
Guarda lo spazio sfrecciare dal finestrino del trasporto che lo sta conducendo verso il sistema solare. Lo sguardo è perso e ogni tanto digita sul note.
Spero Gerrard riuscirà a comprendermi.
Spero troverà la forza di sostenermi in questo momento. Vorrei sentirmi sicuro della sua vicinanza, di trovarlo al mio rientro, quando e se ci sarà un rientro.
Devo risolvere le questioni di famiglia ,ma non solo questo. Devo rivalutare un po´ l´insieme delle cose.
Devo rivedere gli amici, la barca, la baia di San Francisco.
Tutte cose che vorrei condividere e vivere con gerrard; ma non sono sicuro lui vorrebbe davvero condividerle con me.
Sono andato via.
Avrei voluto affrontare l´argomento con lui, ma in questi giorni le occasioni sono mancate e il nodo in gola permanente non ha aiutato.
Le sue parole di ieri poi mi hanno aperto gli occhi.
Anche la battuta di maram di ieri sera mi ha fatto riflettere, "non ricordo di averti mai visto sorridere".
Ho riso in effetti, e sorriso. Ma in tutte quelle occasioni c´era gerrard, ed ero felice anche grazie a lui.
Anche questo è un punto su cui riflettere.
So cosa prova per me, ma è sufficiente?
E ancora Sono un complemento per la sua vita o sono solo uno delle tante comparse?
Non so nemmeno se per lui sono una fonte di momenti belli, di sorrisi.
È giunto il momento di prendere delle decisioni.
Mi sento un peso per Gerrard, unp che gli crea pensieri e preoccupazioni. Un peso anche per il suo lavoro. E non voglio, la sua vita è già complessa senza i problemi che gli porto io.
Non sarà facile decidere cosa fare, come farlo e dove farlo.
So solo che rimane un pensiero costante.
Chissa´ che per lui possa essere lo stesso.
Gerrard mi ha velatamente detto che mi vede spento.
Mi ha chiesto se non mi annoio Mai.
Cosa farei nella vita se non fossi di famiglia privilegiata; come potrei permettermi di vivere in barca, e che lavoro farei per potermela permettere.
Domande lecite.
Turni, allenamento, sax....non faccio altro e probabilmente ai suoi occhi è poco.
Lui è iperattivo. Ha cento progetti in mente e ne avvia 120, la sua mente è vulcanica, forse anche troppo.
Dopo un iniziale disturbo ho risposto.
Forse lavorerei nella sicurezza, senza pressioni famigliari non penso sarei diventato avvocato, poiché anche quello è frutto della famiglia da cui provengo.
Forse non avrei una barca, non potrei permettermela con la vita da sottufficiale, e non penso avrei mai intrapreso quella da ufficiale.
Ma se non fossi ciò che sono non avrei mai avuto una barca, ne provato la vita da lupo di mare; non potrebbe mancarmi una cosa che non conosco.
Ha ragione. Sono spento. L´incarico al comando era diverso. Finito il turno ero tra le mie cose, tra i pochi amici, il club, la band e la barca.
Qui finito il turno posso solo allenarmi. Suonare da solo perché ormai non esiste più una band.
Ho chiesto di prendere un brevetto di volo, sto aspettando di iniziarlo da mesi.
Mi ha fatto notare che non sfrutto i corsi che si tengono a bordo.
Ma gli unici addestramenti veramente ben fatti credo siano quelli medici. Gli altri che ho visto sono sincermente......
Si. Ho pochi stimoli.
Ma ha ragione. Non credo di avere scusanti.
Mi piacerebbe fosse meno ermetico e mi dicesse cosa pensa davvero, se lo preoccupa qualcosa. O se questo mio immobilismo gli ha fatto avere qualche ripensamento.
Probabilmente andare a casa adesso è la cosa giusta. Sedare le ansie dei miei e allontanarmi da tutto per rimettere a fuoco l´insieme delle cose.
Non ho voglia di farlo. Non ho nemmeno letto l´ultimo messaggio dei miei.
Conosco già il contenuto, può esserne solo peggiorato il tono. Quello dei miei che mi intimano di tornare a casa per visionare e firmare alcuni documenti di famiglia.
Documenti di cose , questioni, beni e affari di cui nulla so e nulla mi interessa.
Proprio loro alla fine mi hanno indirizzato verso il reintegro nella flotta, ma da che sono qui non mi dan pace.
Non ho voglia di andare, ne di vederli, né di sentire i soliti rimbecchi sugli impegni di famiglia. Andrei solo per rivedere la mia barca e i gatti....ma possono aspettare.
Non ho voglia di allontanarmi da qui; cioè si, me ne andrei, ma non ora, non così. Non lasciando gerrard.
Vediamo quanto posso temporeggiare
Il cambio di taglio e la barba hanno sortito l´effetto desiderato.
Il nuovo look mi piace, e piace anche a Gerrard.
Stamattina mi ha mandato un messaggio chiedendomi di non toccarli perché gli piacciono.
Anche io ho gradito la sua compagnia ieri sera, tanto.
Il periodo non è semplice. Ma almeno il nostro rapporto si sta consolidando.
E averlo vicino mi aiuta a resistere; a non perdere la calma oltremodo, tra chi legge le tue emozioni le giudica e le mette in piazza; Chi viene al bar e si serve senza chiedere ne salutare come se fosse un self service; chi si impiccia di fatti non suoi e chi usa trattare il prossimo come un essere inferiore.
La necessità di cambiamento spinge.
Cambiamento interiore, cambiamento esteriore, cambiamento.
Ho intensificato e modificato il piano di allenamento fisico. Aumentare i massimali e l´intensità.
Sto anche facendo ricrescere un filo di barba e baffi, come l´avevo un paio di anni fa. Dopo le novità introdotte nella mia vita sentimentale, ho bisogno anche di vedermi diverso nello specchio. Il cambiamento parte da dentro ma non si ferma li.
Partiamo da qui, vediamo se la necessità di cambiamento che sento da settimane si esaurisce con questo, o se serve qualcosa di più drastico.
A letto con il busto alzato, scrive sul note. Gerrard dorme rannicchiato addosso a lui con sonno agitato e respiro pesante. Lo guarda poi scrive sul note.
Maram è stato con lui al lavoro stasera; sapevo che non sarebbe passato perché avrebbe fatto tardi.
Mi ha suonato alla porta a notte inoltrata, ero appena uscito dalla doccia.
L´ho visto abbattuto diverse volte, ma mai così.
Era talmente affranto che mi ha quasi spaventato.
Non ha voluto parlare, solo venire a dormire; era stremato.
Posso solo tenerlo stretto e volergli bene.
Cosa che tornerò a fare tra un minuto.
Stringerlo forte e dormire con lui