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Il notiziario "off game" di Star Trek Genesis. Qui parleremo di tutto ciò che riguarda Star Trek e il gioco in generale.
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UNA PASSEGGIATA CON JUNOT

05-05-2022

Per la rubrica "Che Ricordi Hai" dei 18 anni di Star Trek Genesis, Sal ci racconta della vita di Junot.
Te lo sei ritrovato in accademia? Eri un suo Prof frustrato? Condividi la tua esperienza!

Se anche tu vuoi scrivere un articolo sulla tua esperienza su Genesis, manda un email con il testo a staff@starkgenesis.it




Per i 18 anni di Genesis, ho deciso di incontrare la persona che più ha segnato la mia permanenza nel Gioco di Ruolo a tema Trek che tanta parte della mia vita ha coinvolto.

Una persona a suo modo straordinaria, bislacca, sui generis (o sui genesis, come direbbe qualcuno con una battuta molto in voga ai tempi nei sussurri), di quelle persone che a pelle suscitano sensazioni contrastanti: o decidi di strozzarlo subito, oppure decidi di soffocarlo alla prima occasione utile.

Alcuni lo ricorderanno mentre, con un’uniforme da cadetto addosso, con un ciuffo rosa fosforescente in mezzo a un caschetto castano ed una viola sotto il braccio percorre i viali dell’Accademia alla ricerca di un docente da vessare; ad altri verrà in mente in alta uniforme mentre parlamenta con i delegati romulani e klingon alla vigilia degli accordi di Nimbus, punzecchiando senatori e generali stranieri con battutine irritanti; altri, infine (molto pochi) lo riconosceranno come uno dei soccorritori che, strisciando nei tubi di jefferies della Starbase 201, sporco di grasso, con l’uniforme strappata ed un fucile phaser, cerca di eludere i borg per aiutare gli altri membri dell’equipaggio intrappolati in una bolla spaziotemporale. Per tutti è stato una specie di flagello, o quanto meno un rompic******i di prima classe.

[Sal] Ciao Renoir…
[Junot] Tenente Comandante Junot, matricola ICS PI DODOCI CINQUANTUNO

[S] Ma che cosa stai dicendo? Sei ubriaco? Sono Sal.
[J] Sal? Ma che… Dove mi trovo? Dove mi hai trascinato stavolta? E poi, lo sai che sono astemio brutto idiota.

[S] Sempre gentile, tu. Ho voluto incontrarti per parlare un po’ dei vecchi tempi. E comunque non sono io che ti trascino, eri tu che di solito trascinavi me nelle tue storie strampalate. E io dovevo starti dietro.
[J] Bla bla bla. Non ti ho ancora perdonato. Ma come accidenti ti permetti a dimenticarti di me per quasi dieci anni? Dove sono gli altri?

[S] Hey, hey, stai calmo, Renoir. Intanto non mi sono dimenticato. Il mondo in cui hai vissuto è stato un mondo bellissimo ma abbiamo deciso tempo fa che il gioco doveva cambiare e tu, come personaggio…
[J] Personaggio lo dici a tuo cugino.

[S]…E tu, come personaggio, nel nuovo mondo non saresti ancora nato. A proposito, ti ricordi come sei nato?
[J] Ma che domande fai? Sono nato a Orleans nel duemilatrecent…

[S] Non in quel senso! Te lo ricordo io, come sei nato. Una sera di tanto tempo fa, durante una cena a base di maialino con le mele al calvados, in quel di Roma, parlavamo di come ristrutturare il gioco, rilanciando l’Accademia. Qualcuno propose che sarebbe stato divertente inserire un personaggio destabilizzante tra i cadetti, che facesse domande scomode, che interagisse sopra le righe con tutti, che creasse occasioni di gioco con la sola sua presenza. Così, insieme ad altri personaggi, come la Signora Serpentessa…
[J]…Me la ricordo quella, faceva sempre un sacco di domande intime!

[S] E certo che le faceva, era la docente di psicologia! A proposito, ti ricordi come si chiamava?
[J] Ssssssttssskkk.

[S] Hmm, no, non credo che fosse così il nome. Simile, forse.
[J] Va beh, quella lì, me la ricordo. Ci rimase male quando scoprì che non ero un cadetto.

[S] Già. Tu eri un personaggio destinato a concludere la tua avventura in accademia. Però io mi ero affezionato a te, e poi, i tuoi diari erano diventati una specie di best seller tra gli altri giocatori. Mi contattavano tutti, erano tutti divertiti da quello che scrivevi.
[J] Aspetta aspetta aspetta… vuoi dire che i miei diari li leggevano tutti?

[S] Non solo li leggevano, ma erano diventati una specie di tormentone. Tutti volevano sapere chi era il giocatore che si nascondeva dietro Junot, così decidemmo di prolungare la tua vita di gioco.
[J] Dopo la missione in Accademia fui mandato sulla Base Stellare Due Zero Uno. Si trovava ancora nel Settore Saiph. Elon era il Comandante. Poi c’erano Planck, bel ragazzo, Nash e Lenari, - che coppia stupenda! -, Stammo, Hawke, Rennet, tanti altri che non ricordo quasi più i nomi. E poi i civili, e un viavai continuo di navi, sia nostre sia dei Klingon, dei Romulani… ogni tanto ci capitavano persino dei Cardassiani, ma ormai era diventato sempre più raro vederne.

[S] Ti ricordi quando la Base fu inghiottita da un’anomalia spaziotemporale e fu invasa dagli 8472 borghizzati?
[J] Oh sì! Che avventura ragazzi! Ho ancora i brividi. Facevo parte di un commando. Meglio di Rambo. Eravamo bloccati in Sala Comando ma riuscimmo a farci strada a colpi di phaser…

[S]… Seh un commando, sempre esagerato. Al momento dell’anomalia eravate in Sala Comando e vi organizzaste per liberare gli altri e poi provare a raggiungere una via di fuga.
[J] Incontrammo Elon nel condotto di un turboascensore, per poco non gli sparai. Mi aspettavo fosse un borg ed invece era un trill. Che spavento!

[S] Quando riusciste a mettervi in salvo ti accadde una cosa… Ti ricordi?
[J] No.

[S] Ma sì che ti ricordi.
[J] Ma chi sei? Uno della Sezione 31?

[S] Incontrasti Addo.
[J] Non capisco perché dovrei parlarti della mia vita privata, comunque sì. Incontrai Kejal. Era un cadetto in tirocinio sulla Genesis.

[S] Ti ricordi il vostro primo incontro? Dal sorriso che fai, presumo di sì.
[J] Non sto sorridendo. Era un riflesso condizionato.

[S] Che bugiardo!
[J] Oh, smettila. Mi trovavo nel Bar semidistrutto della Base. Stavo mangiando un gelato e stavo giocherellando con delle biglie. Nel frattempo vedevo questo ragazzo che mi guardava. Mi fissava. Io non avevo troppa voglia di interagire. Ero appena tornato da una missione contro i borg, accidenti! Però lui non lo sapeva, si avvicinò, mi disse qualcosa che non capii, mi distrassi, una biglia scivolò sotto il tavolo, ci chinammo contemporaneamente per raccoglierla. Fu una capocciata tremenda quella che ci demmo. Lui provò a scusarsi ma io lo mandai a quel paese. Hai mai dato una capocciata ad un bajoriano?

[S] In effetti no.
[J] Quelli hanno le ossa dure. Mi fece male.

[S] Ma fu come una freccia di Cupido. Ammettilo.
[J] Come sei smielato, Sal. Qualche tempo dopo ci ritrovammo in licenza sulla Terra. Era stato appena promosso Guardiamarina. Ci avevano spediti in vacanza in Polinesia. Lui si trovava in quel periodo in cui i bajoriani non possono mangiare, bere… hai presente? Una rottura totale.

[S] Non fu poi una gran rottura, visto che ci fu il vostro primo bacio.
[J] Per la Galassia, ma smettila di raccontare i fatti miei!

[S] Sempre cordiale, tu. Ma ti ricordi dell’apertura dell’Uovo di Saiph e di come la Base venne risucchiata nell’Universo dei Vulcaniani? Poi riapparve da tutt’altra parte, al confine del quadrante Alfa.
[J] Sì, quella fu un’esperienza terribile. Lì ebbi modo di conoscere molti di quelli che diventarono i miei compagni di equipaggio sulla Genesis. Oltre a Kejal, la mia amica Jorel Livar, Bauer Horowitz, Shepard, K’Rarn, Lyton, Folken. Bella storia.

[S] Sulla Genesis facevate prevalentemente missioni diplomatiche, giusto?
[J] Non solo, anche qualcuna sotto copertura. Una volta andammo a recuperare un’ufficiale della Flotta che era stata data per dispersa. Non so perché ma tentò più volte di uccidermi.

[S] Molte persone volevano ucciderti.
[J] Sì ma lei ci si impegnò proprio. Cercò anche di spezzarmi il collo. Non ne voglio parlare.

[S] E non ne parliamo.
[J] Parliamo delle grandi feste che organizzavo nella sala ologrammi. Di una in particolare se ne parlò per mesi. Mi calai dal soffitto vestito da Dio dell’Amore, tutto d’oro, con le alucce, l’arco e le frecce a con la punta a forma di cuore. Chi meglio di me poteva interpretare quel ruolo?

[S] Dubito ci potesse essere un altro ufficiale della flotta che avrebbe interpretato quel ruolo in maniera così… ehm… impeccabile?
[J] Già. E quando invitai tutti al ristorante betazoide dove bisognava andare nudi? Ne vogliamo parlare? Ricordo quel testone di Keris che era imbarazzato come un bambino. Che divertimento!

[S] Solo a te può venire in mente di divertirti dell’imbarazzo degli altri.
[J] Non è certo colpa mia se mi hai creato così.

[S] Su Freeport 9 incontrasti un ragazzino schiavo. Gli promettesti di liberarlo. Tornasti tempo dopo per onorare la promessa.
[J] Quel ragazzino poi lo adottai insieme a Kejal. Fu una storia particolare e bella.

[S] Molti dei compagni della Starbase e della Genesis li hai ritrovati sulla Fortune.
[J] Sulla Fortune ci sono stato poco. Hai preferito mandarmi chissà dove con Klingon e Romulani per rafforzare il Trattato di Nimbus. Sulla Fortune giocavi con Yannar. Non vorrei dirtelo ma era un noiosone.

[S] Perché dici così? Sei solo invidioso. Aveva dei picchi di umorismo molto particolari, al contrario di te che eri acido come una zitella.
[J] Sì, ti sei vantato per anni di quella battuta che Yannar fece a Planck appena nominato capitano della Fortune. Te la ricordi?

[S] Non mi sono vantato. Diciamo che fu una battuta ben riuscita. Al bar della nave, Planck tenne il discorso di insediamento. Concluse con “E ricordatevi che per voi la mia porta è sempre aperta”. Yannar alzò la mano e chiese “Quale porta, Capitano? Quella dell’ufficio o quella dell’alloggio?”. Detta da un mezzo vulcaniano fu abbastanza divertente.
[J] Discutibilmente divertente. In ogni caso, temo che abbiamo parlato anche troppo. Se avessi continuato a vivere, cosa mi avresti fatto diventare?

[S] Guarda, Renoir, potevi diventare a scelta un pirata tagliagole o un ammiraglio. Avevi mille prospettive.
[J] Me lo disse anche la Senatrice Torel una volta. Anche se non ti perdonerò mai per avermi messo in naftalina, una cosa devo dirtela: ci siamo divertiti tanto insieme.

[S] Puoi dirlo forte, Renoir. Abbiamo passato dei bei momenti insieme. Ora ti saluto.
[J] Addio stupido.

Non so quanti lettori siano riusciti ad arrivare alla fine di questo piccolo excursus. Ho voluto raccontare una parte consistente della mia esperienza su Genesis interloquendo con uno dei miei personaggi preferiti. Come tutte le cose belle, Junot nacque per caso e poi iniziò a muoversi quasi da solo. Ma Junot è solo uno dei personaggi che sono entrati in qualche piccola o grande storia di Genesis in questi anni. E’ stato, insieme agli altri personaggi, ma soprattutto con tutti i giocatori, un tassello importante della mia vita.
Poche cose, come Genesis, hanno avuto un tale impatto positivo: la possibilità di conoscere tante persone diverse da ogni parte d’Italia e non solo, tanti intrecci di vissuto che anche a distanza di anni mi fa piacere ricordare.
Ancora oggi, dopo tanti anni, quei ricordi sono conservati nella parte più bella e colorata del mio cuore, che è una parte anche piuttosto affollata. Come è possibile intuire da quelle poche righe in cui ho descritto alcune delle avventure di Junot, si è trattato di un’esperienza complessa, non soltanto ludica, ma di vita. E non sono nemmeno riuscito a citare tutte le esperienze vissute, sarebbe stato impossibile. Junot ha conosciuto davvero tutti, o quasi, nella vecchia Genesis: dalla mitica T’Len al dottor Wilson, quella peste di Kilakat ed il Capitano Levi… e tutti quelli che non ha incontrato Junot, li hanno incontrati gli altri miei personaggi. Le avventure di Yku Xurie/Nadh con Shot, Consoli, Sahrk e Perim-Wang (la truppa dei Civili della Base Stellare 201) sono un altro grande capitolo che andrebbe raccontato, ma forse me lo terrò in serbo per quando Genesis festeggerà i suoi 20 anni.
Intanto, come facente parte di una grande comunità di persone, prima che giocatori, auguro a tutti un buon Diciottesimo Genesisversario!

Sal

Tibo Tchaka Persyn

Tibo Tchaka Persyn

Data di nascita: 06.06.2240
Origine: Johannesburg
Assegnazione: USS Genesis
Incarico: Coordinatore Area Logistica