Diari Personali

Ogni personaggio del gioco può scrivere il proprio diario, puoi leggerlo e conoscere la sua crescita, ma ricordati che ON GAME non puoi sapere cosa ha scritto!

DIARIO PERSONALE DI CLARISSA MORALES

Data Stellare 23.11.2264

"Ti amo di sbieco perché ho un cuore malandato fin dalla nascita. I
medici mi hanno formalmente vietato di innamorarmi perché il mio
orologio-cuore è troppo fragile per resistere. Ciò nonostante ho messo
la mia vita nelle tue mani, perché oltre al sogno, tu mi hai regalato
una dose d´amore tanto forte che mi sono sentito capace di affrontare
qualunque cosa per te…" (La meccanica del cuore - Mathias Malzieu)Studio, turni in infermeria, l´assenza di Fisher ancora presente.

Un assenza presente.
Per quanto ancora si respirerà nell´aria la sua mancanza? C´è bisogno di qualcuno che torni a imporre la sua impronta, a dare una piega alla sezione, un ordine, per quanto strampalato possa essere. Qualcuno che ponga dei freni e sciolga le briglie. Rispetto il Tenente T´nell, ma lei non può essere abbastanza, anche se è l´unica di cui mi fido ciecamente in sezione. Ora poi, parliamo dei nuovi imbarchi, ci mancava anche il neuro-chirurgo a sostituire Gregor, che oltretutto se ne è andato lasciando solo un messaggio, un messaggio.. 

(..) Signori, a differenza che nella medicina in questo contesto le cose che si trascinano non mi piacciono, pertanto arriverò al dunque...ho chiesto il congedo. (..)

(..)Non dovrei avanzare richieste ma vorrei chiedervi un unico piacere: in mia assenza potreste occuparvi del Cadetto Lay?...mi fareste un enorme piacere. (..)E più guardo quella ragazza, più sento un vuoto dentro.
Ma non negherei mai un piacere a Gregor, nonostante tutto, perché a prescindere da quello che è successo tra di noi, la maniera in cui tutto si è consumato sulla punta di un fiammifero, rimarrà sempre in una parte del mio cuore. Ed anche se non mi ha lasciato modo di prometterglielo, quella ragazza avrà sempre un paramedico alle spalle, per quanto potrò mi "occuperò" di lei.


Ho tardato tanto a tornare a scrivere qualcosa, per il semplice fatto che avevo necessità di fagocitare gli eventi, assimilarli, rielaborarli, insomma darmi del tempo dopo la sparizione di sette giorni. Sette giorni in cui può essere successo di tutto e non lo sappiamo. Sette giorni in cui qualcosa è evidentemente cambiato, lo sento nel petto, sette giorni di cui ho solo strani deja-vù. E´ come essere stati in coma, ricordando solo stralci di sogni e voci lontane ed emozioni annidate nella gabbia toracia. E questo mi riporta a pensare che dovrei accorrere a Georgiana ed alla sua professionalità, prima o poi. Perché nonostante quello che è successo tra di noi, è stato un susseguirsi naturale degli eventi ed una reazione più che accettabile in qualità di amica della controparte. Avevo solo bisogno di ripensare alle cose a mente fredda e col passare dei giorni, le cose si sono fatte poco a poco più chiare. Dovrei parlarle, prima o poi.

E riguardo ai Sette giorni, per quanto abbiano portato modifiche interessanti nella mia vita, continuano a rimanere un vuoto che non posso ignorare completamente, di cui tutti facciamo parte.

Jòse è frutto di questi sette giorni, prima dei quali c´era stato un bacio tra idee chiare di: "ti sto usando" e " sei mera attrazione fisica". Sette giorni in cui le emozioni si sono gonfiate ed hanno cominciato a palpitare in mezzo al petto, dando la certezza di qualcosa di più profondo, qualcosa che stiamo continuando a condividere, accrescendolo giorno per giorno, con quelle piccolezze, quei dettagli che ci riempiono gli occhi ed il cuore. Come il semplice fatto di potermi svegliare nel suo alloggio, rotolare tra le lenzuola e fermarmi a guardarlo, in silenzio. Guardare quel viso rilassato, che si gode un pacifico sonno al calore di effusioni ancora vivide nei profumi e nel tepore tra le coperte.

C´è intesa, c´è sentimento, c´è rispetto e tutto è una tempesta, un turbinio di emozioni a filo di pelle, di desiderio, di passione che si dipanano e ci abbracciano. Mi ha regalato una scatola piena di colori, di tutti i tipi e le forme, come potrei non amarlo?
Sta diventando, poco a poco, qualcosa di estremamente importante quello che c´è tra me e lui.
Ma se mi fermo a pensarci, da quando con Jon abbiamo deciso di prendere mutuamente strade diverse, accantonare quegli accordi e dedicarci alle nostre vite, è tutto così diverso, più vuoto, sembriamo così distanti ora, millenni, ere, in due mondi totalmente opposti ed irraggiungibili.

Ho vuoti, nella memoria, nell´anima e nel cuore. Vuoto.
vuoto
vuò·to/
aggettivo e sostantivo maschile

1.
aggettivo
Privo di contenuto (contrapposto a pieno ): un bicchiere, un fiasco v.; una stanza v.; i granai erano v.; è rimasto con le tasche v.; iperb. : il teatro era v. (o mezzo v.), con pochi spettatori.

  • Libero, non occupato.
    "lo scompartimento era v."
  • A stomaco vuoto, senza aver mangiato.
2.
sostantivo maschile
Spazio libero nel quale nessun corpo solido si frappone, cavità: l´alpinista
cadde nel v.; battendo sul muro, si sentì che sotto c´era un v.;
talvolta, anche come equivalente di ‘recipiente vuoto’
"nel prezzo non è compreso il v."
  • part.
    Nella filosofia antica, nozione (affermata o negata) di spazio in cui nulla
    è, negatrice dell´Essere in quanto esistente nello spazio increato e
    indistruttibile, immobile, uno e indiviso.
3.
locuzioni
A vuoto, inutilmente, senza effetto.
"fare un viaggio a v."
    Andare a vuoto, non sortire alcun effetto, fallire."il nostro tentativo è andato a v."
Ho Sparato a Jòse.
Ho sentito la mancanza del Comandante Soratek e l´assenza del Tenente Comandante Kaarsh.


p.s.
Devo parlare con il Guardiamarina-Capo Ravenstein, ho bisogno di sbrogliare la matassa di idee che ho in testa.

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